Pensiero Spirituale sulla centralità dell’uomo nella Creazione

Cari amici,

la Parola di Dio include la Creazione in uno schema liturgico di sei giorni più uno di riposo. Il settimo giorno Dio riposò, quindi gli uomini devono dedicare il settimo giorno a Dio. Sotto il profilo della Storia umana, il settimo giorno corrisponde allo sbocco nell’eternità. Non bisogna sottovalutare il fatto che tutta la Creazione è in vista dell’uomo.

La Creazione è orientata all’uomo e l’uomo stesso è orientato a Cristo, cioè all’Incarnazione. L’uomo, infatti, viene creato nel sesto giorno e lo stesso Adamo è ritenuto dai Padri della Chiesa una figura di Cristo. San Paolo nella Lettera agli Efesini spiega che tutte le cose sono state create per mezzo del Verbo e in vista del Verbo.

Nel contesto della Creazione divina l’uomo ha un ruolo preminente, è evidente. La centralità dell’uomo nella Creazione è indiscutibile. L’uomo è il vertice della Creazione, a sua volta questo vertice della Creazione è per l’Incarnazione cioè per l’elevazione alla partecipazione della natura divina. Alla fine, tutto il piano di Dio converge a questo: a far sì che Cristo ricapitoli in sé tutta la Creazione, noi con Lui e veniamo resi partecipi della natura divina, veniamo introdotti nello scambio eterno d’Amore delle tre Persone divine.  

Cristo si è incarnato e ha assunto una natura umana, l’ha legata a sé indissolubilmente.

È bene ribadire questo concetto di centralità dell’uomo nella Creazione perché nel mondo d’oggi l’uomo viene spesso accostato ad altre forme di vita, più o meno intelligenti, più o meno artificiali. Ma l’essere umano è unico, Dio lo ha messo al centro della Creazione!

Una delle cose più serie che abbiamo ereditato dalla Filosofia è la distinzione fra un oggetto e un soggetto. L’oggetto è una cosa, il soggetto è un “io”. L’uomo è a due dimensioni, ha una componente spirituale che non è riducibile alla materia. L’anima spirituale immortale non è materia, si è incarnata nella materia, agisce per mezzo della materia ma alla fine, quando la materia si decompone, l’anima spirituale immortale sussiste da sola. La morte è il distacco dell’anima dal corpo. L’anima sussiste senza il corpo e nella luce di Dio sa quale sarà il suo destino eterno.

Dopo aver creato il mondo (la luce, le tenebre, la terraferma, gli oceani, i mari, le bestie, ecc), Dio crea l’uomo prendendo della polvere dal suolo. Questo significa che il corpo dell’uomo fa parte della “stoffa” dell’universo, che è materiale. Il corpo dell’uomo, allora, è una cosa. Dio infonde il suo soffio divino che è spirituale, significa che è cosciente, ha consapevolezza di sé, è dotato di un’intelligenza che va oltre la materia, tant’è che l’uomo – andando oltre l’universo – si domanda chi lo ha fatto.

L’uomo con la sua intelligenza ascende fino al Creatore, lo adora, lo prega, parla con Lui. Nemmeno l’animale più sviluppato fa questo!

L’antropologia cristiana, allora, è fondamentale per un cristiano. Innanzitutto, perché lo scopo fondamentale della vita è salvare la propria anima. L’anima opera attraverso il corpo, ma conserva la sua alterità rispetto al corpo e conserva le sue attività che sono di carattere spirituale e cioè l’intelligenza che opera oltre le cose visibili, oltre le cose materiali. Attraverso l’intelligenza l’uomo arriva alla conoscenza della Verità. L’anima umana ha una moralità, ha una percezione netta fra bene e male. È una libertà per cui l’uomo può decidere anche contro il suo istinto, lottando contro le sue tendenze psicofisiche.

Questi fondamenti dell’antropologia cristiana devono essere tenuti saldi rispetto alla concezione dell’uomo propria dell’evoluzionismo ateo materialista secondo cui l’uomo sarebbe il risultato dell’evoluzione della materia.

La concezione dell’uomo che oggi viene propagandata è una presunzione scientifica infondata: l’uomo non è il suo corpo! Abbiamo un’anima spirituale immortale unica e irripetibile, di natura, appunto spirituale e di origine divina!

È grazie all’anima spirituale immortale, creata a immagine divina, che l’uomo è capace di parlare con Dio.

L’uomo è capace di Dio, significa che l’anima spirituale immortale rende possibile l’incarnazione del Verbo.

Anche un embrione ha in sé l’anima spirituale immortale. Chiediamoci allora: chi è l’uomo?

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”