Pensiero Spirituale sulla gioia del cuore

Cari figli! Convertitevi e vestitevi di vesti penitenziali e di profonda preghiera personale e nell’umiltà chiedete la pace all’Altissimo. In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno. Sono con voi perché l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e di guidarvi verso la gioia del cuore, nella fede che cresce in tutti coloro che amano Dio sopra ogni cosa.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
(messaggio del 25 febbraio 2023)

Cari amici,

nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna usa un’espressione bellissima: «l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e di guidarvi verso la gioia del cuore».

La pace del cuore e la gioia del cuore sembrano espressioni simili, in realtà ci sono delle differenze. La pace del cuore è il bene maggiore che possiamo avere qui su questa Terra perché un cuore in pace con Dio, con se stesso e con gli altri è certamente il bene più prezioso che si possa avere nella vita. A cosa serve possedere ricchezze immense se poi si è inquieti e non si ha la pace del cuore?

La pace del cuore è un dono di Dio che ci viene dato ma che al tempo stesso esige una corrispondenza. Pensiamo alla parabola del seminatore, Dio sparge i semi ma se questi attecchiscono o meno dipende da dove cadono. Se il seme cade in terreni aspri o spinosi, non cresce e quindi è sprecato. Se invece il seme cade in un terreno fertile, allora produce buoni frutti.

La pace del cuore è, allora, una riconciliazione con Dio che avviene attraverso il cammino di conversione. La situazione esistenziale del peccatore è un’esperienza che facciamo tutti, non c’è bisogno di tante dimostrazioni. Chi è nel peccato non è felice, dice di godersi la vita ma in realtà non è così, gli manca la pace del cuore. Il peccato è la conseguenza del distacco da Dio, è la conseguenza della violazione dei Comandamenti, è la conseguenza della decisione di percorrere la strada del male. Chi è in questa situazione sa benissimo che c’è il rimorso della coscienza, che è un tarlo che corrode interiormente e che molte volte porta i peccatori alla conversione.

La pace del cuore è il punto di arrivo che sperimentiamo soprattutto dopo il processo di cammino di revisione di vita, quando dopo la decisione della conversione ci accostiamo al Sacramento della Confessione e, uscendo dal confessionale, proviamo felicità, pace del cuore appunto.

A Medjugorje possiamo assistere a uno spettacolo straordinario, unico. Le file dei penitenti sono lunghissime e composte da gente “variegata”: ci sono quelli che si confessano regolarmente e quelli (che sono più numerosi) che si confessano dopo molti anni di vita trascorsa nel peccato. Quando uno ha fatto una bella Confessione e riceve l’Assoluzione, sente veramente la pace e la gioia del cuore perché vede e sperimenta la Misericordia divina che con il semplice pentimento e proposito di non peccare più assolve da tutto il male commesso perché Cristo lo ha espiato al nostro posto e per nostro amore, sulla Croce.

La pace del cuore è lo sbocco del cammino spirituale che porta a una vita di grazia.         

La gioia del cuore, invece, è qualcosa di più: possiamo avere la pace del cuore e non avere la gioia perché siamo nella tribolazione, nell’oscurità, nella tentazione. Si tratta di periodi di aridità che fanno parte del cammino spirituale. Ci sono alcuni Santi che hanno sperimentato la pace del cuore ma non la gioia, ad esempio Santa Bernadette che era sempre tormentata dagli scrupoli. Fino all’ultimo giorno della sua vita temeva di non aver risposto nel modo dovuto e con la perfezione dovuta alla grazia che aveva avuto di vedere la Madonna e di essere la Sua messaggera. Questo turbamento non le ha fatto sperimentare la gioia, pur conservando la pace del cuore.

La gioia del cuore è una grazia speciale che Dio dona. Attraverso di essa sperimentiamo il Suo amore, ci sentiamo amati da Dio, ci sentiamo ricolmi della Sua tenerezza, è l’anticipo di quella gioia che gustano i Santi nel Cielo.       

«In Cielo c’è la gioia»
(messaggio del 25 maggio 1991)

La gioia del Cielo è permanente, è come una fonte zampillante di vita eterna. È la fonte di cui ha parlato Gesù nel discorso con la samaritana: «Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14).

Nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna ha detto che è qui per guidarci verso la gioia del cuore. Questa espressione deve essere approfondita. Quando la Regina della pace dà ammonimenti pesanti le parole sono come macigni, come quando nel messaggio del 25 gennaio 2023 ha detto che il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio, perciò l’umanità va verso la perdizione. Queste parole sono come un’istantanea che fotografa la realtà: l’umanità sta andando alla deriva verso la perdizione e la duplice morte, quella del corpo e quella dell’anima.

La Regina della pace vuole dirci che questo passaggio storico – predetto dalle Sacre Scritture, dal Magistero della Chiesa, dai Santi e dalla Madonna stessa – è il primo grande combattimento spirituale, è la grande battaglia fra la Donna e il drago. È il primo combattimento dell’Apocalisse che si concluderà con la vittoria della Madonna.

La Regina della pace ci dice che non bisogna aspettare la Sua vittoria finale per essere nella gioia, Lei vuole guidarci verso la gioia del cuore da subito, da adesso, da questo momento che è certamente tribolato anche a causa della cattiveria umana che aumenta e che è il tempo delle prove scatenate da satana stesso («satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni», messaggio del 25 gennaio 2023).

Più andiamo avanti e più l’odio verso Dio, verso i cristiani e degli uomini tra di loro, aumenta in maniera esponenziale.

In questo tempo di tribolazione ed eventi catastrofici dobbiamo essere come i tre giovani Sadrac, Mesac e Abdènego che furono salvati dall’angelo mandato da Dio nella fornace ardente dove erano stati gettati perché avevano rifiutato di prostrarsi alla statua di Nabucodònosor e passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.

Lasciamoci guidare dalla Madonna verso la gioia del cuore!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”