Mese: Giugno 2026 Pagina 20 di 38
di Redazione Online – Corriere della Sera – 15 Giugno 2026
Le notizie sul conflitto tra Israele-Usa e Iran di lunedì 15 giugno, in diretta. Il presidente Usa annuncia via social: «Prima di me tutti avevano fallito». Le borse asiatiche aprono in forte rialzo dopo stop a guerra
- Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando lo Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano
- Il 9 giugno, Trump ha ordinato attacchi in territorio iraniano come ritorsione per l’abbattimento (attribuito all’Iran) di un elicottero Usa sullo stretto di Hormuz. Secondo un’analisi del New York Times, gli Usa avrebbero inoltre distrutto un impianto per l’approvvigionamento di acqua potabile. In risposta agli attacchi Usa, l’Iran ha bersagliato diverse basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein e ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz
- Giovedì 11 giugno Trump ha annunciato la possibile firma di un accordo con Teheran nel weekend in Europa. Sabato 13 il Pakistan ha annunciato: «Accordo con gli Usa in 24 ore, poi firma a distanza». Domenica 14 il tycoon ha fatto sapere: «Ora firma a distanza, fra una settimana in Europa», per poi dichiarare più tardi che «l’accordo è completo»
aggiorna 7:14 | 15 Giugno
Dopo la firma si apre la fase 2. I nodi da sciogliere per l’accordo tra Usa e Iran nei prossimi due mesi (al centro c’è l’uranio)
di Greta Privitera
Lo hanno fatto deragliare, allungare, lo hanno chiuso. Lo hanno anche annunciato e poi fatto saltare, a Islamabad, qualche settimana fa. Eppure su quel tavolo ormai scalcinato, tra americani e iraniani, si tratta ancora, e adesso, sul serio. Le firme — digitali — ci sono.
Sessanta giorni. Tanto durerà il negoziato che separa la Repubblica islamica e gli Stati Uniti da un accordo di pace, e dovrebbe cominciare venerdì, dopo che le due delegazioni firmeranno dal vivo il memorandum d’intesa, in Svizzera. Non si tratta di un accordo vero e proprio, ma di un biglietto d’ingresso alla fase due che mette nero su bianco il minimo comune tra gli avversari: la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco americano sui porti iraniani, l’estensione per altri sessanta giorni della tregua firmata ad aprile. Da venerdì, comincia la salita.
5:19 | 15 Giugno
Le borse asiatiche aprono in forte rialzo dopo stop a guerra
Apertura in forte rialzo per i listini cinesi dopo l’annuncio della firma di un accordo tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine alle ostilità in Medio Oriente e a riaprire lo Stretto di Hormuz. Si muovono in territorio positivo sia Shenzhen che Shanghai che guadagnano rispettivamente il 2,03% e l’1,59%. Balza in avvio anche l’Hang Seng di Hong Kong che avanza dell’1,10%. Prosegue il rally di Tokyo, dove il Nikkei sale del 5,30%, e Seul, con il Kospi che avanza del 4,72%.1:47 | 15 Giugno
I paletti dei leader Ue: «Iran non deve mai acquisire armi nucleari»
Regno Unito, Francia, Germania e Italia (gruppo E4) sono pronte a revocare alcune sanzioni contro l’Iran dopo l’accordo raggiunto con gli Usa per porre fine al loro conflitto. «L’Iran non deve mai acquisire armi nucleari. Siamo pronti a collaborare con Usa, Iran e Aiea a tal fine», hanno affermato i leader dei quattro Paesi in una dichiarazione congiunta. I quattro Paesi, inoltre, sono pronti a revocare alcune sanzioni se l’Iran adotterà «passi concreti e verificabili» sul nucleare, chiedendo al contempo la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz per l’importanza della «libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni».01:35 | 15 Giugno
L’altolà di Trump: senza accordo definitivo sul nucleare pronti a riprendere attacchi contro Teheran
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al New York Times che, se l’Iran non dovesse raggiungere un accordo nucleare definitivo con gli Stati Uniti, sarebbe pronto a riprendere gli attacchi militari contro Teheran oppure a fare degli Stati Uniti «il guardiano del Medio Oriente» in cambio del 20% dei ricavi della regione. In un’intervista al quotidiano, Trump ha affermato che l’intesa raggiunta con l’Iran garantirà alla fine che lo Stretto di Hormuz sia «permanentemente libero da pedaggi». Ha inoltre sostenuto che, nonostante le obiezioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, sarebbe stato lui a salvare Israele dalla «distruzione nucleare».1:31 | 15 Giugno
L’intesa: sblocco immediato di 12 miliardi dollari a Teheran
L’agenzia di stampa iraniana Mehr riporta un documento presentato come un memorandum d’intesa in 14 punti tra Iran e Stati Uniti, tra le cui clausole figura lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari di beni congelati a Teheran. Il documento pubblicato da Mehr prevede «lo sblocco di 24 miliardi durante il periodo di negoziazione di 60 giorni» che inizia dopo la conclusione del memorandum d’intesa; «metà di questa somma deve essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati», afferma il documento, sebbene ciò non sia stato ancora confermato ufficialmente.1:26 | 15 Giugno
Macron, Starmer, Merz e Meloni: attuare rapidamente l’intesa
I leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno accolto con favore l’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, congratulandosi con Washington, Teheran e con tutti i mediatori coinvolti, tra cui Pakistan e Qatar, per quella che definiscono una svolta diplomatica. «Si tratta di un’opportunità per ristabilire la stabilità regionale e contribuire alla stabilizzazione dell’economia globale», si legge nella nota. I quattro Paesi sottolineano ora la necessità di concludere rapidamente i negoziati di dettaglio e di attuare l’accordo in modo completo, assicurando il proprio sostegno al processo. «È ora fondamentale che i negoziati di dettaglio vengano conclusi e che questo accordo sia attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo», affermano i leader.1:19 | 15 Giugno
Starmer: ora ripristinare libertà navigazione a Hormuz
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha chiesto il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran. «È fondamentale che venga ripristinata la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», ha dichiarato Starmer, ribadendo inoltre che «l’Iran non deve mai dotarsi di un’arma nucleare».1:11 | 15 Giugno
Teheran: «Abbiamo umiliato Usa e Israele, non possono che arrendersi»
Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante la guerra contro la Repubblica islamica, in seguito all’annuncio di un memorandum d’intesa tra Teheran e Washington. L’Iran «ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi», ha affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.1:03 | 15 Giugno
L’impegno di Italia, Francia, Regno Unito e Germania: smineremo lo stretto di Hormuz
«La riapertura urgente dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni è essenziale. Ci impegniamo a fare la nostra parte per raggiungere questo obiettivo, nel rispetto dei nostri rispettivi obblighi costituzionali, anche attraverso una missione strettamente difensiva e indipendente per assicurare la navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento». È quanto affermano in una dichiarazione congiunta i leader di Italia, Francia, Regno Unito e Germania.0:57 | 15 Giugno
Trump su Truth: «L’accordo è completo»
«L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l’apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra! Presidente DONALD J. TRUMP», scrive il presidente Donald Trump su Truth. 0:57 | 15 Giugno
Teheran conferma: «La firma dell’accordo in Svizzera»
«Il testo del memorandum d’intesa è stato finalizzato e la firma ufficiale del Memorandum d’intesa di Islamabad avverrà venerdì in Svizzera», ha dichiarato Gharibabadi ai media iraniani. «I nostri impegni entreranno in vigore a partire da venerdì», ha sottolineato, ma «due punti entreranno in vigore immediatamente a partire dalle prime ore di questa mattina»: «1. La fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. 2. La revoca e la cessazione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti alla Repubblica Islamica dell’Iran». Gharibabadi ha poi affermato che il memorandum d’intesa «non è solo il risultato di sforzi diplomatici», ma anche di quelli che ha definito «successi militari» dell’Iran.0:56 | 15 Giugno
Iran: «L’accordo con gli Usa mette fine immediatamente alla guerra»
Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che a partire da stasera viene annunciata la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, incluso il Libano. Il viceministro ha aggiunto che i negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington si svolgeranno nell’arco di 60 giorni. Lo scrive Iran International.0:53 | 15 Giugno
Trump: stretto di Hormuz riaperto da venerdì
«Con l’apertura dello Stretto di Hormuz – entra nel dettaglio Trump -, alla firma dell’accordo venerdì per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio della regione e del resto del mondo».0:49 | 14 Giugno
Trump: «Accordo con Iran porterà pace e sicurezza»
«Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale». Lo scrive Donald Trump su Truth.

〽️ MEDJUGORJE: DA LUNEDI’15 GIUGNO H. 20.10/20.30
ALLA CROCE BLU SAREMO IN DIRETTA PER LA NOVENA IN PREPARAZIONE AL 45mo ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI DELLA REGINA DELLA PACE: SU RADIO MARIA – SU FACEBOOK – E SUL blogdipadrelivio.it (in differita)
〽️SIETE INVITATI A PARTECIPARE IN DIRETTA RADIO e FACEBOOK🙏 SE SIETE A MEDJUGORJE RAGGIUNGETECI ALLA CROCE BLU DALLE H.20.00🙏

Cari amici, l’appuntamento dell’Editoriale è con un tema di particolare rilievo per conoscere il piano di salvezza della Regina della pace.
Programma di Padre Livio – Lunedì 15 Giugno 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55: CITAZIONE DEL GIORNO
Da libro “Siate le mie mani di pace”
h.9.00: EDITORIALE
Il Papa agostiniano nei Segreti di Medjugorje
h. 10.00: CATECHESI
Siate le mie mani di pace (1)
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Un festoso incontro questa mattina con un numeroso gruppo di partecipanti al Cammino di Sant’Agostino nei Santuari della Brianza





di Marina Lomunno -Avvenire
Parla il cardinale Ángel Fernández Artime, spagnolo, già rettor maggiore dei Salesiani, arrivato in Italia con l’aereo che re Felipe ha offerto a Leone. «La folla che ha abbracciato il Pontefice cerca testimoni di gioia»
14 giugno 2026
Artime durante l’incontro nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino
«Sono stato con il Santo Padre a incontrare i migranti nelle Isole Canarie. Mentre aspettavamo che arrivasse il Papa ho voluto raggiungere quei ragazzi venuti dall’Africa sui barconi. Sono stati i 20 minuti più preziosi di tutto il viaggio così come lo sono state le parole ferme del Papa ai trafficanti di uomini e donne: “Fermatevi, convertitevi”. Non sappiamo se lo faranno ma il grido che il Santo Padre ha lanciato a nome dell’umanità e della Chiesa non lo dimenticheremo mai».
Sono parole del cardinale Ángel Fernández Artime che abbiamo incontrato sabato 13 giugno a Torino, appena tornato da Tenerife. Il guasto dell’aereo che venerdì sera ha fatto ritardare il ritorno di papa Leone dalle Canarie a Roma non ha sconvolto i suoi piani: il cardinale era atteso ieri mattina alle 11 nella Basilica di Maria Ausiliatrice per un convegno sul futuro della vita religiosa. Artime, originario delle Asturie, già Rettore dei Salesiani per due mandati, pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, è stato invitato dal Papa a seguire il viaggio apostolico in Spagna ed è atterrato con il suo seguito più stretto a Fiumicino, dopo aver volato con il Falcon messo a disposizione da re Felipe. Un treno all’alba per Torino ed eccolo a Valdocco, nella Casa Madre dei Salesiani dove centinaia di persone, giovani, confratelli e religiose hanno accolto «il Rettore emerito» e sono stati i primi ad ascoltare le sue prime impressioni sul viaggio di papa Leone nel suo Paese.
Il cardinale è stato invitato nella Basilica di Maria Ausiliatrice, nel 158° anniversario della consacrazione per mano di don Bosco, a parlare del futuro della vita consacrata a partire dal suo libro-intervista con il confratello don Giuseppe Costa, “Un futuro senza numeri e senza mura: conversazione sulla vita consacrata” (San Paolo).
La sua riflessione ha preso molti spunti dal viaggio appena concluso. Come la necessità del nostro mondo, alla ricerca di senso, di testimoni autentici. «Come tutti, io in particolare che conosco bene la Spagna che soffre come tanti altri paesi gli effetti della secolarizzazione – riflette il cardinale – siamo rimasti molto colpiti dalle migliaia, milioni di persone che in questi giorni hanno seguito il Papa. Allo Stadio Bernabeu di Madrid c’era una moltitudine di persone moltissimi giovani… quello stadio si riempie così soltanto per la finale dei Mondiali di calcio. Questo significa che il mondo ha bisogno di testimoni.
Oggi parliamo di vita religiosa: ecco, la nostra gente, anche quella più lontana dalle nostre chiese, ha bisogno di trovare religiosi e religiose che nella loro semplicità vivono felici quello per cui hanno speso la loro vita. Se sei salesiano, per esempio, chi ti incontra nei cortili dell’oratorio, i giovani, devono avere la sensazione di incontrare un uomo che sia felice allora saremo contagiosi e la gente tornerà a cercare risposte di senso nella fede come è accaduto in questi giorni in Spagna».
Che messaggio lancia dalla Spagna Papa Leone all’Europa?
«Mi permetto di dire – è la risposta di Artime – che quello che il Papa ha detto in Spagna vale per tutta l’Europa. In particolare il richiamo alla comunione, all’ascolto, al mutuo rispetto, al ritorno a una società dei grandi valori messi in atto, a non avere paura delle nostre radici cristiane. Credo che l’Europa abbia una parola significativa da dire al mondo se si muove nella giustizia, nella solidarietà e nei grandi valori che l’hanno costruita. Perdere tutto questo significa fare soltanto accordi economici. E l’Europa non è stata fondata per questo».
Qual è stata la tappa del viaggio che più l’ha colpita?
«Sono stati tantissimi i momenti che mi hanno emozionato: come dicevo prima la folla per la Messa allo stadio di Madrid che mi ha dato l’impressione di una moltitudine che lancia un grido del bisogno di fede e di sete di Dio. E poi l’intervento del Santo Padre al Congresso dei Deputati, il Parlamento, un momento di una grande altezza intellettuale e umana. Come spagnolo ringrazio che abbiamo concesso questa opportunità al Papa di parlare come capo di stato, ma anche Vescovo di Roma e della Chiesa universale: i sette minuti di applausi sono stati persino più significativi dei discorsi. Ma soprattutto mi hanno colpito gli incontri con i migranti, con il mondo delle persone scartate, sofferenti, come la visita al carcere in Barcellona. Il Papa ascoltato il grido e il dolore dei più sofferenti del nostro mondo e li ha consolati».