"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2026 Pagina 6 di 31

BEATA VERGINE MARIA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA 👑

Ricorrenza: 22 agosto

Tipologia: Memoria liturgica

L’undici ottobre 1954, S. S. Pio XII istituì la festa della Regalità di Maria, da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo il giorno 31 maggio; fu poi trasferita al 22 agosto, giorno ottavo dell’Assunzione, per sottolineare il legame della regalità di Maria con la sua glorificazione corporea.

Con tale festa il Papa ha voluto sigillare, con la sua autorità, la voce dei monumenti antichi e delle preghiere liturgiche e il senso del popolo cristiano, che attribuirono perennemente alla Vergine la dignità regale.

Non si tratta quindi di una nuova verità proposta al popolo cristiano, perché il fondamento e le ragioni della dignità regale di Maria, abbondantemente espresse in ogni età, si trovano nei documenti antichi della Chiesa e nei libri della sacra liturgia.

Infatti fin dai primi secoli della Chiesa Cattolica il popolo cristiano ha elevato preghiere e inni di lode e di devozione alla Regina del Cielo, sia nelle circostanze liete, sia, e molto più, nei periodi di gravi angustie e pericoli; né vennero meno le speranze riposte nella Madre del Re Divino, Gesù  Cristo; e la fede di coloro che sempre credettero che la Vergine Maria, Madre di Dio, presiede all’universo con cuore materno, spesse volte fu premiata con grazie elette e divini favori.

Il primo e più profondo motivo della dignità regale di Maria consiste nella sua maternità divina. Poiché Cristo, per l’unione ipostatica è, anche come uomo, Signore e Re di tutta la creazione, così Maria, «la Madre del Signore», partecipa, benché in modo analogo, alla dignità regale del suo Figlio.

A buon diritto quindi S. Giovanni Damasceno scrive: « Maria è veramente diventata la Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore; e lo stesso Arcangelo Gabriele può dirsi l’araldo della dignità regale di Maria ».

La Beatissima Vergine è Regina non soltanto come conseguenza della maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell’opera della Redenzione. Infatti come Cristo è nostro Signore e Re anche per il fatto che ci ha redenti col suo prezioso Sangue, così Maria, in modo analogo, è pure nostra Regina, perché prese intima parte, come nuova Eva, all’opera redentrice di Cristo, novello Adamo, soffrendo con Lui ed offrendolo all’Eterno Padre.

E’ certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e Uomo, è Re; tuttavia anche Maria, sia come Madre di Cristo Dio, sia come socia nell’opera del Divin Redentore e nella lotta contro i nemici e nel trionfo ottenuto su di essi, partecipa alla sua dignità regale.

Infatti da questa unione con Cristo Re deriva a Lei tale splendore e sublimi infine, superare l’eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza per cui Ella può dispensare i tesori del regno del Divin Redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine la inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre.

Nessun dubbio pertanto che Maria SS. ma sopravanzi in dignità tutta la creazione e abbia su tutti il primato, dopo il suo Figliuolo. 

Se il mondo oggi lotta senza tregua per assicurare la pace, l’invocazione del regno di Maria è più efficace di tutti i mezzi terreni per ottenere questo scopo.

Pertanto tutti i fedeli cristiani si sottomettano all’impero della Vergine Madre di Dio, la quale mentre dispone di un potere regale, arde di un materno amore.

PRATICA: Magnifichiamo con legittimo orgoglio di figli la regalità di Maria e proponiamo di riconoscere nella Vergine la nostra vera Madre e Regina. Proponiamo di avvicinarci con maggior fiducia al trono di grazia e di misericordia della Regina e Madre nostra, per chiedere soccorso nelle avversità, luce nelle tenebre, conforto nel dolore e nel pianto, e soprattutto per ottenere in terra quella pace che è il pegno della beatitudine eterna del Paradiso.

PREGHIERA: «…Vergine Augusta e Padrona, Regina, Signora, proteggimi sotto le tue ali, custodiscimi, affinché non esulti contro di me satana, che semina rovine, né trionfi contro di me l’iniquo avversario» (S. Efrem).

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Eventi oltre ogni umana immaginazione

Caro Padre Livio, nelle recenti lettere presenti sul blog percepisco delusione e stanchezza riguardo la prolungata attesa per la realizzazione dei segreti. 

Credo che in questo momento storico, come lei ben dice, dovremmo concentrarci molto più sulle parole della Gospa, sulla sua richiesta di pregare e vivere appieno i suoi messaggi. 

Inoltre Lei stessa ci indica di osservare i segni dei tempi, lì ci sono i prodromi dei segreti. Virus, guerra, terremoti, sono già anticipazioni dei segreti.

Con essi Dio ci richiama, ci ricorda la nostra finitezza, ci conduce verso di Lui nella speranza che ci affidiamo.

In ogni evento umanamente disastroso c’è un atto d’amore di Dio che ci distoglie dal materialismo in cui siamo immersi.

Il segreto più grande è vivere il presente senza paura, sicuri dell’amore di Dio, qualunque siano i Suoi disegni, tendendo con tutte le forze alla santità.

Grazie sempre per quello che fa per noi Padre Livio!       

Amalia


Cara Amalia,

concordo nella tua analisi del momento che stiamo attraversando. C’è impazienza, c’è stanchezza dell’anima, ci sono delusione e incertezza.

In questi giorni ho pubblicato sul Blog, lasciandolo in evidenza, il testo della intervista rilasciata da Mirjana il 26 Ottobre 1985 riguardo al primo Segreto.

Questo è il futuro che ci attende e non passerà molto tempo. Anche se fossero tre o quattro anni, passerebbero come una folata di vento.

Mi domando: che cosa succederà quando vedremo nella realtà le immagini che la Madonna ha mostrato a Mirjana del primo Segreto?

Sono pronti gli abitanti di Medjugorje ad ascoltare le parole che riveleranno ciò che accadrà dopo tre giorni? Quali saranno le reazioni nel mondo e nella Chiesa?

La mia impressione è che siamo impreparati ad entrare in questo terremoto che si prolungherà nel tempo, con scadenze inesorabili e con eventi oltre ogni umana immaginazione.

Solo un’intima unione con Gesù e Maria ci darà la forza di uscire vittoriosi da questa drammatico assalto delle potenze del male, che verranno rigettate negli abissi senza speranza.

Ave Maria

Padre Livio

🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 35 – PELLEVOISIN I Parte

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 42

🟢LIVE P. LIVIO🟢 I CINQUE MINUTI DELLO SPIRITO SANTO – EDITORIALE: “I SEGRETI DI MEDJUGORJE: L’ULTIMA VENUTA DI MARIA SULLA TERRA” – 21/08/2026

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

RADIO MARIA AL MEETING

🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 27

☆〽️👑BUONA VIGILIA DELLA BEATA VERGINE MARIA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA 👑

“Il Rosario è la preghiera più bella e più ricca di grazie, è la preghiera che tocca più profondamente il Cuore della Madre di Dio… e se desiderate che la pace regni in casa vostra, recitate il Rosario in famiglia”
~ San Pio X ~

San Pio X

Analizzò lucidamente e condannò gli errori del modernismo, profetizzando che esso avrebbe condotto a una società atea. Fu grande promotore del Catechismo e sostenne il Movimento Ceciliano, che intendeva ridare impulso al canto gregoriano nella liturgia.

Santo del giorno 21-08-2026

Ermes Dovico – La Nuova Bussola

«Restaurare tutto in Cristo» fu il principio ispiratore degli 11 anni di pontificato di san Pio X (1835-1914), il Papa di umili origini che seppe analizzare lucidamente e condannare gli errori del modernismo. Ne riconobbe la radice malvagia e profetizzò che esso avrebbe condotto a una società atea. Il Santo Padre affrontò organicamente la questione nella sua enciclica più celebre, la Pascendi Dominici Gregis (8 settembre 1907), in cui definì il modernismo «sintesi di tutte le eresie». Pio X aveva ben chiaro che questa corrente pseudocristiana, sorta verso la fine del XIX secolo con la pretesa di adattare il messaggio eterno di Cristo ai cambiamenti sociali, attaccava le fondamenta stesse della fede, strizzando l’occhio alla massoneria.

Ieri come oggi, i modernisti rifiutavano i dogmi e l’insegnamento degli antichi Padri, rigettavano l’autorità del Papa, teorizzavano l’indifferentismo religioso e l’assoggettamento della Chiesa allo Stato, esaltavano la filosofia moderna disprezzando la Scolastica, slegavano fede e ragione, negavano la verità delle Sacre Scritture, l’istituzione dei Sacramenti da parte di Cristo, i miracoli e l’operare di Dio nella storia. Perciò san Pio X scriveva: «L’errore dei protestanti dié il primo passo in questo sentiero; il secondo è del modernismo: a breve distanza dovrà seguire l’ateismo». Sapendo di dover agire per la salvezza delle anime, durante il suo pontificato furono scomunicati o sospesi a divinis i maggiori esponenti del modernismo e rimossi dai seminari e dalle università cattoliche gli insegnanti – religiosi e laici – che favorivano quel sistema di eresie. Antepose al consenso del mondo la ricerca e il compimento della volontà di Dio, sempre con l’umiltà che l’aveva portato a definirsi «un povero parroco di campagna».

Al secolo Giuseppe Sarto, secondo di dieci figli, era nato a Riese (in provincia di Treviso) da una famiglia di modeste condizioni. Il padre Giovanni Battista era un fattore e la madre, Margherita Sanson, una sarta ricca di fede, che alla morte del marito non volle che il suo secondogenito lasciasse il seminario per aiutare in famiglia. Giuseppe venne ordinato sacerdote a 23 anni. Dopo essere stato cappellano, arciprete, canonico, direttore spirituale in un seminario, venne nominato a 49 anni vescovo di Mantova, distinguendosi per la centralità data alla formazione religiosa. «Dottrina cristiana! Dottrina cristiana!», andava gridando durante le sue visite pastorali nelle varie parrocchie, in quanto cosciente che «frequentare la Messa e ignorare le verità della fede sono cose che si elidono a vicenda, perché non è possibile accettare verità che non si conoscono».

Nel 1889 partecipò al primo Congresso catechistico nazionale e votò a favore di un nuovo «catechismo popolare storico-dogmatico-morale redatto in domande brevi e risposte brevissime». Lui stesso si decise allora a comporre un testo dialogico. Da esso derivò poi il famoso Catechismo Maggiore (in seguito detto Catechismo di San Pio X), la cui prima edizione – fatta di 993 domande e risposte – venne pubblicata nel terzo anno del suo pontificato (1905) e fu seguita da due versioni più brevi.

La sua elezione al soglio pontificio, preceduta da un decennio come patriarca di Venezia, avvenne il 4 agosto 1903. Due mesi più tardi espose il suo programma nella prima delle sue 16 encicliche (E Supremi): «Le ragioni di Dio sono le ragioni Nostre; è stabilito che ad esse saranno votate tutte le Nostre forze e la vita stessa. Perciò se qualcuno chiederà quale motto sia l’espressione della Nostra volontà, risponderemo che esso sarà sempre uno solo: Rinnovare tutte le cose in Cristo».

In questo stesso solco il neo pontefice sostenne il Movimento Ceciliano, che intendeva ridare il meritato spazio nella liturgia al canto gregoriano e alla polifonia classica, nella consapevolezza che «la musica sacra, come parte integrante della solenne liturgia, ne partecipa il fine generale, che è la gloria di Dio e la santificazione ed edificazione dei fedeli» (Inter Sollicitudines).

La grande devozione alla Vergine e l’amore per l’Eucaristia erano il nutrimento della sua santità. Raccomandò di partecipare alla Messa quotidiana e riportò l’età della Confessione e della prima Comunione «all’età dell’uso della ragione» (7 anni). Visti i crescenti attacchi all’innocenza dei bambini, Pio X (come altri santi) sosteneva infatti la necessità di farli accostare il prima possibile al Corpo di Nostro Signore.

Un fatto tra tanti ricorda quanto grande fosse la sua fede e come Cristo fosse il centro della sua vita. Pochi giorni dopo aver ricevuto da sant’Annibale Maria di Francia (fondatore dei Rogazionisti) il manoscritto con le rivelazioni di Gesù all’umilissima Luisa Piccarreta, san Pio X gli disse: «Fai subito dare alle stampe L’Orologio della Passione della Piccarreta. Leggetelo in ginocchio, perché è Nostro Signore che parla!»

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