Pensiero Spirituale sulla pace

Cari amici,

i messaggi di gennaio e febbraio 2023 sono importantissimi. Incorniciano il tempo che stiamo vivendo, il passaggio storico in atto. Nel messaggio del 25 gennaio 2023 mi ha colpito in particolare un termine che la Madonna ha usato probabilmente per la prima volta: «Pregate e testimoniate la pace nel vostro ambiente e siate uomini di pace».

Quando parliamo di pace solitamente pensiamo alle guerre nel mondo, abbiamo, per così dire, un approccio politico o sociale. La Madonna, in realtà, ci ha insegnato un approccio più esistenziale e più vero per la pace.

La Madonna ci insegna a guardare in modo esistenziale la pace che inizia dai nostri cuori. Dobbiamo essere in pace con Dio e con noi stessi, in questa condizione la coscienza non rimorde, non accusa. Quando una persona devia dalla via di Dio, la coscienza è un campanello d’allarme; chi è in pace con Dio, invece, ha la coscienza a posto, è sereno.

L’effetto subitaneo della pace con Dio è la pace con se stessi, è la migliore situazione esistenziale che si possa avere, è anche la più stabile. Chi rimane nella strada di Dio e osserva i Suoi Comandamenti è in pace!

La pace con Dio e con se stessi è il bene più prezioso che si possa avere, supera di gran lunga la fama, il riconoscimento. Quando si chiede umilmente perdono dei peccati commessi e ci si accosta al Sacramento della Confessione, si viene rivestiti della pace di Dio, della sua approvazione, della sua Misericordia. Questa pace è veramente il bene più grande che si possa avere sulla Terra.

La Madonna ci insegna a dilatare la pace con Dio e con noi stessi anche nella famiglia che, come ben sappiamo, è il luogo della pace ma anche della guerra. Nella famiglia i legami affettivi possono diventare talvolta anche dirompenti, si litiga, ci si fa dei torti, si parla male alle spalle…

La Regina della pace ci esorta a coltivare la pace nella famiglia, richiamando il IV Comandamento che riguarda tutti i legami di sangue e tutti gli affetti che vanno protetti dalla zizzania e dal veleno dell’odio.

La Madonna, poi, ci indica di portare la pace dalla famiglia al nostro ambiente. La Regina della pace sa che tutti trascorriamo gran parte della nostra giornata in casa, nel luogo di lavoro, nel nostro paese. L’ambiente di cui parla la Madonna sono le relazioni sociali che si coltivano. Durante la giornata, nel nostro ambiente, abbiamo diverse possibilità, possiamo litigare, essere scontrosi, ingiusti, prepotenti contribuendo a creare un clima inospitale. Oppure, possiamo scegliere di portare la pace e di essere uomini e donne di pace, proprio come dice la Madonna.

All’origine della pace negli ambienti che frequentiamo deve esserci la pace con Dio e con noi stessi. Se non siamo in pace con Dio, non possiamo essere persone di pace e non possiamo portare la pace agli altri negli ambienti che frequentiamo.

L’ambiente di lavoro, ad esempio, può essere un luogo di pace oppure un groviglio di vipere che sgomitano per prevalere o sparlano alle spalle. Dipende da ciascuno di noi. Se abbiamo Gesù nel cuore, se siamo in pace con Dio e ci siamo riconciliati con Lui, se siamo in pace con noi stessi, allora porteremo certamente la pace negli ambienti che frequentiamo, come il lavoro. Al contrario, se abbiamo voltato le spalle a Dio e siamo inclini alla discordia, alle malelingue e seminiamo zizzania, il nostro ambiente di lavoro sarà certamente inospitale.

La Madonna ci raccomanda di essere uomini e donne di pace, significa portare la pace e coltivarla anche negli ambienti nei quali trascorriamo il nostro tempo.

Testimoniamo la pace, portiamo il sorriso, la tolleranza, le parole buone, quelle gentili che contraddistinguono le persone di pace.

All’inizio della giornata pensiamo proprio a questa missione: essere portatori di pace!   
In pace con Dio, portiamo la pace agli altri.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”