SECONDA DOMENICA  DI PASQUA O DELLA DIVINA  MISERICORDIA

Cari amici,

dobbiamo a  S.  Giovanni Paolo II questa Domenica dedicata  alla  Divina Misericordia, secondo la  richiesta fatta da Gesù  attraverso S.  Faustina Kowalska.

E’ grazie sempre  a  questo grande Pontefice se  il messaggio della Misericordia, che Gesù ha depositato nel cuore di Santa Faustina,  si è diffuso in tutta  la Chiesa, divenendo uni delle fonti più  feconde della spiritualità cattolica contemporanea.

Ed è anche grazie  a Radio Maria,  che per   prima  ha dato una versione radiofonica del Diario di S. Faustina facendolo conoscere in tutto il mondo, insieme  alla Coroncina della Divina Misericordia recitata da tutte  le Radio Maria del mondo.

Il messaggio della Divina Misericordia è di pura ispirazione evangelica e aiuta a comprendere il paradosso della fede cristiana fondata sul  mistero della Croce:  

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “

Per quanti peccati una  persona abbia commesso e  per quanto gravi essi siano , la grazia del pentimento ottiene  il perdono e  la  vita eterna.

Non  esiste  nessun  peccato che si più  grande della Divina  Misericordia.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

 E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

 Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.