"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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La primavera della russificazione putiniana

di Stefano Caprio – Asia News – 29 Marzo 2026

All’inizio del mese sono entrate in vigore una serie di leggi che mirano a modificare non solo i comportamenti ma anche la visione della vita dei russi. Messe al bando nelle scuole perché “inaccettabili per una giusta visione dei valori tradizionali” opere come “Il cavaliere di bronzo” di Puškin, “Le anime morte” di Gogol e i racconti satirici di Cechov.

Dal 1° marzo di quest’anno sono entrate in vigore in Russia molte leggi che intendono modificare in modo radicale e definitivo non solo i comportamenti, ma anche la visione della vita e dei principi fondamentali nei cittadini russi, con la russificazione del business, l’espansione dei “valori tradizionali”, l’imposizione di Max come unico strumento di comunicazione, i microcrediti tramite dati biometrici e molto altro. Un servizio di Meduza cerca di sintetizzare le formulazioni che hanno maggiore effetto sulla vita dei cittadini russi.

Una delle misure più simboliche riguarda la “difesa della lingua russa”, che si riflette nei “diritti dei consumatori” e nella “partecipazione alla costruzione condivisa di condomini e altri immobili”, stabilendo il principio fondamentale che qualunque informazione rivolta alla conoscenza pubblica dei consumatori deve essere espressa esclusivamente in russo. Questo vale, ad esempio, per cartelli, indicatori e pannelli informativi nei negozi, a meno che non riguardino marchi e nomi commerciali ufficialmente registrati, e non è necessario che vengano “russificati” (ad esempio, marchi come Fix Price o Rostic’s).

Inoltre, è consentito riprodurre le informazioni in russo nelle lingue ufficiali delle repubbliche, nelle “altre lingue dei popoli della Federazione Russa” e in casi eccezionali persino in lingue straniere. Tuttavia, ora sono ammessi solo caratteri cirillici nei nomi dei nuovi complessi residenziali, anche se le parole non devono necessariamente essere russe. Sebbene le autorità non abbiano adottato questa legge nella sua versione originale e rigorosa, le modifiche introdotte ieri avranno comunque un impatto su centinaia di migliaia di aziende in tutta la Russia. Alcune saranno costrette a cambiare il proprio nome, se non registrato come marchio commerciale, mentre altre dovranno commissionare la riprogettazione di insegne e altri supporti fisici; in caso contrario, le aziende rischiano multe fino a mezzo milione di rubli.

È vietata inoltre la proiezione di film che “screditano i valori spirituali e morali tradizionali”: sono entrate in vigore le modifiche alle leggi federali “Sull’informazione, le tecnologie dell’informazione e la protezione dell’informazione” e “Sul sostegno statale alla cinematografia nella Federazione Russa”. La prima legge introduce nuovi obblighi per i proprietari di servizi audiovisivi (servizi di streaming) e social network. La seconda legge introduce nuovi motivi per rifiutare il rilascio di certificati di distribuzione ai film. Ai servizi di streaming sarà vietato trasmettere opere che contengono materiale che scredita “i valori spirituali e morali tradizionali russi”, o che promuove la negazione di tali valori. Il ministero della cultura utilizzerà questi stessi motivi per revocare i certificati di distribuzione precedentemente rilasciati o per rifiutarne di nuovi, e in caso di ritrattazione, l’agenzia di controllo Roskomnadzor richiederà ai servizi di streaming e alle piattaforme di social media di rimuovere le opere dalle loro piattaforme entro 24 ore.

A partire dal 1° marzo, le piattaforme di cinema online non possono più mostrare contenuti che “screditino” i valori tradizionali e i musicisti non potranno più cantare di droghe. Il divieto di propaganda sulle droghe è stato notevolmente ampliato, e sono entrate in vigore le modifiche alla legge federale “Sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope”. Queste riguardano principalmente l’articolo 46, che vieta la propaganda sulle droghe e include la diffusione di informazioni sull'”accettabilità, l’attrattiva o la necessità” dell’uso di droghe illegali, su eventuali “benefici dell’uso illegale” di droghe e sul compimento di “altre azioni illegali” con le droghe “giustificandole o presentandole come norme di comportamento generalmente accettate”.

La legge prevede alcune eccezioni al divieto generale di propaganda, ad esempio per le opere letterarie e artistiche se costituiscono “parte integrante del concetto artistico, giustificato dal genere”. Ora, tutte queste opere dovranno riportare un’etichetta di avvertimento sui pericoli delle droghe (a meno che non siano state pubblicate prima del 1° agosto 1990). Tuttavia, questa eccezione non si applica a tutte le nuove disposizioni sopra elencate. Per questo motivo, in previsione dell’entrata in vigore di queste modifiche, i musicisti (soprattutto i rapper) hanno iniziato a registrare nuovamente i loro brani in massa e a rimuovere le versioni precedenti dai servizi di streaming.

Ora è possibile effettuare il check-in in hotel senza passaporto, ma tramite l’app Max Messenger. Il decreto del governo russo dello scorso anno, che introduce le nuove “Norme per la fornitura di servizi alberghieri e di alloggio nella Federazione Russa”, sta entrando in vigore. Il decreto consente ai cittadini sprovvisti di passaporto o patente di guida di utilizzare l’app mobile Gosuslugi Max Messenger per verificare i dati del proprio documento. In definitiva, però, la decisione spetta ai proprietari degli hotel, che si riservano il diritto di negare questa opzione ai propri clienti.

Sono entrate in vigore anche altre nuove regole per le prenotazioni di hotel, ostelli, campeggi e centri ricreativi. I turisti possono ora ricevere un rimborso completo in caso di cancellazione della prenotazione prima del giorno di arrivo; gli hotel e le altre strutture hanno ora il diritto di rifiutare unilateralmente la fornitura di una camera, previo risarcimento integrale al turista. I passeggeri delle compagnie aeree ora sanno esattamente per quanto tempo hanno diritto al cibo durante un ritardo del volo. Alcune regole relative ai viaggi aerei sono state chiarite sempre a partire dal 1° marzo: in particolare, le carte d’imbarco elettroniche sono ora ufficialmente equivalenti a quelle cartacee e i diritti dei passeggeri in caso di ritardo del volo sono chiaramente definiti.

I microcrediti on-line saranno ora erogati solo a coloro che forniranno i propri dati biometrici. Le società di microfinanza sono tenute a identificare i richiedenti di prestiti on-line tramite dati biometrici (questo requisito non si applica ai richiedenti che si presentano di persona). L’obiettivo di questa nuova misura è già noto nella logica legislativa: combattere le frodi. Gli autori del divieto sperano che, introducendo una barriera biometrica, i truffatori non saranno in grado di ottenere un microcredito all’insaputa del richiedente. Il mercato della microfinanza si oppone a questo requisito perché il Sistema Biometrico Unificato contiene un numero insufficiente di dati, e questo renderà impossibile per 14-15 milioni di richiedenti ottenere prestiti.

Come se non bastassero tutte queste misure di controllo, il ministero dell’istruzione ha esortato gli insegnanti a convocare con urgenza riunioni di istituto e di facoltà, e decidere quali opere della letteratura russa sono accettabili per una giusta visione dei valori tradizionali. Si è quindi votato per vietare temporaneamente l’insegnamento di opere quali “Il cavaliere di bronzo” di Puškin, “Le anime morte” e “L’ispettore generale” di Gogol’, “Un eroe del nostro tempo” di Lermontov, “Storia di una città” di Saltykov-Ščedrin, “Chi vive bene in Rus'” di Nekrasov, “Hadji Murat” di Tolstoj e i racconti satirici di Čechov “La morte di un funzionario governativo”, “Il camaleonte” e “Il grasso e il magro”.

Le motivazioni di questa censura letteraria spiegano che “Il cavaliere di bronzo” puškiniano, che racconta del viaggio per la capitale San Pietroburgo della statua bronzea di Pietro il Grande, contiene interpretazioni del potere supremo come spietato e indifferente al destino dell’individuo, il che “potrebbe alimentare una percezione negativa delle riforme governative negli studenti”. Le “Anime morte” gogoliane, forse il romanzo più russo di tutta la letteratura russa, ritraggono il sistema della pubblica amministrazione e della burocrazia come corrotto e moralmente degradato, il che “potrebbe alimentare la sfiducia nelle istituzioni statali”. “Un eroe del nostro tempo” dell’erede di Puškin, Mikhail Lermontov, include interpretazioni ambigue della guerra del Caucaso e l’immagine di un ufficiale dell’esercito russo, il che potrebbe “alimentare una percezione critica del servizio militare”. Il capolavoro tolstoiano “Hadji Murat” contiene descrizioni di conflitti militari nel Caucaso, enfatizzando la brutalità di entrambe le parti, consentendo interpretazioni che “contraddicono gli obiettivi dell’educazione patriottica”. Infine “L’ispettore generale”, il racconto che consacrò Gogol come il grande rivelatore della Russia autentica ottocentesca, descrive in modo satirico le attività dei funzionari governativi, il che potrebbe favorire una visione distorta del sistema della pubblica amministrazione.

La maggior parte delle scuole ha aderito all’ordine, “con riluttanza o con entusiasmo”. Gli insegnanti hanno inviato al ministero i verbali dei loro consigli scolastici, insieme a foto e video delle votazioni. Due scuole di Stavropol hanno proposto di ampliare l’elenco delle opere proibite includendo “I racconti della Kolyma” di Šalamov, “Arcipelago Gulag” di Solženicyn, “Il dottor Živago” di Pasternak, “Noi” di Zamjatin e “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov, e a quest’ultimo simbolo della rinascita della coscienza post-staliniana si è opposta la maggioranza del corpo docente. La russificazione è una completa sottomissione ai voleri dello Stato, ma almeno il volo del Maestro e della sua amante Margherita, sopra i cieli di una Mosca sconvolta dalla visita del diavolo Woland, conserva la speranza di un futuro miracoloso, in cui si potrà parlare con lingue diverse.

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La Benedizione al termine del Santo Rosario per la pace

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DOMENICA DELLE PALME

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Le profezie di Teresa Musco

───❀*̥˚ Troverete anche…:

“Teresa Musco nacque il 7 giugno 1943 in una povera casa del paese di Caiazzo, in provincia di Caserta.

Così Teresa descriveva i suoi “incontri” con la Madonna:

“Posso dire che, dall’età di sei anni, sono stata circondata da particolare predilezione della Mamma Celeste. Difatti era con me quando rassettavo, quando pregavo e anche quando giocavo mi sentivo chiamare per trattenermi con Lei. Quando ero malata me la sentivo sempre vicino, e per me era un conforto e una protezione. L’unica cosa che mi ripeteva sempre era: «Offri la tua sofferenza per i peccatori»”.

Un giorno le apparve Gesù dolorante e sanguinante. Ecco la descrizione di questo episodio fatta da lei stessa: “Mi trovavo sola in casa, Gesù con una grande croce sulla spalla e lamentandosi mi mostra le sue spalle tutte flagellate e tutte le ferite aperte. Io con un fazzolettino asciugai il sangue che scendeva dal viso e dalle ferite…”.

Un’altra volta la Madonna le disse:

“Figlia, offri tutto quello che ti capita di offrire per i Sacerdoti, perché… non capiscono più quale sia la volontà di Dio…”.

“Figlia Mia Teresa, sappi che molti sacerdoti, figli Miei prediletti e tanto amati da Me, dicono che Io, Mamma, oscuro la gloria e l’onore di mio Figlio! Oh, poveri figli Miei insensati! Quanto sono ciechi! Come si sono fatti prendere dal demonio!… A quanta cecità sono giunti per non aver ascoltato né Gesù né Me. Ma Io sono pronta ad accoglierli fra le Mie braccia, perdonando loro ogni offesa“.

Ma non sono io stata creata per servire mio Figlio? Non mi ha dato a voi tutti, ai piedi della Sua croce?… Ed ora sono Io che oscuro il culto a Gesù?… Vi siete lasciati condurre, da soli, per mano, da satana… E voi, figli a Me cari, volete arrivare a cancellarmi dai cuori delle creature.

Di’ a tutti che Io ho bisogno di sacerdoti umili e coraggiosi, pronti ad essere ammazzati, derisi e calpestati, perdere la propria vita, il proprio sangue, affinché per mezzo di loro …”

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Pensieri sui Vangeli Festivi: Domenica delle Palme – di Padre Livio

VANGELO (Mt 21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 21,1-11)

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Parola del Signore.

De Maria numquam satis

Chiesa cattolica | CR 1943

 25 Marzo 2026 ore 10:07

di Redazione

Riportiamo una conferenza tenuta dal prof.  Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) ai membri dell’Associazione Tradizione, Famiglia e Proprietà il 25 marzo 1965 dedicata all’atteggiamento della Madonna davanti al Mistero dell’Annunciazione (newsletter dell’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà,marzo 2015).  

Oggi, 25 marzo, è la festa dell’Annunciazione dell’arcangelo san Gabriele alla Madonna e, quindi, dell’Incarnazione del Verbo. Leggiamo il Vangelo di S. Luca: «Nel sesto mese (di Elisabetta), l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei» (Lc. 1, 26-38).

Questo brano del Vangelo è pieno di contenuti interessantissimi. In primo luogo, l’anonimato in cui viveva la Sacra Famiglia, l’anonimato della stessa città. Dall’alto del Cielo, giunta la pienezza dei tempi, Dio manda l’arcangelo Gabriele sulla terra. Lo invia, però, a un posto talmente sconosciuto da lasciare stupiti: una cittadina della Galilea chiamata Nazareth. Resta sottointeso che era un piccolo villaggio. Lo invia a una vergine, sposa di un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide. Una città sconosciuta, una vergine sconosciuta, sposata con un uomo sconosciuto. L’unica cosa “onorevole” in questo racconto è la menzione alla Reale Casa di Davide.

«La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei (l’arcangelo) disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”». L’espressione «entrando da lei» sembra indicare che la Madonna fosse raccolta in una stanza isolata. “Entrare” dà l’idea di una clausura che si viola. La Madonna era, dunque, in un posto isolato, completamente sola.

È l’auge di tutto ciò che il mondo detesta: una persona sola, isolata, sconosciuta e, quel che è peggio, pregando! Proprio per una tale persona arriva il messaggio celestiale! Possiamo immaginare san Gabriele che, stando nella più alta gerarchia nei Cieli, al cospetto di Dio, è incaricato di un’importante missione, ed è inviato nel posto più inimmaginabile: una casa banale, in un piccolo villaggio sperduto, a una donna sola nella sua stanza, per recapitare il messaggio più importante della storia. Tutto questo è implicito nel testo evangelico, ed è molto bello.

Dopo il saluto dell’angelo, arriva la reazione della Madonna. Secondo certi canoni di oggi, lei avrebbe dovuto reagire esclamando: “Finalmente capiscono il mio valore e mi rendono giustizia!”. Niente di tutto ciò: la Madonna rimane turbata…

Da parte sua, l’angelo si mostra rassicurante, affabile, tranquillo. È una cosa curiosa: in tutte le apparizioni della Madonna che io conosco, si ripete la stessa scena. C’è qualcosa di terribile nella visione che produce paura. Vi è, ovviamente, molta gentilezza, molta bontà, molta affabilità. Ma la sensazione che prevale è la paura. Per esempio, i pastorelli di Fatima hanno avuto paura, tanto che la Madonna dovette calmarli: «Non abbiate paura. Non vi faccio del male». È una paura reverenziale, frutto dell’enorme sproporzione fra le due nature, dell’incontro con qualcosa di incredibilmente maestoso e diverso. Si capisce che incuta paura.

Continua il Vangelo: «Ella si domandava che senso avesse un tale saluto». Vi rendete conto del distacco psichico e temperamentale della Madonna? È qualcosa di meraviglioso! Davanti a un messaggio sconvolgente, la Madonna comincia a domandarsi che senso avesse. Cioè, mantiene la calma e, con spirito riflessivo, comincia ad analizzare il contenuto del messaggio, esaminandolo punto per punto.

Questo ci mostra un aspetto essenziale dello spirito della Madonna: di fronte a un messaggio importantissimo, che evidentemente veniva da Dio, e recapitato in un modo talmente straordinario, Lei fa un’analisi razionale, parola per parola, di ciò che Le è detto. Anche noi dovremmo essere così. Davanti alle cose più incredibili e inattese, non possiamo perdere la testa, bensì analizzarle con spirito riflessivo.

Vediamo lo stesso atteggiamento in un altro episodio raccontato da san Luca. Dopo la nascita di Nostro Signore, «Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2, 19). La Madonna è profondamente razionale, analitica, riflessiva. Niente a che fare con certe immagini sentimentali che la presentano quasi come una bambola spensierata. E anche qui c’è una lezione per noi.

Mi esimo dal commentare l’umiltà della Madonna. È un aspetto eccelso del suo spirito, ma già illustrato da tanti autorevoli analisti, che preferirei concentrarmi su altri aspetti non solitamente mesi in luce.

La Madonna non fa nessuna domanda all’Angelo. Ma è ovvio che, per ispirazione divina, san Gabriele conosceva tutto ciò che avveniva nell’anima della Madonna. Tanto che, a un certo punto, egli risponde alle Sue preoccupazioni: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio». Credo di poter dire con una certa sicurezza che queste parole siano state accompagnate da una grazia di profonda pace interiore.

Vedete un altro punto interessante: il rispetto di Dio nei confronti della Sua creatura. Egli discerne, analizza, viene incontro a ogni suo movimento interiore. La Madonna si era turbata. L’Angelo capisce il motivo di tale turbamento e lo risolve alla radice, spiegando quale fosse il senso del messaggio. Con autorità, san Gabriele afferma che Ella ha trovato grazia presso Dio. Cioè, che è così santa e virtuosa che ha meritato questa grazia. Allora la Madonna si rasserena.

L’Angelo passa allora a preparare ulteriormente il terreno psicologico per ricevere una risposta positiva. Egli approfondisce la spiegazione: «Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Da secoli, il popolo ebraico aspettava un re che salisse sul trono di Davide per governare tutta la terra. Il messaggio di san Gabriele sembrava rispondere a questa speranza terrena. Parlava di un Messia della Casa di Davide che sarebbe divenuto il re atteso dalle nazioni. La Madonna, invece, comprende correttamente: non si trattava di una regalità terrena.

Questa ambivalenza capita spesso con le grandi vocazioni. A volte Dio fa una promessa in un certo senso, ma l’individuo può capirla in un altro. È così che Dio tratta i Suoi amati; è così che li dirige nella Sua sapienza. L’Annunciazione conteneva una formulazione che gli ebrei potevano intendere in modo diverso. La Madonna, invece, preoccupata esclusivamente con le vie di Dio, ne comprende il vero significato.

Tutto sembra risolto. Invece no. Dopo l’obiezione di carattere razionale, ecco sorgerne una di carattere morale: «Come è possibile? Non conosco uomo». Ci si chiede: ma la Madonna non poteva intuirne il motivo? Se Dio decide tutto, c’è dunque bisogno di chiedere nulla? La Madonna, invece, formula chiaramente l’obiezione, rivelando una personalità molto ferma e decisa, per niente romantica o sdolcinata. E anche in questo caso, l’Angelo risolve l’obiezione alla radice: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio».

Questa è la risposta definitiva alle interrogazioni della Madonna, l’esito di un travagliato processo psicologico, morale e spirituale. Il messaggio si rivela in tutto il suo splendore: si tratta della maternità divina, della maternità verginale. Il suo figlio sarà il Figlio di Dio.

Ma ecco che l’Angelo vuole chiarire ulteriormente la soprannaturalità del fatto: «Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». È una conferma esterna, oggettiva, di tutto ciò che la Madonna sentiva interiormente.

Fugato l’ultimo dubbio, la Madonna risponde in modo perfettamente logico: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». È una risposta perfettamente coerente: se Dio mi ha comunicato questo, è perché vuole il mio assenso, io dunque rispondo accettando la Sua volontà. Ciò mostra una profondità spirituale e una forza d’animo imparagonabili! Mostra uno spirito logico, pieno di fede e di obbedienza, uno spirito coerente che, dopo aver capito con chiarezza la situazione, prende l’unica decisione logica: Sì.

Finita la sua missione, l’Angelo si allontana dalla Madonna. Secondo l’opinione della maggior parte dei teologi, l’Incarnazione avvenne immediatamente dopo, con un’operazione insondabile dello Spirito Santo. È un mistero che scopriremo solo nell’eternità, un mistero che va oltre ogni intellezione umana. Il testo evangelico insinua questo lasciando un piccolo vuoto tra il messaggio e il compimento della profezia, una pausa piena di mistero. Del resto, non ne parla. Il Vangelo lascia nel più assoluto silenzio il momento dell’Incarnazione, operatasi in un ambiente di raccoglimento meditativo proprio delle cose sacre della liturgia.

Ecco perché, in alcuni riti orientali, al momento della Consacrazione durante la Messa si utilizza un velo che nasconde l’altare: è per sottolineare il carattere sacro e misterioso del fatto che sta per compiersi.

Questo ci fa vedere come lo spirito religioso richieda un senso di mistero e di raccoglimento. Alcune cose di Dio dicono più per quello che tacciono che per quello che enunciano. La totale chiarezza, asettica e sempliciotta, non rende l’insondabile maestà delle cose di Dio.

Chiediamo alla Madonna di coprirci con il manto del Suo spirito, di darci una verginità spirituale e materiale fatta di chiarezza e di coerenza.

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