Pensiero Spirituale sullo Spirito Santo fonte di santità

Cari amici,
tutta la vita spirituale è guidata dallo Spirito Santo che eleva noi stessi in un piano di comunione con Dio. È importante imparare a invocare lo Spirito Santo come la fonte della santità. Lo Spirito Santo come luce di Verità illumina la nostra mente e, allo stesso tempo, come fonte di santità rafforza la nostra volontà e purifica il nostro cuore.
Per chi è nel peccato ed è lontano da Dio è importante invocare lo Spirito Santo, fonte della conversione che risveglia la voce della coscienza. Dio vuole che tutti si salvino, ascolta le preghiere dei credenti e dei non credenti e quindi va a visitare le persone che sono nelle tenebre, sveglia la loro coscienza che comincia a rimordere e pian piano fa cadere le squame dagli occhi, fa vedere la realtà del male in cui sono immerse e mostra la Divina Misericordia. In questo modo inizia un itinerario di conversione, ma chi opera in quella persona è lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo porta al primo passo della conversione che è la presa di coscienza del male che abbiamo dentro, ci mostra la Divina Misericordia alla quale affidarci e rafforza la nostra volontà in modo tale da portare alla decisione di cambiare vita. Lo Spirito Santo porta alla scelta di cambiare strada, di lasciare la via della perdizione e intraprendere la via della Salvezza. Lo Spirito Santo opera questo miracolo perché una persona accecata incominci a vedere la sua situazione esistenziale di perdizione e di morte nella quale si trova.
Accorgersi di essere sulla strada sbagliata non è però sufficiente. Se non si frena e non si cambia strada la grazia di accorgersi di aver sbagliato strada diventa inutile. Lo Spirito Santo ci dà anche la forza di fare il secondo passo, quello di decidere di cambiare vita. Tagliare le radici del male è un passo doloroso, difficile. Allo stesso tempo il libero arbitrio, indebolito dal peccato, è incapace di decidere la conversione. In questa situazione abbiamo gli occhi accecati e non vediamo il male, abbiamo bisogno dell’azione dello Spirito Santo che ci mostri il pericolo della perdizione che incombe sulla nostra testa. Nel medesimo tempo il nostro libero arbitrio è incapace di decidere.
Quante volte abbiamo rimandato la conversione perché eravamo incapaci di decidere? È chiaro che in questo caso ci vuole una supplica allo Spirito Santo, perché ci dia la forza di prendere decisioni che incidano, che ci cambino, che non lascino le cose come erano. Questa decisione è dolorosa ma allo stesso tempo salutare perché ci guarisce dal male.
Lo Spirito Santo poi ci guida nel cammino di purificazione. Una volta recise le radici del male bisogna disboscare e portare via tutto il male che si è accumulato, a partire dai peccati più gravi per poter arrivare a una Confessione che sia veramente una liberazione.
Il diavolo però poi torna e il combattimento spirituale continua per tutta la vita. Quando è stato cacciato da un’anima, quando una persona si converte, il demonio torna a tentare quell’anima accompagnato da altri spiriti. C’è bisogno, allora, della grazia dello Spirito Santo per resistere alle pressioni del mondo, ai richiami della carne, alle insinuazioni del demonio che vuole demoralizzarci e farci gettare la spugna.
La preghiera allo Spirito Santo, anche conosciuta come “Vieni Santo Spirito” o “Mandaci il tuo Spirito”, si recita seguendo la sequenza basata su questo testo:
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, raddrizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”