QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
Nel messaggio a Mirjana la Madonna ha fatto riferimenti al Vangelo di oggi.

Cari amici buona Domenica!
La Domenica è nel medesimo tempo il primo e l’ultimo giorno della settimana. E’ il primo perché con la Resurrezione di Cristo, il primo giorno dopo il Sabato, è iniziata la nuova creazione. E’ l’ultimo perché è il compimento dell’opera di Dio, quando ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova e Cristo sarà tutto in tutti.
Questo giorno benedetto ci ricorda che Cristo è il vincitore e che già ora “suo è il Regno, la Potenza e la Gloria”, mentre quella dell’impero delle tenebre è una forza falsa destinata a precipitare nell’abisso.
La presenza di Cristo nell’Eucaristia è la garanzia della vittoria, come ha detto la Regna della pace, ed è di essa che dobbiamo nutrirci per essere forti nella battaglia.
Il vangelo di oggi ha come protagonista il Cieco nato, guarito da Gesù due volte, prima della cecità degli occhi e poi da quella dell’anima.
E’ singolare che la Madonna abbia fatto riferimento al vangelo odierno nel messaggio di ieri a Mirjana. Infatti oggi l’umanità, nel suo rifiuto ostinato della Fede e della Croce è caduta in un accecamento mortale, senza speranza di salvezza.
“Per riacquistare la vista spirituale” è necessario, “con cuore puro ed aperto” imparare ad ascoltare ciò che dice Gesù, le sue parole di verità, che dobbiamo vivere e testimoniare.
Come il Cieco nato, con l’umiltà della fede semplice, usciamo dal buco nero delle nostre presunzioni, delle nostro false sicurezze, delle nostre fragili certezze e inginocchiamoci davanti alla Croce, chiedendo perdono delle nostre scelleratezze e dei nostri tradimenti.
Gesù ci guarirà, ci ridonerà la vista, la gioia di vivere, la speranza di un futuro di pace nella prospettiva dell’eternità.
Vostro Padre Livio
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Vangelo secondo Giovanni (Forma Breve)
Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Parola del Signore.