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Programma di Padre Livio – Mercoledì 21 Ottobre 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.10 ALMANACCO DELLA FEDE:
SANTISSIMA TRINITÀ
4. Qual è la seconda Persona della Santissima Trinità?
La seconda Persona della Santissima Trinità è il Figliuolo
h. 9.20: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi
9.25 – ATTUALITÀ
Intervista a Zelensky (Corriere della Sera) “Anche l’Italia è vittima della guerra ibrida”
9.50: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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di Simone Canettieri e Monica – Corriere della Sera – 20 Ottobre 2026-
Durante il confronto tra gli uffici legislativi di palazzo Chigi e del Quirinale sono emerse perplessità su norme che potrebbero avere effetti eccessivamente repressivi
Il governo ha approvato il nuovo decreto Sicurezza, dopo gli scontri di Milano. «A Milano arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno, al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni», annuncia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel video sui social pubblicato dopo l’approvazione in Cdm del decreto legge dopo i disordini degli ultimi giorni in alcune città italiane. «Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Lo abbiamo detto e lo dimostreremo con i fatti», ha sottolineato Meloni.
La principale perplessità riguardava il conferimento dei poteri di polizia giudiziaria ai 500 militari che saranno inviati fino al 31 dicembre a Milano. Il presidente Sergio Mattarella sarebbe dunque contrario ad allargare i compiti dei militari, che non hanno una formazione specifica di polizia giudiziaria al contrario di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Una fattispecie che rischierebbe di evocare scenari repressivi. Ma il ministro dell’Interno ha smentito diversità di vedute: «Nessuno stop dal Quirinale, come sempre quando ci sono provvedimenti del governo c’è stata una interlocuzione molto fluida, serena e produttiva».
Nel decreto è prevista la punibilità dei minori: «Per arginare questo fenomeno che questi giorni ha colpito nelle nostre città è stato fatto questo schema che riguarda la procedura penale: primo, riguarda la presunzione di capacità di intendere e di volere, ovvero, l’imputabilità, del minore dai 14 e i 18». Già inserita nel disegno di legge ma «oggi viene inserita nel decreto legge e ha efficacia immediata», ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Non solo. Si estende ai minorenni la “flagranza differita” e, per i minori con più di 16 anni, si consente al giudice di disporre di misure cautelari anche se interrompono i processi educativi in atto.
Il decreto legge prevede anche l’introduzione della «possibilità che qualora il minore anche non imputabile partecipi alla commissione di fatti costituenti uno o più reati in contesti come quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, può essere irrogata una sanzione amministrativa all’esercente la potestà genitoriale; una sanzione amministrativa da parte dell’autorità amministrativa, cioè il prefetto, da 500 a 1000 euro raddoppiabili in caso di reiterazione», come ha annunciato Piantedosi, durante la conferenza stampa post Cdm. Il prefetto può, dunque, «ordinare al genitore il pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni cagionati in conseguenza dei fatti compiuti, qualora questi sono danni cagionata a beni appartenenti allo Stato alla regione agli enti locali, quindi a enti pubblici danni di carattere pubblico». Quando invece sono commessi danni in danno di privati il soggetto interessato «il prefetto può ricorrere ad un procedimento semplificato per ottenere un riconoscimento veloce dei danni che gli sono stati cagionati dai fatti», ha ribadito.
L’altra novità riguarda l’introduzione del nuovo reato di «partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche», per sanzionare chi, partecipando a un gruppo di più di 5 persone, utilizza illegittimamente mezzi atti a offendere in modo da creare un pericolo concreto. Il ministero della Giustizia ha fatto inserire anche l’ ampliamento della «flagranza differita» (articolo382-bis del codice procedura penale) ai reati di devastazione e saccheggio, attentato a impianti di pubblica utilità, reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, danneggiamento da parte di un gruppo. Non solo nel decreto si parla anche di procedibilità d’ufficio del reato di lesioni a agente o ufficiale di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza in tutti i casi (oggi la perseguibilità c’è solo nell’ipotesi aggravata).
Per far funzionare meglio la macchina giudiziaria ci saranno misure per facilitare l’assegnazione provvisoria dei magistrati, con possibilità di assegnazione di un magistrato a più uffici del distretto. E ancora nella bozza del decreto Sicurezza, visionata dal Corriere, si prevede anche l’ ampliamento della misura prevenzione personale dell’avviso orale, che consente di imporre il divieto di radunarsi in luoghi pubblici anche limitato a determinate fasce orarie e maggiore responsabilizzazione dei genitori per i danni causati dai minori. È ancora in discussione, infine, il potenziamento degli strumenti informativi dell’intelligence, imponendo alle piattaforme digitali di fornire un numero più ampio di informazioni rispetto alle mobilitazioni che ormai passano dai social.
Il ministro della Difesa: “I ragazzi subiscono una controeducazione sui social e l’Occidente non reagisce”. I servizi stanno monitorando gli account che commentano i video degli scontri
20 OTT 26 -IL FOGLIO
Le violenze del fine settimana a Milano e in altre città italiane sono “profondamente diverse da quelle vissute in altre epoche” e sono “il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo al Defense procurement forum in corso a Roma. Secondo il ministro, questa guerra viene condotta “nelle nostre Nazioni” con “strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”.
Crosetto ha poi parlato dei giovani che hanno partecipato alle manifestazioni: “Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione. Se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola”. Una controeducazione, ha aggiunto, “che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento” in conflitto “con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.
Le parole del ministro arrivano dopo due giornate di disordini nel centro di Milano, il 17 e il 18 ottobre, cominciati al termine di un corteo contro il carovita convocato sui social. Le persone fermate sono state oltre 270, in maggioranza minorenni. Il governo ha disposto l’invio in città di 500 militari in più, decisione presa da Crosetto insieme al sottosegretario Matteo Perego. Nel pomeriggio è convocato un Consiglio dei ministri su nuove misure di ordine pubblico.
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il capo dello Stato “occorre un’analisi intelligente e approfondita” e serve “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze” che arrivano da “soggetti inediti”.
Come scrive oggi Carmelo Caruso sul Foglio, i servizi di intelligence stanno esaminando gli account che commentano i video degli scontri. Tra questi sono stati individuati profili automatici, come uno identificato dal nome .dima.1.3.1.2. e accompagnato da una bandiera russa. E il governo teme infiltrazioni di propaganda filorussa anche nei canali Telegram legati alle proteste. Non si tratta di prove ma di indizi. Però le parole di Crosetto confermano che dalle parti del ministero della Difesa c’è più di un sospetto.