"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🔴LIVE🔴 L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 9: La tentazione – Catechesi giovanile 2008/09 di P. Livio


Leone XIV, la messa nella città «cinese»: «Ascoltare il grido dei poveri, guarire la piaga della corruzione»

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 19 Aprile 2026

Papa Prevost si rivolge in portoghese ai 100 mila fedeli durante la celebrazione eucaristica nella «new town» finanziata dalla Cina a una trentina di chilometri da Luanda in Angola

Leone a Kilamba (LaPresse)

DAL NOSTRO INVIATO
LUANDA (Angola) – I diamanti, il petrolio, gli affari miliardari occidentali e cinesi, la miseria diffusa. Leone XIV parlava ieri della «distribuzione ineguale della ricchezza», facendo notare che «la fede non separa lo spirituale dal sociale» e anzi «dà la forza» per affrontare «le sfide legate a povertà e giustizia». Così ora, davanti a centomila fedeli, Prevost parla in portoghese e scandisce: «Possiamo e vogliamo costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione. Solo così sarà possibile un futuro di speranza, soprattutto per i tanti giovani che l’hanno perduta».

La folla per la messa del Papa (LaPresse)

La «new town» costruita da Pechino

Il Papa celebra al mattino in una spianata a Kilamba, una «new town» a una trentina di chilometri dalla capitale costruita in soli tre anni e completata nel 2012 dalla «Cina International Trust and Investment Corporation», tre miliardi e mezzo di dollari di investimento, 115 isolati, negozi, scuole, presidio sanitari e 750 palazzi che in teoria possono ospitare fino a mezzo milione di abitanti, anche se i prezzi sono assai alti e finora gli abitanti sono settantamila, la minoranza di angolani che se lo può permettere e gli stranieri che lavorano nelle multinazionali. Del resto gli investimenti cinesi in Angola fanno di Pechino il secondo «partner commerciale» del Paese, con affari da oltre venti miliardi l’anno tra investimentiinfrastrutture prestiti in cambio di petrolio, con relativa tensione tra la manodopera cinese e lavoratori angolani.

In tutto questo, come Francesco nel suo primo viaggio del 2013 in Brasile, Leone XIV sceglie come immagine della Chiesa il brano evangelico della strada verso Emmaus, con i due discepoli che tornano a casa delusi dopo la crocifissione e vengono accostati da Gesù, «una Chiesa che sa affiancarsi nel cammino e sa raccogliere il grido dei suoi figli», e aggiunge: «In questa scena del Vangelo vedo rispecchiata la storia dell’Angola, di questo Paese bellissimo e ferito, che ha fame e sete di speranza, di pace e di fraternità. Riporta alla memoria il dolore da cui questo vostro Paese è stato segnato: una lunga guerra civile con il suo strascico di inimicizie e divisioni, di risorse sperperate e di povertà».

Luanda, la capitale più cara al mondo

La capitale Luanda è considerata la città più cara al mondo, con ville e grattacieli sul lungomare, e c’è gente che vive poco distante tra stamberghe con i tetti di lamiera, canali di scolo e discariche. Luna Nord e Lunda Sud, le province nordorientali al confine con la Repubblica democratica del Congo, custodiscono miniere di diamanti tra le più redditizie del pianeta ma espropri e scavi hanno decimato l’agricoltura e i 750 mila abitanti sono sempre più poveri. Appena arrivato in Angola, il Papa si è rivolto all’intero Paese: «ll vostro popolo possiede tesori non vendibili, né derubabili». Su 35 milioni di abitanti, l’80 per cento circa ha meno di trent’anni. Così è soprattutto ai giovani che Prevost si rivolge, esortandoli a «ripartire e ricostruire il futuro, rimettere insieme i pezzi della storia e guardare oltre il dolore». 

Il Paese è a maggioranza cattolica, il 58 per cento della popolazione: «L’Angola ha bisogno di vescovi, preti, missionari, religiose e religiosi, laiche e laici che abbiano in cuore il desiderio di spezzare la propria vita e donarla gli uni agli altri, di impegnarsi nell’amore e nel perdono vicendevoli, di costruire spazi di fraternità e di pace, di compiere gesti di compassione e di solidarietà verso chi ha più bisogno». Le ultime parole del Papa sono un nuovo invito a non scoraggiarsi: «Oggi c’è bisogno di guardare al futuro con speranza e di costruire la speranza del futuroNon abbiate paura di farlo!». 

Alla fine della messa, al Regina Coeli, il pontefice è tornato a parlare dei conflitti in Ucraina Libano: «Mi addolora profondamente il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono e assicuro la mia preghiera per tutto il popolo ucraino. Rinnovo l’appello perché tacciano le armi e si persegua la via del dialogo», ha esordito. È invece «motivo di speranza» la «tregua annunciata in Libano», ha aggiunto: «Rappresenta un germoglio di sollievo per il popolo libanese e per il Levante. Incoraggio coloro che si stanno adoperando per una soluzione diplomatica a proseguire i dialoghi di pace, per rendere permanente la cessazione delle ostilità in tutto il Medio Oriente».

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 38


Da Radio Maria Angola

SQUADRA ESTERNA REPORTAGE IN AZIONE

┌──❀̥˚──◌──❀̥˚─┐Il Papa benedice con
dolcezza una piccola bambina cullandola per qualche istante ❀
└◌───❀̥───❀̥˚┘

🩵Da “Mamã #Muxima” il piccolo Santuario del XVII secolo, dove la Vergine è venerata con il nome di Madre del Cuore, come la chiamano gli angolani in lingua kimbundu.

LIVE 🌾🍇BENEDIZIONE DI P. LIVIO ~Terza Domenica di Pasqua🕊️


🤍It’s love ♡🤍È amore ♡

Papa Leone arrivato in Angola❣️‼️❣️

🔴LIVE🔴 L’UOMO E IL SUO DESTINO ETERNO – PUNTATA 8: Catechesi giovanile 2008-2009 di P. Livio


🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 37


Leone XIV in aereo: «Non è affatto nel mio interesse dibattere con il presidente degli Stati Uniti»

di Gian Guido Vecchi, inviato – Corriere della Sera – 18 Aprile 2026

Nel volo che lo porta dal Camerun all’Angola, Leone XIV raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo e cerca di abbassare, almeno da parte sua, la tensione dopo il botta e risposta a distanza con il presidente Usa Donald Trump

«Non è affatto nel mio interesse dibattere con il presidente degli Stati Uniti». Nel volo che lo porta dal Camerun all’Angola, Leone XIV raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo e cerca di abbassare, almeno da parte sua, la tensione di questi giorni: «Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica che si è creata quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me. Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su un altro commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto».

Il messaggio di pace

Il Papa si è presentato sorridente per un saluto, «buon pomeriggio a tutti», e sapeva già cosa dire, senza bisogno di domande. In particolare, «solo un piccolo esempio», si riferisce al suo intervento di Bamenda, giovedì, quando ha detto che «il mondo è distrutto da una manciata di tiranni» e denunciato i «signori della guerra», parole che hanno fatto il giro del pianeta. Così ora spiega: «Il discorso che ho tenuto all’incontro di preghiera per la pace un paio di giorni fa era stato preparato due settimane prima, ben prima che quel presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse».

Dialogo e comprensione

Papa Prevost è arrivato a metà del suo viaggio cominciato a inizio settimana in Algeria, dopo l’Angola visiterà pure la Guinea equatoriale, e vuole anche evitare che anche gli avvenimenti dei prossimi giorni siano letti alla luce esclusiva degli attacchi che gli ha riservato Trump: «Io vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani». Certo, «naturalmente la visita ha anche altre dimensioni», aggiunge: «Ho avuto un ottimo incontro con un gruppo di Imam in Camerun per promuovere – e continuare a promuovere, come abbiamo già fatto in altri luoghi e come ha fatto Papa Francesco durante il suo pontificato – il dialogo, la promozione della fraternità, della comprensione, dell’accettazione e della costruzione della pace con persone di tutte le fedi».

«Proseguiamo il nostro cammino»

Le polemiche non gli interessano: «Proseguiamo quindi il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo, e il testo evangelico che abbiamo utilizzato nelle liturgie offre una serie di aspetti fantastici e meravigliosi di cosa significhi essere cristiani, seguire Cristo, promuovere la fraternità, la fratellanza, confidare nel Signore, ma anche cercare modi per promuovere la giustizia nel nostro mondo, promuovere la pace nel nostro mondo».

Radio Maria Nicaragua riprende le trasmissioni

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