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🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 28/08/2026

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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Programma di Padre Livio – Venerdì 28 Agosto 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

8. Il Sacramento dell’Eucaristia

+ l’Eucaristia è il Sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostra Signore Gesù Cristo per nutrimento delle anime.

+ Nell’Eucaristia c’è lo stesso Gesù Cristo che è in cielo e che nacque in terra da Maria Vergine.

+ Il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù nella Messa, nell’atto stesso in cui il Sacerdote pronuncia le parole della Consacrazione.

+ Dopo la consacrazione non c’è più né pane né vino, m ne restano le specie o apparenze, senza la sostanza.

+ Quando si rompe l’Ostia in più parti, non si rompe il Corpo di Gesù Cristo, ma solamente le specie del pane; quindi il Corpo di Gesù Cristo rimane intero in ciascun parte.

+ Gesù Cristo si trova in tutte le Ostie consacrate del mondo.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

+ la Russia sarà protagonista nel tempo dei Segreti

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

17. “Seguite me, il mio esempio luminoso” (2 Gennaio 2007)

“Cari figli, in questo tempo pieno di grazia di Dio e del suo amore che mi manda a voi,

io vi prego non siate cuori di pietra.

Che il digiuno e la preghiera siano le vostre armi per avvicinarvi per conoscere Gesù, mio Figlio.

Seguite me, il mio esempio luminoso.

Vi aiuterò. Sono con voi.

Vi ringrazio.”

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti


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LE RIVELAZIONI SUL PRIMO SEGRETO DELLA VEGGENTE MIRIANA

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.

“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”

e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.

La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.

Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.

Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:

”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.

Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere

Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:

“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.

“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“

Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:

“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.

Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:

“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.

Fonte: Medjugorje Italia

(blogdipadrelivio.it)

🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: “LA RUSSIA SARÀ PROTAGONISTA NEL TEMPO DEI SEGRETI” – 28/08/2026

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🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 31

I Sacramenti – 9. Il Sacramento dell’Eucaristia

L’Eucaristia è il Sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo per nutrimento delle anime. Le apparenze del pane e del vino sono quelle sperimentalmente verificabili, sotto le quali c’è una sostanza distinta dalle apparenze e che consente ad esse di sussistere. Nell’Eucarestia la sostanza del pane e del vino diventano il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo pur conservando le apparenze del pane e del vino e cioè il colore, il sapore e tutto ciò che è sperimentalmente verificabile. L’Eucarestia è il pane vivo disceso dal Cielo. Nell’Ultima Cena Gesù ha preso il pane e ha detto: «Questo è il mio corpo», quel pane è il suo corpo; poi ha preso il calice del vino e ha detto: «Questo è il mio sangue», non ha detto “è simbolo” o “somiglia”, ma ha detto “è”. La presenza reale significa che rimangono le apparenze, ma la sostanza è che in quel pane e in quel vino ci sono il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, c’è tutta la sua umanità, compresa la sua anima, unita alla divinità.

Sotto le apparenze del pane e del vino, l’Eucarestia contiene realmente il Corpo e il Sangue, l’anima e la divinità di nostro Signore Gesù Cristo perché noi possiamo nutrirci di Cristo, del Suo Corpo, Sangue, anima e divinità. Ovviamente non è più il corpo fisico che aveva sulla Terra, ma è il corpo spirituale che ha avuto con la Resurrezione e che permette a Gesù di essere presente nell’Eucarestia. Gli antichi dicevano che l’Eucarestia è il farmaco dell’immortalità perché ricevendo il Cristo Risorto nell’Eucarestia, noi partecipiamo alla sua vita immortale. L’Eucarestia è la medicina che ci salva dalla morte.

Nell’Eucaristia c’è lo stesso Gesù Cristo che è in Cielo e che nacque in Terra da Maria Vergine. Cristo adesso è in Cielo glorioso, ma è il medesimo Cristo che è nato da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo. Cristo sulla Terra aveva una dimensione visibile, terrena; la sua persona era nello spazio e nel tempo, condivideva la nostra terrestrità. Con la sua resurrezione Gesù è entrato in una dimensione diversa e con l’Eucarestia noi riceviamo il Cristo glorioso ed è per questo che è ritenuta dai Padri della Chiesa la medicina che ci salva dalla morte.

Il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù nella Messa, nell’atto stesso in cui il sacerdote pronuncia le parole della Consacrazione. È solo nel contesto liturgico, durante la Santa Messa che il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù. Cristo è presente nell’assemblea liturgica e interviene in quel momento particolare in cui noi cristiani riviviamo l’Ultima Cena. Dopo la Consacrazione non c’è più né pane né vino, ma ne restano le specie o apparenze, senza la sostanza. Dopo la Consacrazione noi continuiamo a vedere il pane e il vino, in realtà quel pane e quel vino che noi vediamo sono il Corpo e il Sangue di Cristo. Dio è venuto incontro alla nostra incredulità facendo i miracoli eucaristici; quante volte le Ostie hanno sanguinato proprio per dimostrare che sono veramente il Corpo e il Sangue di Cristo.

Quando si rompe l’Ostia in più parti, non si rompe il Corpo di Gesù Cristo, ma solamente le specie del pane; quindi, il Corpo di Gesù Cristo rimane intero in ciascuna parte. Gesù Cristo si trova in tutte le Ostie consacrate del mondo. Pensiamo quale patto infinito d’amore, attraverso il Sacramento dell’Eucarestia, Gesù ha stipulato con la sua Chiesa. Il Corpo e il Sangue di Cristo, separati, indicano quel sacrificio che Lui ha anticipato nell’Ultima Cena e che ha poi consumato il Venerdì Santo quando si è offerto in sacrificio.

La Santa Messa, rendendo presente il Corpo e il Sangue di Cristo, rende presente il Suo sacrificio redentore e noi, partecipando alla Santa Messa, partecipiamo alla Passione di Cristo, al suo atto redentore nell’offrirsi in sacrificio d’amore e partecipiamo anche alla gloria della Sua Resurrezione. L’atto centrale della Redenzione che è la morte in croce per amore e la Sua gloriosa Resurrezione, vengono rivissuti ogni volta che viene celebrata una Santa Messa. Facendo la Comunione in grazia di Dio riviviamo in noi la morte di Cristo e la Sua gloriosa Resurrezione e quindi riceviamo il dono dello Spirito Santo che è lo stesso che Cristo ha dato agli Apostoli apparendo nel Cenacolo la mattina di Pasqua.

L’Eucarestia deve diventare il centro della nostra vita. Partecipiamo alla Santa Messa ogni giorno, perché l’Eucarestia diventi il pane quotidiano che dà la vita, o almeno alla domenica e nelle altre Feste. Partecipiamo all’Eucarestia in grazia di Dio per essere nella condizione di poter accostarci alla Santa Comunione.

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 143

Preghiera della sera con i bambini e Catechismo in pillole

✨👼✨Ogni sera con la nostra Robi h. 20.15 le preghiere dei bambini in diretta telefonica allo 031 610610 o tramite vocale whatsApp 348 682 2721 e Catechismo in pillole👼🪽Stiamo scoprendo i Dieci Comandamenti⭐️

Perché si parla di «escalation» tra Russia e Ucraina? I missili su Kiev, la Cia, il negoziato fermo: ecco cosa sta succedendo

di Marta Serafini – Corriere della  Sera – 27 – 8 – 26

Le indiscrezioni su nuovi attacchi russi più pesanti contro Kiev, la missione del capo della Cia per scongiurare un allargamento del conflitto alla Nato, le rassicurazioni di Peskov e l’iniziativa diplomatica del Vaticano: tutti i segnali che spiegano perché la guerra sia entrata in una fase di nuova tensione.

Torna a salire la tensione attorno alla guerra in Ucraina e, nelle ultime ore, la parola che circola con più insistenza è una: escalation. A riaccendere l’allarme sono state le indiscrezioni rilanciate da Bloomberg, secondo cui il Cremlino starebbe valutando di intensificare gli attacchi con missili balistici convenzionali contro Kiev, incluso il centro della capitale, e contro altre infrastrutture ucraine.

Il punto, però, non è soltanto militare. A rendere più credibile il timore di una nuova escalation è il fatto che questi segnali arrivano mentre il quadro negoziale appare fermo e mentre cresce, in parallelo, la preoccupazione occidentale che il conflitto possa allargarsi oltre i confini ucraini.

Secondo le fonti vicine al Cremlino citate da Bloomberg, Mosca considera ormai falliti i tentativi di negoziato e starebbe ragionando su una nuova fase di pressione militare. Nel mirino ci sarebbero attacchi più pesanti su Kiev e su infrastrutture in altre città ucraine. Le stesse fonti sostengono che la fase attuale della guerra non rappresenti ancora il livello massimo dello scontro.

È questo passaggio che suscita maggiori timori: non solo per la possibile intensificazione dei raid, ma perché nella ricostruzione attribuita a fonti russe si affaccia l’idea che il Cremlino veda sempre meno alternative all’inasprimento militare per raggiungere i propri obiettivi e non esclude l’utilizzo di armi nucleari tattiche.

A questo quadro si contrappone, almeno sul piano pubblico, la posizione ufficiale russa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha minimizzato i timori, sostenendo che Mosca non è interessata a un’escalation e respingendo l’idea che la recente missione del capo della Cia John Ratcliffe a Mosca fosse legata al rischio di un allargamento del conflitto contro la Nato.

È un doppio binario ormai noto: da una parte il Cremlino continua a negare di voler alzare ulteriormente il livello dello scontro, dall’altra si moltiplicano indiscrezioni, dichiarazioni e segnali militari che vengono letti in senso opposto.

Secondo diverse ricostruzioni rilanciate dalla stampa americana, il viaggio di Ratcliffe avrebbe avuto un obiettivo molto preciso: avvertire la Russia a non compiere passi che possano colpire il territorio NATO o provocare una pericolosa estensione del conflitto. Il dato politico, al di là dei dettagli non ufficiali, è già di per sé significativo: se Washington decide di inviare il capo della Cia a Mosca in questa fase, significa che il rischio di uno scivolamento ulteriore della crisi viene considerato serio.

Va letta in questo senso anche la missione vaticana a Mosca dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, che ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Il messaggio della Santa Sede è netto: la guerra deve finire.

Il contesto è quello di una trattativa sostanzialmente bloccata. Le fonti citate da Bloomberg descrivono i colloqui come tornati al punto di partenza, senza progressi concreti verso un accordo. Una lettura ripresa anche da altre analisi, secondo cui l’assenza di sbocchi diplomatici starebbe spingendo il Cremlino a considerare l’opzione militare come leva principale.

In questo quadro, le speranze riposte in una nuova iniziativa americana appaiono ridotte. Mosca attende eventuali nuove proposte da Jared Kushner e Steve Witkoff, ma nel Cremlino le aspettative di una svolta sarebbero molto basse.

Sul clima pesa anche il tema di una possibile nuova mobilitazione russa. Fonti di intelligence ucraina sostengono di aver rilevato segnali di preparativi per una chiamata molto ampia, fino a 500 mila uomini, dopo le elezioni della Duma di settembre. E se ancora tutta vedere cosa farà il Cremlino, il solo riemergere di questo scenario rafforza l’idea di una guerra che Mosca si preparerebbe a combattere ancora a lungo, e con maggiore intensità.

La ragione per cui in queste ore si parla tanto di escalation sta quindi nella convergenza di più fattori: le indiscrezioni su nuovi attacchi russi più pesanti su Kiev, la sostanziale paralisi diplomatica, il timore americano di un allargamento al fronte Nato e, sullo sfondo, la prospettiva che Putin si prepari a una guerra ancora più lunga. Non c’è al momento una prova definitiva di una svolta imminente. Ma il combinarsi di questi segnali basta a spiegare perché il conflitto venga percepito come entrato in una fase più instabile e potenzialmente più pericolosa di prima.

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