1. Il 16 Aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle h. 15,15 suor Maria Bernarda muore nell’infermeria della Santa Croce, nel convento di S. Gildard a Nevers. Aveva trentacinque anni. Era distesa su una poltrona, con i piedi sopra uno sgabello, davanti al caminetto, dove crepitava un bel fuoco. Le sue ultime parole furono: “ Santa Maria, Madre di Dio, pregate per me, povera peccatrice” e poi “ Ho sete”.
  2. Il corpo di Bernadette rimase esposto alla venerazione del pubblico fino a Sabato 19 Aprile. Fu quindi rinchiuso in una doppia bara di piombo e di quercia. Fu sepolto in una cappellina nel recinto del convento, dedicata a S. Giuseppe.
  3. Il 22 Settembre 1909 , essendo terminato il processo diocesano sulla reputazione di santità, le virtù e i miracoli di Bernadette, si procedette alla prima “ricognizione del corpo”, cioè alla sua identificazione e alla verifica del suo stato di conservazione. Svitata la cassa di legno e tagliata quella di piombo, non si videro le ossa, come era da attendersi, ma il corpo di Bernadette in perfetto stato di conservazione. Non si sente neppure il minimo odore. Le suore che l’avevano seppellito 30 anni prima notano che il volto e le mani sono appena inclinati verso sinistra.
  4. Ecco stralci della dichiarazione firmata sotto giuramento dal chirurgo e dal medico:  “ La bara fu aperta in presenza del Vescovo di Nevers, del sindaco della città, di molti canonici e nostra. Non abbiano percepito nessun odore. Il corpo era ricoperto dell’abito religioso, che era umido. La faccia, le mani, gli avambracci soltanto erano scoperti. La testa era inclinata a sinistra, il volto era di un bianco cereo; la pelle aderente ai muscoli e i muscoli attaccati alle ossa. Le palpebre infossate coprivano gli occhi. Le sopracciglia erano attaccate alle arcate sopraccigliari e aderenti alla pelle, come i cigli della palpebra superiore destra. Il naso era indurito e affilato. La bocca leggermente semiaperta lasciava intravedere i denti ancora attaccati. Le mani, incrociate sul petto, perfettamente conservate con le unghie, tenevano ancora un rosario corroso da ruggine. Si distingueva sull’avambraccio il rilievo delle vene….Dopo aver tolto gli abiti e i veli dalla testa…si constatò che i capelli, tagliati corti, erano attaccati al cuoio capelluto e che gli orecchi erano perfettamente conservati…..Da tutto ciò in fede abbiamo redatto il presente certificato, conforme a verità”.  Questa conservazione del corpo di Bernadette sorprese non poco, tenuto conto dell’umidità della cappella di S. Giuseppe ( abiti bagnati, rosario arrugginito e corroso, verde rame sul crocifisso) e tenuto conto anche delle sue malattie e lo stato del corpo alla sua morte.
  5. Le suore lavarono il corpo e lo rimisero in una nuova bara, foderata di zinco e imbottita di seta bianca. Nelle poche ore in cui il corpo era stato esposto all’aria, si era annerito. Nella seconda ricognizione del 3 Aprile 1919 e nella terza del 18 Aprile 1925 il corpo di Bernadette manifestò il medesimo stupefacente stato di conservazione. In particolare in quest’ultima occasione si procedette all’analisi chimica di alcune particelle del fegato e dei muscoli, le quali non manifestarono alcun processo di putrefazione, risultando ottimamente conservate. Il 3 Agosto del 1925 l’urna contenente il corpo intatto della veggente è stata esposta nella cappella dove si trova tutt’ora, raccolta nella contemplazione della preghiera e nella grande pace di Dio.
  6. Il 14 Giugno del 1925 Bernadette viene proclamata beata dal papa Pio XI e l’8 dicembre del 1933, festività dell’Immacolata Concezione, viene proclamata santa. La sua festa si celebra il 16 Aprile, giorno della sua morte gloriosa.