"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 67 di 280

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789 – 03/07/2026 


VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 128

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 3 Luglio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

Dobbiamo essere “forti e saldi nella fede” (1 Cor 16,13)

Il nostro tempo è caratterizzato dall’apostasia, cioè dal rifiuto totale della fede cattolica.

Tuttavia persiste anche il peccato di eresia, che è la negazione di qualche verità di fede rivelata e insegnata dalla Chiesa.

In questi giorni abbiamo assistito a uno scisma, che è il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a Lui soggetti.

Dobbiamo essere vigilanti in particolare con i gruppi settari di sedicenti cattolici, che sono ostili al Papa e alla sua missione di Pastore universale.

La fede è un bene di inestimabile valore, che va coltivato con la preghiera e l’istruzione religiosa e va protetto con la virtù dell’umiltà e con i Pastori della Chiesa

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (18)

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

+ È uno scisma: Scomunicati i Lefebvriani

+ Aiutiamo Radio Maria Venezuela

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.45 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

“Donate agli altri la vera pace e gioia” (2 Ottobre 2005)

Cari figli, vengo a voi come madre

Vi porto mio Figlio che è pace e amore

Purificate i Vostri cuori

Prendete mio Figlio con voi

Donate agli altri la vera pace e gioia

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Siate le mie mani di pace


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🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 44


La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°17

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🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 107


🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 15 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

È uno scisma»: scomunicati i lefebvriani. Ecco cosa succede ora

di Matteo Liut

Dopo le ordinazioni di ieri, con un decreto del Dicastero per la dottrina della fede viene dichiarata formalmente la rottura della comunione con la Chiesa cattolica della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Avvenire 2 luglio 2026

Lo strappo è compiuto: lo scisma è ufficiale. Con le consacrazioni episcopali celebrate ieri a Écône senza mandato pontificio e contro la volontà del Papa, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consumato una rottura formale con la comunione della Chiesa cattolica. Lo dichiara il Dicastero per la dottrina della fede nel decreto pubblicato oggi, 2 luglio, con il quale vengono dichiarati scomunicati i vescovi direttamente coinvolti nell’atto e vengono precisate le conseguenze canoniche per l’intera Fraternità. 

Il documento, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero, afferma che il vescovo Alfonso de Galarreta, consacrando vescovi quattro presbiteri senza mandato pontificio, ha compiuto «un atto di natura scismatica» ed è quindi incorso ipso facto (cioè nel semplice compimento dell’atto) nelle pene previste dal diritto canonico. Con lui sono dichiarati scomunicati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, i quattro sacerdoti ordinati vescovi. La stessa pena colpisce anche il vescovo Bernard Fellay, che ha partecipato alla celebrazione come conconsacrante. 

Il decreto arriva ventiquattr’ore dopo il rito celebrato il 1° luglio nel seminario San Pio X di Écône, in Svizzera, casa storica del lefebvrismo. Alla celebrazione erano presenti anche don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli.

La portata del provvedimento non si ferma ai protagonisti delle consacrazioni. Riprendendo la linea di Ecclesia Dei del 1988 e della Nota del Pontificio Consiglio per i testi legislativi del 1996, il Dicastero applica ora alla Fraternità San Pio X nel suo insieme le conseguenze canoniche dello scisma: i suoi ministri sono dichiarati nello scisma e i fedeli laici che vi aderiscono formalmente sono considerati scismatici e scomunicati. Il riferimento decisivo, appunto, è al motu proprio Ecclesia Dei del 2 luglio 1988, pubblicato da Giovanni Paolo II dopo le consacrazioni episcopali compiute da monsignor Marcel Lefebvre senza mandato pontificio. In quel testo il Papa definiva quell’atto «una disobbedienza al Romano Pontefice in materia gravissima» e affermava che tale disobbedienza, portando con sé «un rifiuto pratico del Primato romano», costituiva «un atto scismatico».

 Il decreto di oggi è accompagnato da una Nota esplicativa che richiama, appunto, anche il documento del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 24 agosto 1996, nel quale si affermava che l’atto del 1988 aveva rappresentato la consumazione di una «progressiva situazione globale d’indole scismatica» e che l’adesione formale al movimento lefebvriano comportava la scomunica prevista dal canone 1364 del Codice di diritto canonico.

Che cosa succede adesso? Per i vescovi direttamente coinvolti, la risposta del decreto è netta: de Galarreta, Fellay e i quattro nuovi consacrati sono incorsi nella scomunica latae sententiae, cioè automatica, riservata alla Sede Apostolica. La dichiarazione del Dicastero rende pubblica e giuridicamente accertata la pena. Per i sacerdoti della Fraternità, la Nota esplicativa afferma che «i ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici», risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto. È il passaggio più rilevante sul piano ecclesiale, perché non si limita a colpire i vescovi ordinanti e ordinati, ma qualifica la condizione canonica dei ministri della Fraternità nel suo insieme.

 Per religiosi e religiose legati alla Fraternità, la conseguenza dipende dalla loro concreta appartenenza e adesione. La Nota di oggi parla esplicitamente di ministri sacri e fedeli laici; nel quadro già delineato da Ecclesia Dei e poi ripreso da Benedetto XVI, le comunità, i religiosi e le religiose legati al movimento lefebvriano erano considerati destinatari del cammino verso la piena comunione. Ora, se tale legame comporta un’adesione formale alla Fraternità nel suo stato di scisma, si applicano le conseguenze indicate dal Dicastero. 

Per i fedeli laici, invece, il testo introduce una distinzione importante. Non si parla di una scomunica automatica per chiunque abbia partecipato occasionalmente a una celebrazione della Fraternità. Il Dicastero afferma che sono da ritenersi scismatici e scomunicati «coloro che aderiscono formalmente» alla Fraternità San Pio X secondo le condizioni stabilite dalla Nota del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, che il Dicastero dichiara ancora vigente e fa propria. 

Particolarmente delicato è il capitolo sacramentale. La Nota avverte il popolo di Dio che i ministri della Fraternità amministrano illecitamente i sacramenti e aggiunge che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi. Si tratta di una cesura rispetto alla fase precedente, nella quale papa Francesco aveva concesso ai sacerdoti della Fraternità la facoltà di confessare validamente e lecitamente e aveva autorizzato, a determinate condizioni, la celebrazione valida dei matrimoni dei fedeli legati alla Fraternità. 

La Santa Sede invita infine i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa, e chiede di astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla Fraternità San Pio X. Allo stesso tempo, il Dicastero assicura che la Chiesa accoglierà con sollecitudine quanti desiderano tornare alla piena comunione, affidando ai nunzi apostolici il compito di predisporre procedure che gli ordinari potranno utilizzare nei singoli casi.

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