Pensiero Spirituale sulla preghiera personale

Cari amici,

in diversi messaggi la Madonna ci ha invitato accoratamente a riscoprire la preghiera personale.

La preghiera liturgica è sicuramente quella più importante; per la Chiesa la preghiera per eccellenza è la Santa Messa perché è la celebrazione del mistero pasquale, della morte per amore e della resurrezione di Cristo. È, quindi, la celebrazione dell’atto conclusivo della Redenzione, che è iniziata quando il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. La Redenzione ha operato durante tutta la vita di Gesù, anche quando era ancora nel grembo di Sua Madre, facendo sobbalzare di gioia il bambino che Elisabetta aspettava.

Tutta la vita di Gesù è opera di Redenzione, lo è in modo particolare il tempo della Sua missione nei tre anni di predicazione, miracoli, di annuncio del Regno di Dio, di chiamata alla Conversione. L’opera di Redenzione si è compiuta solennemente con un gesto di sacrificio d’Amore per espiare i peccati del mondo nei tre giorni della Passione culminati con la Croce e la gloriosa Resurrezione.

La Santa Messa rivive questo mistero, partecipando alla Santa Messa partecipiamo all’atto decisivo della Redenzione ed è quindi la preghiera fondamentale della Chiesa. Essenziali, inoltre, sono i Sacramenti che appartengono alla preghiera liturgica della Chiesa. Accanto alla preghiera liturgica ci sono le devozioni di vario genere che aiutano, preparano e dispongono l’anima all’atto supremo della preghiera che è la Santa Messa.

C’è poi la preghiera personale che sul piano esistenziale è molto importante perché con essa entriamo in contatto con Dio e lo si può fare in diverse situazioni esistenziali. Si può pregare personalmente quando si è lontani da Dio ma si sente la voce della coscienza che chiama e che, attraverso il malessere spirituale, fa capire che ci si è arenati in una vita di peccato e bisogna uscirne. Le situazioni esistenziali sono molte.

C’è chi vede la propria condizione di peccato e si apre a Dio, si apre alla grazia della chiamata alla Conversione. C’è poi la preghiera personale di chi è già nel cammino spirituale e, attraverso di essa, rinsalda la sua unione d’amore con Cristo e con Maria entrando in comunione con la Santissima Trinità.

La preghiera personale prepara a una migliore partecipazione alla preghiera liturgica perché è chiaro che se nella preghiera personale infuochiamo il nostro cuore e la nostra anima, quando partecipiamo alla Messa siamo veramente in unione con Cristo e non distrattamente come se fosse un atto dovuto.

Gesù nel deserto era a tu per tu con il Padre, è un esempio di preghiera personale totale. Il deserto è sia esterno che interno perché è nel silenzio più totale che Gesù contempla Dio e lo prega.

Così la preghiera personale deve diventare un momento fondamentale della nostra giornata. La Madonna lo chiama un momento profondo di preghiera personale, è un a tu per tu con Dio.

La profondità a cui si riferisce la Regina della pace non è certamente quella delle meditazioni orientali che sono dei ripiegamenti su se stessi, puntano alla consapevolezza di sé. Questo concetto di meditazione profonda è molto diffuso, ma la preghiera cristiana è un’altra cosa. La meditazione profonda serve per far emergere il proprio io, la preghiera cristiana è mettersi in ginocchio davanti a Dio nell’umiltà del sentirsi creature davanti al Creatore.

Nel Cristianesimo la preghiera personale profonda è un “a tu per tu” con Dio, il nostro io è chiamato a trascendere da se stesso e ad aprirsi a un Tu. Dio è tre Persone distinte, un’unica natura, è Padre, Figlio e Spirito Santo.

La preghiera cristiana personale e profonda non necessita il distaccamento della mente da tutto, in questo modo si rischierebbe di rimanere a tu per tu con se stessi.

Dio si è riservato un posto in ogni anima per stringere con noi un’amicizia profonda. Dio aspetta le nostre preghiere personali.

Dobbiamo riscoprire questa parte di noi stessi che Dio si è riservato per sé, per vivere con noi una comunione profonda che è poi quella per cui Dio ci ha creati: per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi partecipare del Suo amore per sempre, in Paradiso.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”