L’URGENZA DELLA CONVERSIONE
Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)
Vostro Padre Livio

1. Chiediti: “Dove sto andando?”
Caro amico, la vita è un mistero inafferrabile per chi non la luce della fede. Uno si trova ad esistere, senza essere stato interpellato. Come d’altra parte sarebbe stato possibile? Il fatto di esistere o di non esistere non è dipeso da te. Chi dunque lo ha deciso al tuo posto? Chi ti ha voluto nella tua identità irripetibile? Chi ha stabilito il come, il quando e il dove della tua entrata sulla scena del mondo? E’ un rompicapo che non hai la capacità di risolvere.
Ma intanto la vita procede, inarrestabile. Chi potrebbe trattenere in mano un solo istante? La macchina del tempo è sempre in moto. L’uomo è rosicchiato dalla morte fin dal primo istante in cui è concepito. Nei primi anni del tuo cammino guardavi avanti, come se il futuro fosse un oceano sconfinato nel quale navigare a piacimento. La tua vita era piena di speranze. Non ti precludevi nessuna possibilità. Poi ti sei reso conto che le illusioni svaniscono e che le disillusioni si moltiplicano. Le onde ti hanno sballottato qua e là e tu hai cercato di stare a galla come hai potuto. Non ti aspettavi che vivere fosse così difficile e così denso di incognite.
Man mano che procedevi, hai perso la tua luce interiore. Non hai più una bussola che ti indica la direzione. Vai avanti, ma non sai neppure tu verso dove. Procedi spinto dalla forza di inerzia dei giorni che si succedono e che si ripetono, abbreviando il tempo che hai a disposizione Invano cerchi di tornare indietro o di frenare la corsa. Ti sei chiesto che cosa ti aspetta nella tenebra che si addensa davanti ai tuoi occhi?
Comprendi anche tu che è una follia procedere su una strada di cui non conosci lo sbocco. All’inizio, trovandola ampia e affollata, pensavi che fosse un percorso agevole. Man mano che procedevi, le tue sicurezze hanno incominciato a vacillare. Lungo il ciglio hai visto moltiplicarsi i cadaveri di chi ti precedeva e che tu cercavi di sopravanzare. Il paesaggio si faceva sempre più aspro e inospitale, come le propaggini riarse del deserto.
Prima il timore, poi l’angoscia e infine una cupa disperazione ti hanno paralizzato il cuore. Ti sei chiesto. “Dove sto andando?” Ad ogni tornante guardavi avanti cercando una meta che avesse una parvenza di sicurezza. Ti è sorto il dubbio che ci fosse uno sbocco. E se si trattasse di una strada senza uscita? Se il tuo destino fosse quello di correre fino all’esaurimento e poi stramazzare per terra come quelli che hai lasciato alle spalle? Se all’improvviso si aprisse davanti a te un abisso tenebroso dove precipitare?
Forse hai già incominciato a scivolare lungo la china. Che fare? Fermarti, aggrappandoti a un qualsiasi appiglio, o lasciarti andare? In questo caso che sarà della tua vita? Ti eri illuso di tenerla in mano ed ora ti sta sfuggendo via, come se qualcuno si riprendesse quello che ti aveva dato. Caro amico, non procedere su una strada senza sbocchi. Non avanzare nel fitto di una tenebra che nasconde insidie mortali. La vita è un’occasione unica, che puoi vivere una sola volta. Non puoi stracciarla come un pezzo che carta inutile. Fermati, intanto che sei in tempo, prima che il precipizio ti inghiottisca.
La strada che avevi intrapreso con tanta baldanza è “la via spaziosa che porta alla perdizione” ( Mt 7,13). Forse te lo avevano detto, ma non ci avevi creduto. Man mano che andavi avanti si era affacciato più di un dubbio, ma l’avevi prontamente rimosso. Ora te ne sei convinto per esperienza personale. Pensavi che tutto ti fosse permesso e che ogni fame avesse un cibo appropriato. All’inizio ti sembrava tutto facile e che ogni desiderio potesse essere soddisfatto.
Ti muovevi a tuo agio nella fiera delle vanità punteggiata dalle sue false luci. Cercavi la felicità ma senza mai trovarla. Ogni volta che l’afferravi, ti svaniva fra le dita, impalpabile, inafferrabile. Le acque torbide dell’inquietudine, della delusione e dell’angoscia hanno incominciato ad assediarti, crescendo ogni giorno, fino a sommergerti. Da tempo non dormi più il sonno del giusto. Quando è stata l’ultima notte in cui ti sei addormentato in pace con te stesso? Senti il peso della vita trascorsa che ti opprime.
Quante battaglie perdute, quante ferite sanguinanti, quanti morsi dati e ricevuti. Il male, questa entità misteriosa ma onnipresente, ti preme sulle spalle, ti corrode dal di dentro, ti toglie la gioia di vivere. Eppure ogni giorno ti alzi di nuovo e ripeti i riti sempre uguali delle cose che passano, delle vanità che illudono, delle parole che ingannano. Vai avanti come un condannato a morte. Forse hai perso la speranza. Forse pensi davvero che non avrai una nuova possibilità.
La via della perdizione è quella della rovina della vita. Molti sono quelli che la percorrono. Pensavi di essere in buona compagnia. Poi hai scoperto che ognuno è solo, acquattato nel suo oscuro limite. Al termine di questa orribile percorso vi è un baratro, dal quale nessuno non può più uscire, una volta che vi sia precipitato. Non mancano quelli che, come sonnambuli, la percorrono fino alla fine, nonostante i segnali di allarme che hanno avvertito. Non hanno voluto fermarsi per rendersi conto di dove andavano a finire. Morta la speranza, hanno deciso di morire essi stessi.
Ma di quale morte si tratta? Si sono lasciati divorare dal male. Errore fatale, senza rimedio. Nella vita si possono fare innumerevoli errori, ma solo questo è veramente mortale. Tu lo devi assolutamente evitare. Se avverti che sei sulla strada sbagliata, non fare un passo oltre. Ogni passo che faresti in più, comprometterebbe la situazione. Non seguire le zanzare impazzite che corrono verso il fuoco nel quale bruceranno. Fermati e incomincia a riflettere.
Questo solo fatto significa che in te si è accesa di nuovo la luce fioca di una sapienza che avevi perduto. L’uomo saggio prende in considerazione di poter sbagliare e di aver sbagliato. Questo piccolo atto di umiltà potrebbe essere l’inizio della tua salvezza.
Lascia pure che gli altri continuino il loro forsennato cammino. Tu fermati e guardati intorno. Dopo tanto correre dove sei finito? E’ in quella terra arida e desolata che volevi dirigerti? Non ti sorge il dubbio di aver sbagliato strada? Che cosa farebbe una persona saggia? C’è una sola cosa da fare, caro amico.
Quando uno dubita che la strada sia giusta, si ferma. Se ha la certezza dell’errore commesso, torna indietro. Molti non lo fanno perché ormai sono completamente accecati. Il loro cuore si è indurito e non lascia filtrare il minimo raggio di luce. In gioco c’è la vita, il suo valore, il suo destino eterno. Non rimuovere l’invito a fermarti. E’ una questione di vita o di morte.