"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2026 Pagina 5 di 34

Droni, martiri e mine: sullo sbarco dei marines in Iran l’ombra dell’Iraq (e il rischio del pantano)

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 27 Marzo 2026

Le difficoltà di un’operazione di terra Usa sull’isola di Kharg e oltre

BAGDAD – Si fa più buio lo scenario della guerra in Medio Oriente con la prospettiva di attacchi americani di terra. Utilizzare la minaccia dell’occupazione dell’isola di Kharg e dell’intensificazione dei bombardamenti su tutto l’Iran nella speranza di costringere il regime degli ayatollah a negoziare da una posizione di debolezza: così Donald Trump dichiara di cercare il dialogo, anche se il conflitto sembra destinato a entrare in una fase ancora più violenta.

Dopo che nelle ultime ore Teheran ha rifiutato i 15 punti del piano di pace Usa, che includono la totale cancellazione dei suoi programmi nucleari, e rilanciato invece i propri 5, comprendenti le riparazioni di guerra e il riconoscimento della sua sovranità sullo Stretto di Hormuz, l’arrivo nella zona di una forza Usa che adesso conta oltre 7.000 soldati scelti fa prevedere che la strada dello sbarco su Kharg diventi sempre più probabile.

C’è da aggiungere che gli iraniani non hanno alcuna fiducia nelle promesse di Trump. Ai loro occhi, il presidente Usa, che per ben due volte — nel giugno scorso e poi il 28 febbraio — ha lanciato i suoi raid all’improvviso nel pieno delle trattative, non ha alcuna credibilità. E ciò spiega come da molto tempo ormai si stiano preparando a una disperata resistenza a oltranza destinata a rinfocolare l’ethos religioso sciita del «martirio» che include attacchi suicidi, disastri ecologici, bombe sugli Stati del Golfo e danni gravi al traffico energetico mondiale. A sua volta, Israele non crede agli ayatollah, li vuole morti e sepolti con Hamas, gli Houthi e Hezbollah, e farà di tutto per continuare l’offensiva.

Sulla carta lo sbarco su Kharg potrebbe sembrare una mossa relativamente semplice per la superpotenza americana, che da quattro settimane martella l’Iran assieme a Israele e ha il totale controllo dello spazio aereo. Sulle navi Usa sono tra gli altri pronti all’azione un migliaio di paracadutisti-commando della 82esima Divisione aviotrasportata e 2.300 marines. Negli ultimi giorni razzi e missili hanno colpito almeno 90 postazioni di difesa dell’isola. 

Sono possibili blitz anche sulla terraferma. Gli iraniani però hanno spostato parecchi barchini esplosivi sulle coste rocciose e frastagliate della zona. Non è chiaro se abbiano disposto mine nel mare. E annidati in bunker sotterranei stanno i pasdaran pronti a tutto. Gli ayatollah minacciano che l’invasione di Kharg, che è il loro scalo petrolifero principale nel Golfo, li porterebbe a imporre il blocco totale non solo di Hormuz, bensì anche dello stretto di Bab al-Mandeb.

Per comprendere le incognite di una guerra di fanteria sul territorio iraniano è utile fare riferimento al vecchio scenario dell’invasione americana dell’Iraq nel 2003 e a quello attualissimo in Ucraina. Nel primo caso, gli iracheni ricordano il flop sanguinoso degli oltre 600.000 militari americani, che in tre settimane arrivarono a Bagdad con meno di 200 morti, rovesciarono la dittatura di Saddam Hussein e poi si ritrovarono a dover fronteggiare una guerriglia terrificante con kamikaze e terrorismo seriale, che in 8 anni costò loro circa 5.000 soldati e la devastazione sanguinosa dell’intero Paese.

Il teatro della guerra russo-ucraina invita invece a tenere conto dei droni, che costano molto meno di razzi e missili, per non parlare di aerei e navi. Gli iraniani ne costruiscono in grandi quantità e possono continuare a farlo per lungo tempo: costano poco, sono agili, non necessitano di basi o rampe. Sembra che di recente i russi (loro grandi clienti) li abbiano ripagati fornendo i modelli di Shahed iraniani modificati (sono quasi alla trentesima versione) con fibre ottiche, che quindi non possono subire interferenze elettroniche. 

Ne stanno parlando gli esperti di cose militari alla stampa americana: sembra che finora l’esercito Usa, per esplicita volontà di Trump, sia stato poco propenso a imparare dall’esperienza ucraina, che invece è totalmente condizionata dalla sfida dei droni. Ondate di pasdaran volontari kamikaze muniti di droni potrebbero diventare l’incubo di ogni soldato americano in Iran.

CON GESU’ VERSO LA PASQUA

🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 15


1. Il male: qual è la sua origine?

Il problema del male è un tema fondamentale da quando esiste l’uomo. Entrando nel mondo l’uomo si pone il problema del senso della sua vita, dell’origine della sua vita, del fine della sua vita e di chi è lui stesso. Si tratta di interrogativi profondi che riguardano l’umanità da sempre. Lo slancio verso l’Aldilà ha accompagnato l’umanità fin dalle origini, fin da quando Adamo ed Eva hanno perso il dono dell’immortalità.

Nell’uomo risplende l’immagine di Dio nonostante le ferite che sono rimaste dal peccato originale. Il Cristianesimo parte da questa affermazione di fondo e cioè che l’Universo è stato creato dal nulla da Dio ed è stato creato buono. È un concetto ben diverso rispetto a tante ideologie che ritengono che la materia sia un male e quindi lo sia anche il corpo umano; di conseguenza, per questo motivo, attribuiscono la creazione del male a un Dio cattivo. Nella riflessione umana non è mai mancato un giudizio negativo sul mondo, mentre l’affermazione del Cristianesimo è che la Creazione di Dio – così com’è uscita dalle Sue mani – è bella, buona e santa, in essa non c’è il germe del male.

Per quanto riguarda l’uomo, il Cristianesimo non solo afferma l’esistenza di un corpo che è buono (e non una prigione da cui liberarsi), ma anche dell’anima spirituale immortale che riflette l’immagine di Dio, è creata dal nulla, ha un’intelligenza, una volontà, una libertà. L’anima spirituale immortale sopravvive anche alla morte del corpo e ha il sigillo dell’immortalità. Sono tutte conquiste della riflessione umana ma sono il retaggio del Cristianesimo.

Il Cristianesimo afferma che nel momento in cui si forma l’embrione umano viene immessa l’anima spirituale immortale creata direttamente da Dio. Nell’antropologia cristiana al primo posto viene l’anima che sopravvive alla morte del corpo e che è la fonte della grandezza umana in quanto dotata di intelligenza, di volontà e di moralità, con la voce interiore della coscienza che approva quando l’uomo fa il bene e rimorde quando fa il male.

Bisogna, però, fare i conti con l’esperienza del male che l’uomo fa. Fin da bambini, nei primissimi anni, si prova stupore e meraviglia per la bellezza del Creato, per la profondità degli affetti dei propri cari; accade, però, che a un certo punto si scopre il male, la morte, la cattiveria. L’incanto si rompe e si ha a che fare con il male; di qui la riflessione umana sull’origine del male. Da una parte l’uomo compie il male e dall’altra lo trova dentro di sé, si sente spinto al male.

Il male è una realtà molteplice che man mano scopriamo nell’esperienza della vita. Prima di tutto scopriamo il male fisico che colpisce il corpo e la psiche, poi man mano ci rendiamo conto che esiste un male più profondo che è quello spirituale, la cattiveria, le cui radici sono nel cuore dell’uomo. La cattiveria è un male che l’uomo stesso produce; noi stessi sentiamo dentro di noi questa battaglia spirituale tra la tendenza a fare il bene e la tendenza a fare il male. Molte volte non abbiamo la forza di dominare la tendenza al male. Il male colpisce dall’esterno ma ci cresce anche all’interno. Nella nostra vita quotidianamente abbiamo a che fare con il male dal quale ci dobbiamo difendere. La vita è una battaglia, ogni istante è un combattimento continuo contro il male fuori e dentro di noi.

Fino a un certo punto riusciamo a difenderci ma c’è un livello del male talmente forte e potente che ci sovrasta, ci distrugge. Il male è una potenza che non si può eliminare e non si può dominare con le proprie forze se non fino a un certo punto, poi diventa impossibile. Per vincere la potenza del male ci vuole la grazia di Dio; senza la forza dello Spirito Santo non siamo in grado di vincere la potenza del male. Da qui la vita umana come grande combattimento spirituale. I risultati sono diversi a seconda delle persone. Chi viene abituato fin da piccolo al dominio di sé, alla preghiera, il male diventa una potenza che cede all’onnipotenza della grazia di Dio e del suo amore. Se questa reazione contro il male manca dentro di noi e non chiediamo l’aiuto della grazia, il male si impossessa gradualmente di noi, ci distrugge, ci rende infelici e ci porta alla morte nel tempo e nell’eternità. Il combattimento spirituale è un’esperienza che ci accomuna tutti.

La forza umana non basta. Tutte le religioni sono tentativi di vincere il male e sono tutti fallimentari perché la potenza del male è superiore alla forza dell’uomo. Adamo ed Eva in grazia di Dio, con tutti i doni che avevano, sono caduti nel peccato appena il principe del male si è avvicinato; questo ci dice che è un errore sottovalutare la potenza del male che poi si accumula col tempo, con l’adesione di tanti esseri umani che creano l’impero delle tenebre.

Dopo aver constatato che l’uomo non può vincere il male ma lo può arginare, dobbiamo riflette su come si può sintetizzare il male nella sua totalità. Il male è una realtà molto vasta, difatti si parla di mali che affliggono la vita. Il male è una realtà variegata che rende difficile la vita e molte volte la porta alla sconfitta, alla distruzione. Il male colpisce la vita dei singoli e della società nel suo insieme come ha detto la Regina della pace il 25 ottobre 2022: «l’umanità ha scelto per la morte»; si tratta di quelle scelte sbagliate che noi facciamo e con le quali apriamo le porte alle forze della distruzione e della dissoluzione della fede.

Dal punto di vista della terminologia, la vastità del male è condensata in due espressioni estreme: il peccato e la morte. Il peccato è un’espressione che sintetizza tutte le forme di male spirituale; la morte è un’espressione che sintetizza tutte le forme di male fisico che poi porta alla morte. Noi cristiani sappiamo che, oltre alla morte del corpo, c’è la morte dell’anima che è la perdizione eterna. Quando parliamo di male, volendo sintetizzare, dobbiamo dire che i mali che affliggono la condizione umana sono il peccato e la morte dai quali ci può liberare solamente Cristo Signore. Ogni uomo che nasce deve portarsi sulle spalle questo fardello del male, del peccato e della morte.

Il Masaccio ha mirabilmente dipinto la condizione umana in cui nasciamo ritraendo Adamo ed Eva cacciati da un angelo dal Paradiso Terrestre. Il volto di Eva ha dei dettagli che fanno riflettere, dalla bocca emette un grido disperato, lo sguardo è sgomento, la pelle è ombrosa, sono inguardabili. Questo dipinto rappresenta l’umanità dopo il peccato originale; ogni uomo che nasce è in balìa di questi due mostri che sono il peccato e la morte. Ovviamente c’è una connessione tra queste due realtà, è il peccato che ha generato la morte perché l’uomo aveva il dono dell’immortalità che ha perso quando ha commesso il peccato. La nostra mortalità è causa del peccato.

Da una parte, allora c’è il peccato che è una spinta che l’uomo sente dentro di sé fin dalla nascita e che riesce a contenere solo in parte, dall’altra c’è la morte che è proprio iscritta nel nostro essere per cui si dice che noi moriamo ogni giorno perché si svuota la clessidra della nostra vita sempre più velocemente. Il tempo passa in fretta e noi non possiamo fermarlo; la morte è inscritta dentro di noi, siamo come una clessidra che si svuota. Chi ci libererà dalla morte? Chi ci libererà dal peccato? Specialmente in Occidente è avvenuto un cambio di religione, una parte di umanità sedotta da satana, ha abiurato la fede e la Croce, fonti della salvezza vera che è quella di Gesù Cristo, morto e risorto e che con la sua grazia e il suo amore ci dà la forza di vincere il male che è dentro di noi. Attraverso il cammino della vita nel combattimento spirituale quotidiano noi riusciamo a diventare creature nuove; questa è la vera salvezza. Nel nostro tempo è avvenuto che questa salvezza è stata rifiutata da quelli che non l’hanno sperimentata perché richiede l’umiltà della fede, l’impegno nel combattimento spirituale. La nostra generazione è entrata nel dinamismo della presunzione e della superbia, ha elaborato un tipo di salvezza che dipende dalla scienza, dalla tecnica, dalla medicina. Nel Messaggio del 30 ottobre 1981 ha detto chiaramente: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore». Dio, la fede e la Croce sono stati sostituiti dal progresso. Abbiamo assistito al rifiuto della vera salvezza che viene soltanto da Dio perché la salvezza è proprio l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori, è la grazia dello Spirito Santo.

Non possiamo combattere il male dentro di noi da soli. Mancando l’umiltà per chiedere l’aiuto di Dio, vivendo in una società in cui la scienza e la tecnica sono state presentate come strumenti di vittoria per salvare la condizione umana, l’umanità non è in grado di risolvere il problema del male e della morte. Dal male e dalla morte può salvarci solo Dio. La scienza e la tecnica non possono nulla di fronte ai male che affliggono l’uomo. Negli ultimi decenni l’umanità ha rifiutato la fede e la Croce e c’è stato il dilagare dell’egoismo dei singoli e collettivo. La società del nostro tempo degrada vertiginosamente verso l’autodistruzione. Dominano l’odio e l’egoismo. Satana si prende gioco di noi.

L’essere umano e il mondo sono stati creati da Dio buoni, con la libera volontà di guardare verso Dio oppure voltargli le spalle decidendo in totale libertà. Dio ha creato degli esseri umani e degli angeli liberi di rapportarsi con Lui come figli o di voltargli le spalle entrando in competizione con Lui. Creando la prima coppia umana, Dio l’ha creata sana nel corpo e nello spirito; inoltre, li ha elevati in grazia, ha dato loro dei doni soprannaturali, la grazia di Dio risplendeva in loro, erano tempio di Dio. Allo stesso modo, anche gli angeli sono stati creati elevati in grazia nel primo istante; nel secondo istante hanno scelto davanti a Dio e una parte di essi ha seguito Lucifero che si è contrapposto a Dio per mettersi al suo posto. Gli angeli che si sono contrapposti a Dio sono diventati dei demoni.

L’uomo non è mai riuscito a scoprire da solo che cosa ha portato nel mondo il male e la morte; alcune religioni, addirittura, hanno ipotizzato un dio che ha creato il male e la morte. Dio stesso ci ha rivelato nelle Sacre Scritture qual è l’origine del male. La chiave che spiega l’origine del male consiste nel fatto che la prima coppia umana elevata in grazia, ma ancora nella dimensione del cammino terreno, ha dovuto affrontare la prova della fiducia, sono stati tentati dall’angelo ribelle sottoforma di serpente che, avendo la lingua biforcuta, è diventato simbolo dell’inganno. L’angelo ribelle ha insinuato ai progenitori che sarebbero stati come Dio e li ha spinti sulla via della ribellione e della mancanza di fiducia. La tentazione di satana di diventare come Dio è talmente forte che affascina l’uomo e lo spinge a perdere la fiducia in Dio e a sostituirsi a Lui. La prima coppia umana è caduta in questo inganno satanico e il male è entrato nel mondo, è entrata la morte perché hanno perso il dono dell’immortalità. Poi, è entrato il peccato perché, disobbedendo a Dio, hanno perso la sua amicizia, la sua grazia; sono rimasti intossicati interiormente dal veleno del serpente antico. Questa giustamente viene chiamata la catastrofe originaria che ha fatto sì che la prima coppia umana, splendente di grazia e di immortalità (ma non ancora entrata nella vita eterna), si pervertisse ascoltando il sibilo del serpente antico che li ha spinti a contendere a Dio il primato. Così è entrato il male nel mondo. Da allora il male nel mondo è diventato un fiume inarrestabile che ha travolto innumerevoli uomini che nascono col veleno del serpente antico dentro di loro. È una ferita profonda che non toglie all’uomo l’uso della libertà e dell’intelligenza, ma lo indebolisce. Ne deriva che l’uomo si smarrisce in innumerevoli errori e diventa debole e non riesce a dominare la spinta al male che ha dentro di sé.

Da allora tutti i bambini nascono con il peccato originale ed è per questo motivo che serve il Sacramento del Battesimo perché si viene ricostituiti in grazia di Dio. Solamente la Sacra Scrittura ci spiega che cos’è e da dove viene il male: è la negazione di Dio e di tutto ciò che è di Dio cioè la bontà, la bellezza, l’amore, la verità. Nella nostra società che in gran parte ha rifiutato la fede e la Croce noi vediamo i livelli di cattiveria a cui si arriva. Attraverso la Parola di Dio, allora, scopriamo qual è l’origine del male e che l’uomo nasce con le radici del male. Nel medesimo tempo, la Storia della Salvezza, ci spiega come Dio abbia lavorato per risanare l’uomo interiormente e lo ha fatto conducendoci, dandoci i Suoi Comandamenti. La Legge antica, pian piano, ha educato l’uomo, lo ha curato, lo ha elevato e lo ha preparato alla venuta del Salvatore.

La Regina della pace ha detto che abbiamo rifiutato la fede e la Croce e che abbiamo scelto per la morte. Questo significa che l’unica salvezza per l’essere umano nella morsa del peccato e della morte è la grazia di Dio, il suo amore diffuso nei nostri cuori attraverso i Sacramenti che sono quelle fonti di grazia che ci donano la potenza dello Spirito Santo e fanno di noi delle creature nuove nelle quali rimane la concupiscenza, ma con la grazia di Dio possiamo liberarci dal male, tenerlo lontano per mezzo del combattimento spirituale.

La grazia di Dio ci è donata in Cristo Gesù, il Verbo che si è fatto carne e che morendo sulla Croce ha espiato i peccati del mondo e ci ha ottenuto il perdono dei peccati e la vita nuova nella grazia. Questa è la risposta cristiana al problema del male ed è in questa dimensione che dobbiamo camminare verso la Pasqua. Il Cristianesimo è l’unica risposta adeguata al problema della morte e del male. Quello che ci rende infelici oggi è proprio il rifiuto dell’unica e vera salvezza che viene dalla Croce di Cristo Signore. Mancando la grazia che cambia il cuore degli uomini e li purifica, succede che il male prevarica in loro e quindi non dobbiamo meravigliarci se, man mano che è cresciuta la scristianizzazione, si è affermata la nuova ideologia modernista dell’uomo al posto di Dio che ha rotto tutti gli argini morali e sta portando il mondo all’autodistruzione. Il mondo sta sprofondando nell’abisso. Il rifiuto collettivo della salvezza è il dramma del nostro tempo. È per questo motivo che la Madonna usa espressioni forti come “l’umanità ha scelto per la morte”; l’umanità veramente ha scelto di rifiutare Cristo per correre dietro alle pseudo-ideologie di salvezza che affascinano. Il risultato è il fatto che nel mondo stanno dominando l’egoismo e l’odio, stiamo andando verso l’autodistruzione.

L’umanità di oggi è disarmata di fronte alle ideologie del nostro tempo che distruggono la salvezza cristiana dicendo che è un’illusione e proponendo altre forme di salvezza che vengono dall’uomo. Il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è morto sulla Croce in espiazione dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Con la sua morte Gesù ha vinto il nemico più grande dell’uomo che è la cattiveria. Abbiamo perso la comprensione del Cristianesimo come religione che salva, che purifica, che eleva. Con la grazia del Battesimo e dei Sacramenti veniamo rivestiti dell’immortalità, veniamo uniti a Cristo Risorto. L’approdo finale della speranza cristiana è la partecipazione alla Resurrezione di Cristo e quindi alla vita eterna. È già la felicità qui su questa Terra, sia pure nell’ambito del combattimento spirituale che durerà fino alla morte. Il Cristianesimo è l’unica salvezza.

È necessario un cammino di conversione che ci porta ad aggrapparci a Cristo e alla salvezza che viene da Lui. È su questa strada che dobbiamo camminare se vogliamo giungere alla vita eterna.

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🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 27/03/2026

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🔴LIVE🔴 SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Catechesi a cura di P. Livio – Puntata 1

San Giuseppe terror daemonum

25 Marzo 2026  – di Roberto de MatteiChiesa cattolica | CR 1943

Le guerre in corso in Ucraina e Medio Oriente sono parti di una guerra ben più ampia che papa Francesco, in ripetute occasioni, ha definito «guerra mondiale combattuta a pezzi». Questa formula, ripresa da molti giornalisti ed analisti internazionali, esprime l’idea che i conflitti contemporanei non costituiscono uno scontro tra potenze, delimitato nel tempo e nello spazio, ma “frammenti” sparsi nel mondo di un’unica guerra. Una guerra che è definita “ibrida”, perché è combattuta anche in tempo di pace, spesso con l’inganno, utilizzando tutte le armi offerte dalle nuove tecnologie. 

Eppure questa guerra che entra ogni giorno nelle nostre case, attraverso i social e i mass media, è il riflesso visibile di un’altra guerra, anch’essa planetaria, ma invisibile, iniziata con la creazione dell’universo e destinata a concludersi solo con la fine del mondo. Essa ha avuto origine nel peccato di Lucifero e degli angeli ribelli, compiuto di fronte a Dio all’alba del tempo. Nessuno può sottrarsi a questo conflitto, perché ogni uomo costituisce il campo di battaglia di uno scontro mortale, che prolunga sulla terra la lotta iniziata nel Cielo.

Una parte degli angeli decaduti, i demoni, fu precipitata all’inferno, ma Dio permise che un’altra parte rimanesse sulla terra per tentare l’uomo, cercando di condurlo alla dannazione eterna. I demoni, puri spiriti, dotati di intelligenza assai più perfetta di quella umana, impiegano tutte le loro capacità per allontanare l’uomo da Dio. Tuttavia, come spiega Tommaso d’Aquino, essi non possono agire senza il permesso divino, che consente la loro azione per mettere alla prova la fedeltà dell’uomo (Summa Theologiae, I, q. 114, a. 1).

L’azione dei demoni non si limita alle singole anime, ma si estende alle idee e alle istituzioni, per influenzare profondamente la società. Nella storia vi sono state epoche ordinate a Dio, come il Medioevo cristiano, e altre segnate da un rifiuto sistematico della sua legge, come avviene nella società contemporanea. Quando un’intera società si ribella a Dio, il rischio di perdere l’anima diventa altissimo e si rende necessaria una protezione celeste per contrastare l’azione del demonio.

E’ per questa ragione che nelle Litanie di San Giuseppe, approvate nel 1909 da san Pio X, appare l’invocazione «Sancte Ioseph… terror daemonum, ora pro nobis».

Pio IX, l’8 dicembre 1870, dichiarò san Giuseppe “Patrono della Chiesa cattolica” e Leone XIII, il 15 agosto 1889, gli dedicò l’enciclica Quamquam pluries. Di fronte ai mali che affliggevano la Chiesa e la società intera, «quando il potere delle tenebre sembra possa osare tutto a danno della cattolicità», afferma Leone XIII, oltre alla devozione alla Santissima Vergine Maria è necessaria quella a san Giuseppe. Infatti, il capo Sacra Famiglia, sposo della beatissima Vergine Maria e padre putativo del Figlio di Dio, per estensione dei suoi privilegi, «si deve reputare difensore e tutore della Chiesa, la quale è veramente la casa del Signore e il regno di Dio in terra».

Il legame di Giuseppe con Gesù e Maria è indissolubile. Non a caso, a Fatima, il 13 Ottobre 1917, mentre la folla assiste al miracolo del sole, i tre veggenti, Lucia, Giacinta e Francesco, videro la Sacra Famiglia con san Giuseppe e Gesù Bambino che benedicevano il mondo. Per questo Giovanni Paolo II, nell’enciclica Redemptoris Custos pubblicata il 15 agosto 1989, nel centenario della Quamquam Pluries, definisce san Giuseppe «minister salutis», in quanto cooperatore singolare al mistero dell’Incarnazione. Il Papa raccomanda anche la preghiera dedicata un secolo prima da Leone XIII al Beato Giuseppe, ricordandone le efficaci parole: «Allontana da noi, o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi…, assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre…; e come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità».  

Nella celebre omelia del 29 giugno 1972, Paolo VI parlò del “fumo di Satana” entrato da qualche fessura nel   tempio di Dio. Oggi questo “fumo” sembra avvolgere il mondo intero e san Paolo esorta i cristiani a combattere contro «i dominatori di questo mondo di tenebra» (Ef 6, 12).  Gesù Cristo, però, sconfigge ed umilia i padroni delle tenebre. Il suo solo Nome esercita una potenza assoluta sul mondo infernale: «In nomine Iesu omne genu flectatur… caelestium, terrestrium et infernorum» (Fil 2,10).  «Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi… nei cieli, sulla terra e negli inferi».Tutti coloro che hanno fede in me, dice ancora Gesù, «in mio nome scacceranno i demoni»; «In nomine meo daemonia eicient» (Mc 16,17), cioè, con l’aiuto della grazia di Dio saranno capaci di resistere alle insidie e alle tentazioni di Satana. Tuttavia, il ruolo di vincitrice delle potenze infernali spetta, dopo Cristo, in modo eminente alla sua divina Madre, Maria, alla quale la Scrittura attribuisce la vittoria sul demonio con le parole «Ipsa conteret caput tuum» ; «Lei stessa schiaccerà il tuo capo» (Gen 3,15).  Infatti, afferma Pio IX nella Costituzione Ineffabilis, con la quale definì l’Immacolata Concezione:«La gloriosissima Vergine fu la riparatrice dei suoi progenitori; la vivificatrice dei posteri; colei che l’Altissimo, da tutti i secoli, si era scelta e preparata; che fu da Dio preannunciata, quando disse al serpente: “Porrò inimicizia fra te e la donna”; che senza dubbio schiacciò il capo velenoso dello stesso serpente» (Costituzione apostolica Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 18754). Gesù Cristo, davanti al cui Nome tremano gli inferi, è il vincitore assoluto sul demonio, ma Dio, che comunica ai suoi santi, per partecipazione, ciò che è proprio di Cristo in modo perfetto, havoluto associare Maria a questa vittoria. Maria a sua volta non volle mai operare senza la stretta collaborazione del suo Sposo, al quale la Trinità aveva affidato la custodia di Lei e del Figlio. Pe questo san Giuseppe partecipa in modo misterioso, ma reale alla vittoria sul demonio, che è al centro dell’opera della Redenzione. La Chiesa gli ha giustamente attribuito il titolo di “terrore” dei demoni e con queste parole lo invochiamo, pregandolo di dissipare il caos infernale in cui è immerso il mondo e di sostenerci nell’ora delle ultime tentazioni al momento della morte

LETTURA CRISTINA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 27 Marzo 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

h. 9.00-10.00: CATECHESI PASQUALE

1. Il male: Qual è la sua origine?

h. 10.00 – 10.25: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO (1)

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Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

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