Pensiero Spirituale sulla vita e la morte cristianamente intese

Cari amici,
nel messaggio del 25 aprile 2023 la Madonna ci invita a ricolmarci dell’amore di Cristo affinché possa poi trasformare a via nuova le vite di coloro che sono lontani da Dio e dalla preghiera.
Le parole “vita” e “morte” ritornano spesso nel linguaggio cristiano, nella Sacra Scrittura, nella Storia cristiana e nei messaggi della Madonna. All’interno della Rivelazione cristiana sono espressioni che non hanno il medesimo valore che invece hanno al di fuori della fede.
Queste parole si trovano già all’inizio della Sacra Scrittura quando si parla dell’Eden e della tentazione, attraverso la quale il demonio insinua ai progenitori il dubbio sul divieto di cibarsi dall’albero del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: «Non dovete mangiare di alcun albero del giardino»?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: «Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete»». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». (Genesi 3, 1-5)
Sappiamo quello che è accaduto successivamente: i due mangiano i frutti dell’albero, si accorgono di essere nudi e Dio si arrabbia condannando il serpente a un’esistenza da essere strisciante e caccia dall’Eden i progenitori dicendo che avrebbero perso ogni virtù di divina figliolanza e che sarebbero morti.
La parola “morte”, in questo caso, significa che la creatura umana – creata da Dio a sua immagine e somiglianza, ricolmata (nei progenitori) della grazia santificante cioè della particolare amicizia con Dio – perde questo rapporto con Dio. Gesù ha spiegato questo rapporto: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca” (Gv 15,5).
La parola “vita”, nella luce della fede è quella di una persona che è abitata da Dio, è unita a Lui, ha in sé la vita di Dio, la grazia. Nella visione cristiana una persona è viva se è unita a Dio, se è irrorata dal Suo amore. Il Verbo che si è fatto carne ha assunto una natura umana che è diventata una fonte di vita, attingendo a essa si è vivi e non si morirà più: “Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,58).
Sono vive quelle persone che sono unite a Cristo. Perché le persone abbiano la vita soprannaturale e quindi siano vivi della vita di Dio, hanno bisogno del Battesimo perché a causa del peccato originale tutti gli uomini che nascono sono bisognosi di essere innestati alla vite. Questo avviene mediante il Sacramento del Battesimo, che li rende viventi.
La vita (e la morte) cristianamente parlando va ben oltre la buona salute fisica e lo stare bene, vivere bene ed essere felici. La vita divina in noi ci viene data attraverso il Sacramento del Battesimo ma anche con il desiderio di riceverla attraverso lo Spirito Santo, che per vie a Lui note arriva a tutte quelle persone che corrispondono agli impulsi della grazia e quindi Dio li ricolma della sua vita, anche se non in una misura così abbondante come coloro che sono membri del Corpo di Cristo, la Chiesa.
Nei messaggi alla parrocchia la Regina della pace si rivolge a coloro che hanno risposto alla chiamata. Nel messaggio del 25 aprile 2023 ci esorta a diventare persone vive, unite a Cristo, colme del suo amore. Viviamo uniti a Cristo mediante la fede e la grazia. Il peccato mortale ci stacca da Cristo, il Sacramento della Confessione ci riconcilia con Lui. La Madonna ha bisogno che noi Suoi Apostoli siamo delle persone vive, cioè ricolme della grazia di Dio e della vita divina, in modo tale che Cristo col suo amore, attraverso di noi, possa trasformare a vita nuova quelli che sono lontani da Dio e dalla preghiera.
Cari figli! Vi invito tutti ad essere portatori della pace e della gioia di Gesù Risorto per tutti coloro che sono lontani dalla preghiera affinché, attraverso le vostre vite, l’amore di Gesù li trasformi a vita nuova,
vita di conversione e santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
(Messaggio del 25 aprile 2023)
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”