L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,

la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. ( Le  troverai man mano nella  sezione:  Il Combattimento spirituale)

Vostro  Padre Livio

6. Qualcuno veglia su di noi

Il tuo mondo interiore non è un deserto disabitato. Al di là del groviglio delle passioni, dei pensieri e dei sentimenti puoi avvertire il mistero di una presenza. Non sei solo, murato nel tuo io senza porte e senza finestre. Se gli uomini di tutti i tempi non si sono mai stancati di cercare Dio, è necessario farsene una ragione.

Il mondo esteriore con la sua immensità, la sua bellezza e il suo ordine è un’ opera di tale portata che postula l’esistenza di una mano onnipotente. Forse anche tu sei rimasto incantato davanti alla bellezza di un tramonto e il tuo animo si è commosso di fronte allo spettacolo affascinante del grande libro della natura.

Ti sei chiesto se sia ragionevole attribuire al caso il mirabile capolavoro della creazione. Però non sei andato oltre, l’emozione si è dissolta e tu ti sei di nuovo dimenticato che sopra di te splende l’esercito innumerevole delle stelle.

Ora però la situazione è diversa. Dio non è più soltanto un’ipotesi che formula tua intelligenza, ma “Qualcuno” che ti è così vicino da dimorare in te. Ti sei posto tante volte l’interrogativo se Dio esista, però non sei mai andato a fondo.

Non hai fatto una scelta che imprimesse una svolta alla tua vita. Non hai mai avuto la forza interiore di deciderti per lui. Hai lasciato irrisolto il problema, preso dagli affanni quotidiani. Ora ti rendo conto che devi affrontarlo. Tu non lo cercavi più , ma Lui è venuto a cercare te.

“Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” ( Ap 3,20). Rifletti sulla tua situazione attuale. Eri su un cammino di perdizione, disilluso e angosciato della vita. Ti sentivi un animale braccato, senza via di scampo.

Improvvisamente hai preso la decisione che eri solito rimandare al giorno dopo. Ti sei fermato e hai incominciato a riflettere sulla tua vita. Sei rientrato in te stesso e hai prestato attenzione alle voci che salgono dal cuore.

 Pensi che tutto ciò sia accaduto casualmente? Oppure ti illudi di essere tu l’attore principale? Né l’una né l’altra cosa. La vita umana non è una barchetta in balia delle onde e delle correnti. Qualcuno veglia su di noi e quando ti accorgerai che anche tu sei seguito e amato, ti sentirai trasalire di gioia.

Sappi che mentre correvi verso l’abisso, l’occhio paterno di chi ti ha creato ti seguiva con apprensione. Vedeva  ogni tuo pensiero, ogni tuo sentimento e ogni tua azione. Quando è giunta l’ora stabilita è venuto a cercarti, come il pastore va alla ricerca della pecora che si è allontanata dall’ovile e che i lupi stanno per assalire.

Si è avvicinato in silenzio al tuo cuore, senza che tu ti accorgessi e ha incominciato a bussare sommessamente, perché tu non ti spaventassi. Quando l’uomo si allontana da Dio, non viene abbandonato a se stesso. La pazienza del Creatore è senza misura e attende il momento propizio per aprirsi una strada. Se tu nella difficoltà avessi gridato a lui, egli ti avrebbe risposto. 

L’Onnipotente si è avvicinato a te con grande rispetto, spinto da un amore sconfinato. Ti è venuto incontro non per giudicarti e tanto meno per condannarti, ma solo per risollevarti. E’ vero, tu non gli hai chiesto aiuto, ma egli ha voluto incrociare la tua strada perché ne ha il diritto e persino il dovere.

E’ lui infatti il tuo Creatore e il tuo Padre e tu sei la sua creatura, anzi suo figlio. Poteva abbandonarti? Poteva lasciarti precipitare nell’abisso senza fare tutto il possibile per impedirlo? Dio ti ha cercato come un padre e una madre cercano il figlio che si è smarrito e che non trova la casa.

Di che cosa hai paura? Temi che Dio ti tolga la tua autonomia e la libertà di vivere la tua vita?  Sospetti che la sua onnipotenza ti schiacci e che la sua presenza sia ingombrante? Liberati da questi fantasmi mentali e disponiti alla vera conoscenza di colui che è amorfe prodigo e senza confini.

E’ infatti l’Amore che bussa alla porta del tuo cuore. Lo fa con tocchi soavi, quasi impercettibili. L’Onnipotente non è un prepotente, ma un mite e umile di cuore. E’ cosi discreto che quasi si nasconde. Non vuole imporsi, ma solo farsi vivo. Vuole che tu tenda le orecchie e, nel silenzio, colga il sussurro della sua chiamata

 Non vuole entrare tuo malgrado, ma che tu senta il desiderio di lui. Vuole che tu faccia qualche passo verso la porta per sentire meglio e fugare ogni dubbio. Vuole che tu desideri che Qualcuno venga a visitarti e a dirti una parola di consolazione.

Quando nel cuore si fa largo il desiderio di Dio, significa che egli è già venuto e che aspetta. Nella tua aspirazione a cambiare vita e a rinnovarti spiritualmente sappi che egli è presente. Il cuore che anela alla verità, al bene e all’eternità è già in cammino verso Dio, anche se ancora non lo conosce.

 Per te è giunto un momento decisivo della vita. Colui che ti ha creato e che ti è venuto a cercare nelle tenebre delle menzogna e della morte, ti chiede di poterti incontrare nel luogo più segreto che ci possa essere.

Egli non entrerà se tu non apri.  Non insisterà se tu provi fastidio. Forse ritornerà, o forse no. “Timeo Dominum transeuntem”, “Temo il Signore che passa”, esclama S. Agostino. La decisione è solo tua. Dio ha messo la vita nelle nostre mani.

Se vuoi uscire dal pantano e riprendere a vivere nella speranza devi aprire la porta del cuore e lasciare che il tuo Creatore vi possa entrare. Sei nell’incertezza e sei tentato di rimandare un’altra volta? Incomincia a pregare. Chiedi l’aiuto al solo che te lo può dare.

 E’ in questo modo, semplice e umile, che il cuore si apre e che la barriera della separazione viene abbattuta. Se l’uomo aspettasse di avere la certezza che Dio esiste per incominciare a pregare, rischierebbe di restare per sempre nella sua tenebra.

E’ con una decisione della volontà che uno esce dalla prigione in cui si è orgogliosamente confinato. L’ateismo è una decisione del cuore che si è chiuso al trascendente e non una conclusione dell’intelligenza. L’incontro con Dio, a sua volta, non è il risultato di un ragionamento, ma la risposta a una chiamata interiore.

Dio ti lascia decidere. Non ti costringe e neppure ti condiziona. Nella sua infinita umiltà si china davanti alle scelte della tua libertà. Ma se tu lo respingi che cosa ti resta? Quale speranza ti rimane per la vita? Vuoi prolungare la tua agonia nella landa desolata dove non splende mai il sole?

Se ti decidi per Dio, improvvisamente tutto cambia e un mondo nuovo si apre davanti a te. Tuttavia non lo conoscerai  e non ne farai parte se non hai il coraggio di aprire a colui che bussa.