Pensiero Spirituale sulle seduzioni di satana

Cari amici,

i Messaggi della Regina della pace sono importantissimi ed importante riprenderli, rileggerli e approfondirli. Nel messaggio del 25 febbraio 2023 ci ha messo in guardia da satana che cerca di sedurci: «In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi» ma ci indica come reagire di fronte a questa seduzione: «guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno».

Queste espressioni non devono essere circoscritte alla Quaresima, ma al tempo che stiamo vivendo. Difatti, è in atto una grande seduzione che San Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi chiama “apostasia” e che i Papi del nostro tempo hanno denunciato apertamente mettendo in guardia il popolo cristiano.

Senza dubbio moltissime persone hanno abbandonato la fede per aderire a un’altra visione della vita che è un’alternativa al Cristianesimo.

La Madonna ha indicato questa seduzione con termini inequivocabili e espressioni molto forti: satana è libero dalle catene (1 gennaio 2001); il diavolo miete le anime (25 settembre 2020); la croce e la fede sono rifiutate (25 luglio 2020); siete vuoti (25 marzo 2019); siete persi (25 febbraio 2016). La visione celeste è certamente corrispondente alla realtà dei fatti, la Madonna vede il mondo così com’è e vede i cuori. Dio ormai viene ritenuto inutile dall’opinione pubblica mondiale.

Dobbiamo prendere consapevolezza che è in atto la prima impostura anticristica, capire in che cosa consiste e non sottovalutare la portata della sua potenza di seduzione che è inarrestabile.

La Madonna ha racchiuso in poche parole che cosa sta accadendo concretamente, in che cosa consiste l’impostura anticristica: «l’uomo moderno non vuole Dio» (messaggio del 25 gennaio 2023). L’impostura anticristica consiste nella seduzione satanica per eccellenza, quella descritta nei primi capitoli della Genesi, è la tentazione del serpente originario che ritorna nel deserto a tentare Cristo prima dei giorni della Passione. All’origine della tentazione satanica c’è l’angelo ribelle: l’uomo creato da Dio a immagine e somiglianza, elevato in grazia da Dio stesso, destinatario della gloria nel cuore stesso della Santissima Trinità, non vuole dipendere dal Creatore, vuole essere al posto di Dio.

Già in Lucifero c’è questo desiderio di mettersi al posto di Dio, di non voler essere una sua creatura, ma di ribellarsi. Lucifero ha scelto liberamente di distaccarsi da Dio, lui e i suoi seguaci sono precipitati nella profondità degli abissi proprio perché hanno deciso di rifiutare Dio. I nostri progenitori hanno fatto esattamente la stessa scelta, hanno voluto mettersi al posto di Dio, hanno rifiutato di essere Sue creature.      

L’albero di cui parla la Genesi è quello dell’indipendenza da Dio, del distaccamento da Lui, del non riconoscersi Sue creature. Cibandosi di quei frutti i progenitori hanno scelto di rifiutare Dio Creatore. Il serpente li tenta facendo loro credere che, qualora se ne fossero cibati, sarebbero stati bene, sarebbero stati proprio come Dio. La serpe astuta fa credere loro che mettendosi al posto di Dio sarebbero stati liberi dal legame creaturale. Come sappiamo, non è andata così, se ne sono cibati e il risultato è stato quello di rendersi conto di essere nudi, non liberi, non potenti. Mangiando i frutti di quell’albero i progenitori hanno perso tutte le grazie di cui erano stati rivestiti al momento della Creazione.          

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: «Non dovete mangiare di alcun albero del giardino»?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: «Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. (Gen, 3)

La tentazione di mettere se stessi al posto di Dio ritorna, è tangibile. Globalmente si ripete questo peccato. Satana, che ha traviato i progenitori alle origini, è tornato a sibilare all’orecchio dell’umanità la medesima tentazione, ovvero che senza Dio si sta meglio e prospetta la totale indipendenza dal Creatore, cioè una vita all’insegna del benessere materiale, in cui si estromette, si rifiuta, si rinnega la componente spirituale.

L’idea di mettersi al posto di Dio e di essere creature indipendenti è stata talmente seducente che una moltitudine di angeli ha seguito Lucifero; questa idea ha sedotto i progenitori che avevano tutto e hanno ascoltato la serpe maligna e oggi il mondo presta ancora l’orecchio al sibilo del principe della menzogna.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”