"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2026 Pagina 8 di 35

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Leone XIV prega per la pace in Medio Oriente e ricorda di custodire il tesoro della relazione con Dio

Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano, domenica 26 luglio 2026, 12:24 (ACI Stampa).

Una chiamata “urgente” quella di Gesù, anche se “libera” per riscoprire il tesoro della relazione com Dio.

Il Papa commenta così il Vangelo della liturgia di oggi nel commento prima della preghiera dell’ Angelus guidata a Castelgandolfo in Piazza della Libertà.

“L’incontro col Suo Regno è una svolta che non restringe, ma allarga la vita. Se qualcosa deve ora cambiare, è per un di più di possibilità, non per un di meno” dice il Papa. E “il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza su strade diverse, ma chiama tutti – uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi – a un profondo rinnovamento. Tutti lo possono comprendere e ne sono attratti”.

E infatti “anche oggi la Chiesa è comunione di persone diverse per origine, per cultura, per competenze, per livello di responsabilità, ma tutte chiamate a riconoscersi “uno” in Gesù Cristo: è Lui il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi è disperso”. Perché  “Gesù ha chiamato e radunato attorno a sé persone che, altrimenti, non si sarebbero mai frequentate”.

Nessuna preferenza, nessuno scarto e allora anche i cristiani di oggi devono chiedere “il dono di distinguere la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto. Mentre l’industria dei consumi ci modifica il palato, suscitando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e talvolta avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ciò che conta davvero, il tesoro della relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi”.

Dopo la preghiera il Papa nei saluti ha ricordato la beatificazione in Libano di Elia Oeyek, patriarca di Antiochia dei Maroniti dal 1899 al 1931 e fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia. “Ha guidato per più di trent’anni la Chiesa Maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, è stato un luminoso punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, tanto da essere chiamato padre del Grande Libano”.

 Il pensiero del Papa è andato alla guerra in quelle regione: “Seguo con apprensione il perdurare ed inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e a Gaza. rivolgono accurato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei Luoghi Santi di ogni fede religiosa.

Rinnovo altresì il mio appello circa la situazione in tutto il Medio Oriente, dove un intensificarsi delle operazioni militari ha riportato violenza e distruzione, mettendo gravemente a rischio la vita di numerosi civili e aggravando la carenza di acqua potabile ed elettricità. Dal profondo del cuore esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza spazi di dialogo e diplomazia, per giungere quanto prima alla pace tanto desiderata per tutta la Regione. Continuiamo a pregare per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra.

Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili, perché presto si giunga alla riconciliazione e alla pace”.

Un pensiero per vittime e soccorritori dei devastanti incendi che in questi giorni hanno interessato varie località della Francia e della Spagna, e per la sesta giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che ha come tema le parole del profeta Isaia, io invece non ti dimenticherò mai: “Ringraziamo insieme il Signore per il dono che gli anziani sono, per la Chiesa e per la società, e impegniamoci a rispettarne e valorizzarne il ruolo prezioso e a garantire loro sempre la giusta attenzione e assistenza”.

Tra i saluto anche quelli per la sagra delle pesche tipica di Castelgandofo tanto che il Papa prima di scendere in piazza a salutare i fedeli ha consegnato alcune pesche ai giovani.

🔔BENEDIZIONE DI P.LIVIO + diciassettesima DOMENICA del Tempo Ordinario🌾🍇

╰⊰🌸҉ ⊱Buona Domenica giorno del Signore╰⊰🌸҉✿🌸҉ ⊱⊰🌸҉✿🌸҉ ⊱⊰

Santi Anna e Gioacchino

autore: Giovanni Carnovali anno: 1826 titolo: Educazione della Vergine luogo: Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, Almenno San Bartolomeo

Nome: Santi Anna e Gioacchino

Titolo: Genitori della Vergine Maria

Ricorrenza: 26 luglio

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

S. Anna nacque a Betlemme in umile dimora, e fu predestinata da Dio ad andare sposa a Gioachino. Entrambi erano della stirpe di David. I due sposi scelti dal Cielo a darci l’Immacolata da tanti anni sospiravano un figlio e pregavano con lacrime l’Onnipotente affinché esaudisse i loro desideri. Come l’antica Anna, madre di Samuele, effondeva presso il Signore le sue preci e faceva voto di consacrargli interamente il figlio che le avrebbe mandato, così la madre di Maria prometteva di consacrare a Dio la prole che le avrebbe concesso…

Avanzata ormai d’età e sterile, il suo stato era allora considerato come un castigo del cielo, come un’esclusione dal partecipare alla nascita del Messia. Tanto che Gioacchino, giunto in tarda età senza prole, venne allontanato dal tempio di Gerusalemme dallo scriba Ruben, perché non era consentito accedervi a chi non avesse procreato.

Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre era separato da Anna un angelo le sarebbe apparso e le avrebbe annunciato l’imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si ricongiunsero alla Porta Aurea di Gerusalemme scambiandosi un affettuoso bacio e in quell’istante si narra si ebbe l’Immacolata Concezione di Maria.

Anna seppe così pazientare e soffrire la ignominia e il compatimento delle donne nazaretane e Iddio le preparò la più grande consolazione, eleggendola a genitrice della Madre del Salvatore.

I due si ritirarono in disparte per pregare e ottenere da Dio la grazia che arrivò con l’annuncio di un angelo: « Anna, il Signore ha ascoltato la tua preghiera e tu concepirai e partorirai e si parlerà della tua prole in tutto il mondo »

« Veramente beata, e mille volte beata sei tu, o Anna, esclama il Damasceno, che hai messo al mondo quella bambina che Dio ricolmò di beatitudine, Maria, che il suo nome stesso rende singolarmente veneranda; la quale ha prodotto Cristo, il fiore di vita: la Vergine, la cui nascita fu gloriosa, e il suo parto sarà ancor più sublime. Noi pure, o beatissima donna, ci felicitiamo con te d’aver avuto il privilegio di darci la speranza di tutti i cuori, la prole cioè della promessa. Sì, sei beata, e beato è il frutto del tuo seno. Le anime pie glorificano il tuo germe, ed ogni lingua celebra con gioia la tua maternità. E certo, è degno, sommamente degno, lodare colei che Dio favorì di un oracolo e diede a noi il meraviglioso frutto, donde è uscito il grazioso Gesù ».

La santità di Anna fu certamente in rapporto con la sua dignità. La fede, l’amore vivissimo a Dio, l’intima unione con Lui, l’esattissima osservanza della legge divina, la purità, la carità, la prudenza, la fortezza, tutte le virtù si intrecciarono in lei. La santità eccelsa della figlia doveva pure esser per lei un continuo stimolo per crescere ogni giorno nella virtù. E se la Vergine, col visitare S. Elisabetta e col trattenersi con lei per tre mesi, riempì di benedizioni quella casa, chi può mai dire quanto abbondantemente fosse ricolma di grazia Anna, che per più anni visse con la Vergine e l’ebbe soggetta ed ubbidiente?

Maria contava tre anni ed allora Anna con Gioachino, suo santo sposo, condusse la figliuola al Tempio e l’abbandonò nelle mani di Dio.

Fu grande dolore per lei, ma lo seppe sopportare con la serenità dei giusti che vedono in tutti gli eventi un disegno della Provvidenza per il bene delle anime.

La missione a lei assegnata era ormai compiuta ed ella spirava in Gerusalemme tra le braccia della figlia benedetta. Pare che morisse all’età di 69 anni.

PREGHIERA Doloroso fu per Anna il distacco dall’eletta figliuola, ma seppe compierlo prontamente. Sappiamo anche noi lasciar liberi i figli di seguire la via per cui Dio li chiama.

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 7

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MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE 25 LUGLIO 2026

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MEDJUGORJE : MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 luglio 2026

“Cari figli!
Mentre le tenebre e l’inquietudine regnano in molti cuori, voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani tese d’amore.
Mettete, figlioli, la Sacra Scrittura in un posto visibile nella vostra famiglia e leggetela, affinché sia per voi esortazione alla conversione e alla vita nuova. Perché satana è forte e seduce i cuori. Desidero affidare i vostri cuori attraverso il mio cuore materno, al cuore di mio Figlio Gesù, affinché in voi regni Lui, il Risorto, e la gioia regnerà in voi e intorno a voi.”
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

{Con approvazione ecclesiastica}

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