Perché nelle  rivelazioni della  Beata   Suor Elena  Aiello si insiste sui peccati  di impurità?

Carissimo Padre  Livio,

sono Concetta  da Avellino ed è  da vent’anni che ascolto Radio Maria.  Vi sono molto grata perché  mi avete molto aiutato nel mio cammino spirituale.

Le  scrivo perché  sono rimasta molto impressionata dalla  lettura che  Lei ha fatto delle rivelazioni della Beata Suor Elena, soprattutto  quelle riguardanti i peccati di impurità, che già  allora dilagavano e riguardavano  anche i  consacrati.

Mi ha colpito il fatto che Dio li vede  come  peccati particolarmente  gravi, mentre  oggi  si sorvola e raramente  se  parla anche  nella Catechesi.

Io, caro Padre  Livio,  penso che,  se  oggi molti  non si convertono, nonostante   i numerosi richiami della  Madonna, uno dei motivi sono i disordini sessuali, nei quali si sono impantanati e  che li rendono schiavi.

Le  parlo per  esperienza  perché,  con l’aiuto di Dio sono riuscita a liberarmi  da una vita disordinata e disperata.

Ora io mi chiedo,  caro Padre, come faranno tutte queste  persone,  che il demonio tiene schiave col vizio impuro, a ravvedersi nel   tempo dei segreti, a  pentirsi dei peccati e  a trovare  chi  li confessi  in  quei momenti di agitazione  e di paura?

Le  chiedo di dirmi francamente,  caro Padre,  se le mie  preoccupazioni sono giuste per  la  sorte di queste anime  o sto esagerando.

Grazie  perché  lei è  un  buon  pastore  per noi  pecorelle  smarrite.

Cara  Elena,

Condivido le tue preoccupazioni per quanto riguarda  i moniti, non solo nelle rivelazione della  Beata  Aiello, ma  in tutta  la  grande  tradizione spirituale cristiana,  già    a partire  dalla  Bibbia,  sulla gravità  dei peccati sessuali, in particolare l’adulterio.

La  ragione  per cui i disordini sessuali di vario genere  comportano  una particolare schiavitù   ce  la  offre San Paolo. 

L’Apostolo osserva che i peccati che commettiamo sono esterni a  noi, anche se  vengono  ovviamente dal nostro cuore incline  al male,  salvo  uno: il peccato impuro, che coinvolge la  nostra persona:  anima, psiche e  corpo.

Per questo motivo ci rende schiavi e la  lotta per dominarlo è fra  le più  ardue della vita.

Tuttavia  il cristiano deve  confidare nella  potenza della  grazia e  scuotersi dalla resa incondizionata  al male.

Deve  cioè  incominciare a  prendere  coscienza di questa schiavitù  particolarmente  deprimente e  iniziare  un cammino di liberazione,  con  l’aiuto dei Sacramenti della Confessione e della Comunione.

Il  pentimento per  i peccati  commessi e  il  proposito di combatterli sono già   uno stato  di  corrispondenza  alla grazia sufficiente  per  salvarsi.

Sarebbe  già un  bella conquista se una persona entra  nel  tempo   dei segreti in questo stato di risveglio spirituale e il desiderio di seguire Dio e   i suoi  comandamenti.

Corre  un rischio  mortale  invece  chi invece si troverà col cuore indurito nel  male e incapace  di un minimo  pentimento,  senza  il  quale  non c’è salvezza.

Ave  Maria

 Padre  Livio