Mese: Marzo 2026 Pagina 21 di 34
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“L’Apparizione annuale a Mirijana di Medjugorje il 18 Marzo, è un indizio importante” – tratto dal libro di P. Livio “Tutti i Segreti si realizzeranno: la promessa della Madonna a Medjugorje “
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Il rosario quotidiano intero è un alimento straordinario della fede
Mi sono chiesto perché la Madonna a Medjugorje abbia chiesto la recita delle tre corone del Rosario, che allora non aveva ancora i misteri della luce inseriti da Giovanni Paolo II.
Non bastava una corona, come la Madonna aveva chiesto sia a Lourdes come a Fatima, per dare una pennellata mariana alla nostra giornata?
Recitando le quattro corone del Rosario ogni giorno, noi ci rendiamo conto di quale ricchezza spirituale sia per la nostra anima assetata di Dio.
Infatti, con la recita dei 20 misteri, dall’ Annunciazione alla Glorificazione della Madre di Dio, noi percorriamo l’intero cammino della Redenzione, in unione con Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Il rosario diviene così un pellegrinaggio nei misteri della Redenzione, da meditare e da assimilare col cuore, che riaccende la fede e la rende viva nella vita.
Pensiamo a quanti tempi vuoti abbiamo nella nostra giornata di 24 ore, che possiamo dedicare alla recita silenziosa del rosario, attingendo la luce, la forza e la grazia di cui trabocca ogni mistero.
In questo modo irroriamo la nostra anima con l’acqua della preghiera che la trasforma in un giardino di pace e di serenità.
Con la preghiera semplice del rosario quotidiano il Cielo scende nel nostro cuore e vi prende dimora con la presenza di Gesù e Maria, degli angeli e dei santi. Come conferma la Regina della pace, possiamo già godere un anticipo di paradiso qui sulla terra.
(11 marzo 2026)
di Guido Olimpio- Corriere della Sera – 11 Marzo 2026
Quello dell’Iran è un piano dichiarato. Il suo obiettivo è un conflitto d’attrito che riesca a spaventare la Casa Bianca, i mercati, l’elettorato. Le sue capacità si sono rivelate superiori alle
Sono due i messaggi che arrivano dal Golfo: l’Iran ha mantenuto le sue promesse belliche ed ha adattato il proprio dispositivo. Non sono sorprese ma le conferme di quanto era stato messo in conto. È questa la valutazione del momento di un conflitto che nessuno sa come possa concludersi.
Nelle settimane precedenti a Epic Fury, Teheran aveva spiegato quale sarebbe stata la sua risposta ad un eventuale assalto avversario. Attacchi alle basi americane nella regione. Ostacoli alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Ritorsione su più livelli (allusione a missioni coperte/eversive). Contraccolpi sull’economie. È ciò che avvenuto. Strano che trapelino commenti da Washington su una possibile sottovalutazione dei pericoli.
Inoltre, sempre gli iraniani, avevano insistito su un punto: Donald Trump non deve illudersi su uno scontro limitato dove, ad un certo momento, decide di uscirne dichiarando la vittoria – era la precisazione –. Questa volta la sfida sarà globale ed estesa. Un principio ribadito in queste ore su quando potrà finire l’incendio: ayatollah e pasdaran sostengono che l’ultima parola spetterà a loro.
È un piano dichiarato che punta ad un conflitto d’attrito, una guerra continua che deve spaventare la Casa Bianca, i mercati, l’elettorato. I guardiani non vincono, ma non perdono. Ma la sfida nasconde anche un bluff perché l’Iran sta subendo danni consistenti e non è che fosse in buone condizioni prima delle ostilità. Proteste nelle piazze, inflazione, crisi idrica e tutto il corredo negativo dovuto sia all’embargo che agli errori di chi ha governato ignorando le rivendicazioni sociali. Tuttavia, per ora, Teheran cerca di tenere testa coinvolgendo il maggior numero di Paesi possibile.
A questo servono droni e missili lanciati contro le monarchie sunnite, l’Azerbaigian, la Turchia, la più lontana Cipro.
La strategia di Teheran è il risultato di esperienze disseminate nel tempo. Ha di fatto due apparati militari distinti, con i Guardiani della Rivoluzione e le unità regolari. Dispone di un sistema di sicurezza che non para le infiltrazioni nemiche fino ai vertici ma è determinato nel reprimere contestazioni e minacce interne. Conta su una sua tradizione di resistenza nata da anni di prove complesse. Agisce in un teatro conosciuto ed ha avuto tempo per prepararsi. È abile nello sfruttare i passi falsi altrui.
L’arsenale missilistico e le falangi – a basso costo – dei droni kamikaze hanno consentito di portare avanti la battaglia. Lo scontro dei 12 giorni a giugno è servito per adeguare le tattiche. I Guardiani hanno cercato di impiegare al meglio – sempre nell’ottica di scatenare il caos tra i vicini – ciò che avevano. Hanno preso di mira aeroporti e raffinerie per incidere sul versante civile, con ripercussioni che vanno oltre i confini. Hanno tirato con precisione su installazioni importanti: almeno 17 i siti militari statunitensi centrati, dove sono stati messi fuori uso radar preziosi della rete antimissile e snodi per le comunicazioni. Un tentativo di ridurre o rallentare le possibilità di allerta.
Gli sciami di proiettili hanno costretto Usa, Israele e gli alleati a impiegare un alto numero di intercettori. Fonti citate dal New York Times hanno fornito alcuni dati: 100/250 THAAD (per alta quota), ossia tra il 20 e il 50 per cento delle scorte americane; 80 missili SM3; molte altre munizioni. Il Pentagono aveva accumulato rifornimenti, però in queste ore è stato costretto a trasferire con urgenza batterie e “colpi” dalla Corea del Sud.
In arrivo gli esperti ucraini, convocati per fornire il loro expertise nel fronteggiare una minaccia peraltro nota. Segnali che forse – come hanno sostenuto i media – le capacità iraniane si sono rivelate superiori alle previsioni. O che comunque ci sono sempre le variabili della battaglia e il peso di scelte politiche che condizionano i generali.
Proprio il Pentagono, nell’imminenza dell’assalto, aveva messo in guardia su ciò poteva accadere. Oltre alla ritorsione, il potere – da “buon regime” – ha pensato alla sopravvivenza della catena di comando affidandosi alla “dispersione” e alla maggiore autonomia concessa agli ufficiali.
Le contromisure non hanno impedito l’uccisione della Guida Alì Khamenei e di molti generali ma, sempre secondo le valutazioni americane e israeliane, non sono emerse fratture tali da far pensare a mutamenti drastici. L’idea degli ayatollah è sempre quella di ribadire che non c’è spazio per un cambio.
Per contro l’offensiva congiunta dell’IDF e del Pentagono ha debilitato ulteriormente l’industria militare, le fabbriche di missili, il network di caserme, gli impianti strategici e molti equipaggiamenti. Quasi 3 mila i pasdaran uccisi, ha scritto Haaretz citando fonti israeliane. Messa fuori uso la metà dei lanciatori, sigillati dai bombardamenti i bunker che ospitano i missili, distrutte decine di navi, migliaia i target raggiunti, inesistente l’aviazione, ridotta l’efficienza della contraerea che comunque ha abbattuto almeno undici droni d’attacco Reaper (costano) e diversi mezzi analoghi israeliani. Gli effetti degli strike, che hanno provocato la morte di centinaia di civili, potrebbero vedersi più avanti, con il trascorrere dei giorni. Anche perché l’Air Force ha mobilitato i bombardieri strategici B 52 e B 1, proprio per aumentare l’impatto.
C’è, infine, un fronte sospeso e riguarda un passaggio geografico fondamentale, quello del Mar Rosso. Gli Houthi, il movimento sciita yemenita alleato dell’Iran, possono riprendere le aggressioni contro le navi.
Per i commentatori forse è una carta di riserva tenuta nel caso l’Arabia Saudita decida di entrare in guerra. Oppure è una mossa da attuare nel quadro di una escalation fatta di passi successivi. Giustamente un osservatore, esaminando i rischi per Hormuz e altre rotte, ha indicato che non è necessario centrare sempre il bersaglio. Per perturbare il traffico e aumentare la spesa dei trasporti è sufficiente creare un’atmosfera di rischio con azioni saltuarie o rilasciando qualche mina.





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25. Perché Roma potrebbe essere il centro focale del tempo dei Segreti?
La Regina della pace non ha proibito di parlare dei Segreti. In un Messaggio alla veggente Mirjana del 28 febbraio 1987, la Madonna ha rimproverato molto gli abitanti di Medjugorje perché non meritavano di sapere di più sui Segreti: «Qui ci sono dei Segreti, figli miei. Non si sa di che si tratta, ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi. Ritornate alla preghiera. Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i Segreti, ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato, l’ultima volta, a qualche cosa per il Signore? Non voglio rimproverarvi ulteriormente». Attraverso Mirjana, la Gospa ha detto tante cose importanti sui Segreti e ha svelato i contorni degli eventi, pertanto le sue parole vanno esaminate. L’essenza della battaglia, nel capitolo XII dell’Apocalisse, vede come protagonisti la Donna vestita di Sole e dall’altra parte il serpente antico.
Ci sono diversi modi di riflettere sui Segreti, uno dei quali è il metodo teologico. Questo metodo lo sto adottando io che ho frequentato la Pontificia Università Gregoriana, la Cattolica e ho viaggiato per molti anni a Medjugorje. Pertanto, ritengo che svolgere una riflessione sui Segreti sia importante. Ci sono persone che hanno atteggiamenti infantili nei confronti dei Segreti, perché non hanno ancora capito che il vero combattimento nel tempo dei Segreti è quello della fede. Ciò che ci porterà alla salvezza sarà solo la nostra fede.
Rivelando i Segreti tre giorni prima, la Madonna dà la possibilità di salvarsi, se crediamo. Se non crediamo o dubitiamo, rischiamo di perire. Quello che sto compiendo adesso nello spiegare i Segreti, è un grande servizio. Le imperfezioni che commetto sono connesse anche alla difficoltà del tema, perché non dimentichiamo che per quanto possiamo conoscere quello che la Madonna ha detto, i Segreti ci sorprenderanno. I Segreti sono presenti anche nei discorsi sinottici dei Vangeli, che riguardano gli ultimi tempi, la battaglia finale e l’Apocalisse. Dio ha rivelato tutto questo nei Vangeli, negli Atti degli Apostoli, nelle Lettere degli Apostoli, nel Vecchio Testamento e i Messaggi della Regina della pace lo approfondiscono. Questo argomento è molto difficile, ma la verità nel momento in cui si scopre fa male.
Il fatto che i Segreti possano essere in parte in Italia è un’ipotesi che ha un certo fondamento. Ivan e Mirjana hanno detto che i Segreti riguardano soprattutto la Chiesa e l’apostasia. In una persecuzione ci sono coloro che per essere fedeli alla fede affrontano il martirio e ci sono coloro che tradiscono. Il tempo dei Segreti riguarda proprio questo e non è escluso che possa accadere in Italia, in particolare a Roma. La processione che viene falcidiata dai soldati con il mitra, che colpisce il Papa, può avvenire a Roma. Sono valutazioni che bisogna considerare. D’altra parte, è a Roma che sono stati uccisi Pietro e Paolo e dove è stato ferito San Giovani Paolo II.
La Chiesa è il tema fondamentale nel tempo dei Segreti. La processione della Chiesa sul colle del sacrificio nel terzo Segreto di Fatima ha la sua collocazione naturale a Roma. Ci sarà lo sterminio e il sangue raccolto dagli angeli nelle anfore che viene versato sulle anime perché si salvino in Dio. Lo sterminio viene operato da soldati in divisa, ciò significa l’appartenenza a uno Stato. Questi soldati colpiscono il Papa con degli spari e delle frecce. Gli spari indicano la prepotenza del potere, ma non come un atto terroristico; le frecce sono un’espressione biblica che indica la lingua biforcuta del serpente. Questo è il potere umano assoluto, prepotente e bugiardo che uccide tutti i dignitari della Chiesa fino all’uccisione del Papa.
L’esercito occupante, dopo aver ucciso il Papa, ne metterà uno falso al suo posto. Questo è un modo di pensare degli Stati e dei loro apparati. Il falso papa deve essere della religione dello Stato occupante, deve avere le sue ideologie. Chi non abiura la sua fede subisce il martirio. Chi la abiura rischia di perdere la salvezza dell’anima. La Chiesa è andata avanti per i primi quattro secoli in questo modo e quasi tutti i Papi sono morti martiri.
Per ipotizzare che gli occupanti, dopo aver ucciso il Papa, ne mettano uno falso, ho bisogno di una motivazione seria ed è la seguente: in questa situazione si avvera la profezia de La Salette che dice “Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo”. Il nuovo “papa” messo dalla potenza che ha invaso l’Italia, Roma e ha ucciso il Papa vero, è stato messo dall’anticristo. Una profezia de La Salette che si trova nei documenti negli archivi vaticani. L’anticristo è la prima bestia dell’Apocalisse, ovvero il potere umano assoluto, l’alter ego del Papa. La profezia viene rivelata in poche parole, ma la realtà è molto più variegata.
Ricapitolando: come hanno detto i veggenti, la Chiesa è il tema dominante dei Segreti; la processione della Chiesa sul colle del sacrificio nel terzo Segreto di Fatima ha la sua collocazione naturale a Roma; lo sterminio viene operato dai soldati in divisa che significano uno Stato; gli “spari” indicano la prepotenza del potere e le “frecce” indicando la lingua biforcuta; i soldati dell’esercito dello Stato occupante, dopo aver ucciso il Papa, ne metteranno uno falso al suo posto; per quanto riguarda gli abitanti di tutto il territorio occupato, chi non abiura alla sua fede cattolica dovrà subire il martirio e chi la abiura rischia di perdere l’anima. In questa situazione si avvera la profezia de La Salette: “Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo”.
Tutto questo potrebbe essere parte dei Segreti dal quarto decimo, ma siccome la Madonna ha detto che i Segreti vengono rivelati tre giorni prima, il piano di satana – di uccidere il Papa – rivelato a Medjugorje tre giorni prima, potrebbe fallire e non realizzarsi. È qui la grandezza salvifica dei Segreti di Medjugorje. Una profezia che vede l’uccisione del Papa da parte dell’anticristo che non si realizza perché la Madonna la rivela tre giorni prima. Tutti questi punti fondamentali sono da tenere presenti e sono importanti per guardare al futuro con spirito di speranza, ma anche con determinazione e con la certezza della vittoria che verrà dalla saldezza della fede nella preghiera.
L’uomo può fare solamente delle ipotesi su quello che accadrà in futuro, si tratta solamente di ipotesi difatti spesso sbaglia e viene sorpreso dalla realtà. Noi non conosciamo il futuro, possiamo determinarlo orientandoci da una parte o dall’altra ma non conosciamo il risultato finale. Collocandoci nell’ambito delle apparizioni mariane possiamo provare a capire dalle parole della Madonna quello che sta accadendo. La Madonna non fa geopolitica ma teologia della Storia. La Madonna conosce il futuro, satana non conosce il futuro.
La Madonna conosce il futuro e lo orienta verso il compimento della volontà di Dio e, per quanto riguarda il nostro caso particolare, lo orienta verso il trionfo del Suo Cuore Immacolato. Abbiamo allora questa marcia in più, oltre all’analisi geopolitica che si fa attraverso l’informazione e la riflessione; attraverso i Messaggi della Regina della pace possiamo avere le prospettive verso le quali guardare. Magari non conosciamo i particolari, ma conosciamo la strada da percorrere.
C’è una novità nel mondo e cioè con l’avvento del nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nella geopolitica internazionale la situazione è cambiata perché si è spostato più vicino alla Russia come già era avvenuto nel primo mandato. Potrebbe trattarsi di una tattica politica in funzione anti-Cina, non c’è dubbio che un dato ormai acquisito è che si tratta di una messa in questione della Nato, una messa in questione dell’alleanza occidentale e quindi dei rapporti con l’Europa. Va detto con molta schiettezza che l’Amministrazione americana attuale, cioè quella repubblicana, non ha una visione molto positiva dell’Europa. Questo lo si evince da molti particolari.
Sia la Russia sia l’Amministrazione Trump preferiscono un’Europa divisa perché l’Europa unita rappresenta una realtà notevole da un punto di vista demografico, politico, della ricchezza e della tecnologia. In sostanza, non vogliono che l’Europa diventi una protagonista mondiale. A mio parere, questo è un fatto molto importante.
L’Europa che finora si era rifugiata nella Nato e nella protezione militare degli Stati Uniti, è chiaro che d’ora in poi dovrà badare ai fatti suoi, non può dividersi in staterelli, deve avere una politica estera unita e una difesa unita. L’Europa deve programmare la sua sopravvivenza in mezzo a queste due realtà. La Cina è lontana e, tutto sommato, commercia volentieri con l’Europa; i veri competitori sono la Russia e la politica estera di Trump e, in generale, degli Stati Uniti che hanno fatto molta fatica a intervenire nella Seconda Guerra Mondiale.
In questo momento possiamo dire che l’Europa è in una situazione di debolezza, mentre le tre potenze che competono per il primato del mondo sono la Cina, la Russia e gli Stati Uniti. Gli aspiranti del mondo sono tre. Nel mondo di oggi è in atto una partita a scacchi come era nel triennio 1938/1940 quando si giocava a scacchi in modo spregiudicato, basti pensare alle mosse di Stain e Hitler insieme per spartirsi la Polonia. Difatti la Madonna aveva detto a Fatima che avrebbe preannunciato la guerra con un segno nel Cielo e si manifestò una straordinaria aurora boreale proprio nel 1938, anno in cui Stalin e Hitler si spartirono la Polonia. Cosa succederà a noi interessa certamente ma dovremo fare delle scelte. Probabilmente una prossima Guerra Mondiale avrà due versanti quello della Russia che invade l’Europa e quello fra gli Stati Uniti e la Cina. Ovviamente per noi l’orizzonte da scrutare è quello che riguarda l’Europa.
In questo panorama mondiale l’Europa è in una posizione marginale e dovrà pensare a se stessa, dovrà iniziare ad attuale quegli strumenti di autodifesa a tutti i livelli. Dovrà rafforzare la sua unità politica, la sua indipendenza e dovrà certamente cercare di tenere i legami con gli Stati Uniti per quanto possibile. All’Europa non conviene isolarsi. Da questo panorama ci sono due filoni, il più importante non è quello del confronto fra le due superpotenze vere che sono gli Stati Uniti e la Cina sotto il profilo militare, tecnologico, economico e finanziario. La Russia è solamente una potenza dal punto di vista nucleare e territoriale ma non è in grado di competere né con gli Stati Uniti né con la Cina.
In questo panorama diciamo che anche l’attuale situazione in Medio Oriente è gravissima, ci interessa molto ma – a mio parere – non è così importante come l’invasione della Russia nei confronti dell’Ucraina. È un po’ al di fuori di quel panorama che la Madonna ci descrive nelle parole che ha detto a Fatima e a Medjugorje. L’occhio di Maria è puntato sulla Russia e sull’Europa. Anche il fatto che la Madonna abbia scelto Medjugorje, a metà strada fra i popoli slavi e quelli occidentali, sta a indicare che i punti più sensibili non sono il confronto fra Stati Uniti e Cina, ma fra Russia ed Europa. Questo è il punto che ci interessa di più dal punto di vista della Teologia della Storia. Nel piano di salvezza di Maria da Fatima a Medjugorje la protagonista dall’inizio alla fine è la Russia. Nella profezia della Storia di Maria, che va da Fatima a Medjugorje, la protagonista è sempre la Russia e anche il trionfo del Suo Cuore Immacolato coincide con la conversione della Russia alla Chiesa Cattolica.
Per quanto sia importante questa guerra in Medio Oriente, non rientra direttamente nel piano della Madonna, a mio avviso. Il 7 ottobre 2023 c’è stato l’assalto di Hamas che ha dato inizio praticamente a questa guerra con l’intento di distruggere Israele; la Madonna ha dato un Messaggio tremendo proprio il 25 ottobre 2023: «Cari figli! I venti del male, dell’odio e dell’inquietudine soffiano sulla terra per distruggere le vite. Perciò l’Altissimo mi ha inviato a voi per guidarvi verso la via della pace e della comunione con Dio e con gli uomini. Voi, figlioli, siete le mie mani estese: pregate, digiunate e offrite sacrifici per la pace, tesoro al quale anela ogni cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Certamente la guerra in Medio Oriente non deve essere sottovalutata, è pericolosissima perché vede un confronto fra Stati Uniti e Cina. A mio avviso il confronto fra Stati Uniti e Cina è già iniziato perché le mosse degli Stati Uniti prima in Venezuela e poi in Iran sono prodromi della guerra fra Stati Uniti e Cina perché Venezuela e Iran sono due grandi fornitori di petrolio alla Cina. Questa mossa degli Stati Uniti è volta a indebolire la Cina sul piano dell’approvvigionamento del petrolio, è una mossa prebellica. Possiamo dire che il confronto fra Cina e Stati Uniti è già incominciato; come, d’altra parte, la Seconda Guerra Mondiale era iniziata già nel 1938.
Questo aspetto del Medio Oriente è importante nell’ottica di una situazione mondiale ma, a mio avviso, è meno importante per quanto riguarda i Segreti di Medjugorje. Ciò che è veramente importante, secondo me, è quello che potrebbe succedere in Europa con un eventuale invasione della Russia. In Medio Oriente gli Stati Uniti stanno preparando le loro piattaforme per un eventuale confronto con la Cina. Era necessario “sloggiare” la Cina dal Venezuela, ma ancora più importante è necessario (secondo gli Stati Uniti) sloggiare la Cina dall’Iran per avere via libera fino al mare cinese. Questo spiega perché Trump ha attaccato l’Iran e perché è in atto un riassetto di tutto il Medio Oriente per preparare una piattaforma qualora ci fosse un confronto con la Cina.
Il Santo Padre Papa Leone XVI ha detto che questa situazione potrebbe degenerare in un abisso dal quale potrebbe essere difficile uscire e personalmente sono d’accordo. L’Iran è un Paese grande e molto popoloso, potrebbe venire fuori un focolaio che non si spegne più e va avanti chissà per quanto tempo. Certamente la situazione non deve essere sottovalutata, ma è meno importante per noi rispetto all’altra che è iniziata nel febbraio 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. In quell’occasione la Madonna ha dato un Messaggio tremendo: «Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra. Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 febbraio 2022).
Nel piano di Maria da Fatima a Medjugorje l’occhio è sulla Russia perchè la Russia post-comunista ha elaborato l’idea dell’impero russo-ortodosso. Non si tratta dell’appoggio della Chiesa ortodossa come avvenne nella Prima Guerra Mondiale che servì a respingere Hitler; qui c’è una specie di elaborazione di un nuovo impero russo perché si basa sull’etnia russa, ortodosso perché si basa sulla Chiesa ortodossa. L’impero russo-ortodosso, i cui autori sono Putin e il Patriarca Kirill, è una riedizione del Sacro Romano Impero.
Insieme al sogno dell’Impero territoriale, la Russia sta portando avanti il sogno del primato religioso. Il Patriarca di Costantinopoli non era il Papa, che era a Roma. I russi hanno rivendicato per sé anche il Papato, per cui nell’espressione della tradizione russa quando si parla di “terza Roma” significa che Mosca è l’erede dell’Impero e del Papato che rivendicano per sé. È bene tenere questo progetto sempre fresco nella memoria anche perché l’attentato a San Giovanni Paolo II, come tutti sanno, è stato elaborato dal KGB e voluto da chi era al governo in Russia allora.
Queste cose è bene ribadirle perché verranno sempre più a galla man mano che si va avanti. Caduto il comunismo, sembrava che la Russia sarebbe diventata un Paese occidentale tant’è vero che è entrata anch’essa nel G7 (che è diventato così il G8). Sembrava avviata verso un’integrazione dell’Europa quando Putin è andato al potere e invece ha ripreso la vecchia idea imperiale del primato del popolo russo nel mondo. Kirill e Putin hanno elaborato insieme questo progetto dell’impero russo-ortodosso. Nei programmi attuali di questa diarchia al potere c’è l’occupazione di tutta l’Europa.
C’è un bellissimo articolo di uno studioso francese, il professor Dimitri Minic, che dice che la Russia post-comunista ha elaborato l’idea dell’impero russo-ortodosso. In questa idea vediamo il ruolo supponente e minaccioso dell’ortodossia russa. L’ortodossia russa, pur negando il primato del Papa, conservava il deposito della fede molto più dei protestanti; ultimamente, però, si è molto allontanata dalle altre Chiese ortodosse perché Kirill rivendica a sé il primato assoluto nel mondo cristiano. Di fatto, il Consiglio Ecumenico delle Chiese recentemente si è radunato e ha messo in luce tutte le eresie dette dall’ortodossia moscovita come quella che i soldati russi meritano il Paradiso solo per il fatto di essersi arruolati in guerra. Cose di questo genere indicano lo smarrimento totale del Vangelo quando lo si mette al servizio di un messianismo che arriva al punto di giustificare l’uso della bomba atomica come ha fatto Kirill stesso.
C’è un ruolo supponente e minaccioso dell’ortodossia russa nei confronti delle altre Chiese, nel medesimo tempo c’è uno scivolamento verso un messianismo terreno, militare; la seconda bestia del capitolo XIII dell’Apocalisse va in aiuto della prima bestia: il potere umano assoluto di Putin ha l’appoggio dell’ortodossia russa per diventare il padrone del mondo. Forse il fatto di avere più bombe atomiche rispetto agli altri li rafforza nella loro convinzione. La Chiesa russa del passato ha indubbiamente una ricchezza che ci ha anche nutrito, pensiamo alla Filocalia, una raccolta di testi tradizionali sulla preghiera ortodossa o ai Racconti di un pellegrino russo. Siamo di fronte, oggi, a delle banalità incredibili come la sacralizzazione della guerra e l’uso del Vangelo a supporto dell’impero.
Per quanto possa essere importante e possa meritare tutta l’attenzione e l’impegno l’attuale incendio che è scoppiato in Medio Oriente, non dobbiamo dimenticare che il bandolo della Storia dal punto di vista teologico passa per l’Europa, è nella traiettoria Mosca-Roma. Mosca rivendica di essere Roma, è questo il filo rosso da seguire. Il resto, agli occhi di Dio, ha un’importanza minore per quanto possa essere importante. Non c’è nulla di più importante del piano di Dio per la salvezza del mondo che è la Chiesa fondata sulla roccia di Pietro e che è messa in discussione dalla Chiesa ortodossa che la rivendica per sé. Questo è quello che potrebbe accadere ed è il motivo per cui la Madonna è qui da così tanto tempo.
La Madonna è qui per ribadire il non Praevalebunt! La Madonna è qui per impedire che le porte dell’inferno prevalgano. Tant’è vero che quando è stata invasa l’Ucraina la Regina della pace ha detto: «aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga». Dobbiamo prendere sul serio le parole della Madonna, non offuschiamole con la nostra passione politica di persone accecate. L’attacco della Russia all’Europa è già iniziato quattro anni fa, tant’è che gli ideologi russi hanno detto che l’Ucraina è solo il primo boccone.
L’Europa non ha i mezzi militari per difendersi, non ha quasi niente. Non ha neanche la forza morale per difendersi, nemmeno i giovani che si arruolano. Su questa realtà dobbiamo aprire gli occhi. Abbiamo delegato la nostra difesa agli Stati Uniti e adesso non siamo più in grado di difenderci. Noi italiani abbiamo il dovere grandissimo di sostenere che la nostra capitale è la Sede di Pietro. Non dimentichiamo questa responsabilità.
A sostegno delle mie tesi, basate sulla lettura e l’approfondimento di articoli di giornale oltre che ovviamente sulle parole della Madonna, c’è un articolo di Dimitri Minic, grande espero di geopolitica. L’articolo è stato pubblicato dal Corriere della Sera il 7 marzo, a firma di Paolo Lepri.
Le speranze di Putin e l’incognita Trump
Il presidente americano non è riuscito a imporre un accordo perché ha sottovalutato la resilienza dell’Ucraina, l’unità dell’Europa e le intenzioni di Mosca, che guarda concretamente a uno scenario in cui Kiev potrebbe essere abbandonato dagli Stati Uniti. Trump e la guerra in Ucraina. Ecco la madre di tutte le incognite, a poco più di quattro anni dall’avvio dell’«operazione militare speciale», ora che si è aperto un nuovo, sconvolgente conflitto e che il presidente americano, come è accaduto due giorni fa, torna ad accusare Volodymyr Zelensky di essere «un ostacolo» per la pace. Tra chi cerca la soluzione di questo enigma c’è il direttore dell’Osservatorio sulla Russia dell’Istituto francese di relazioni internazionali, Dimitri Minic, autore del saggio Pensée et culture stratégiques russe.
A suo giudizio «The Donald» non è riuscito a imporre un accordo perché ha sottovalutato la resilienza dell’Ucraina, l’unità dell’Europa e le intenzioni di Mosca, che guarda concretamente a uno scenario in cui Kiev potrebbe essere abbandonato dagli Stati Uniti. Vedremo. Il pericolo è che il tempo giochi proprio a favore della Russia nonostante che la situazione sul terreno risulti meno negativa del previsto e che il Cremlino, osserva Minic in una intervista a Le Monde, sia forse destinato a pagare il prezzo di essersi rivelato «incapace di difendere i suoi partner nel mondo, come il Venezuela, la Siria e l’Iran».
Le premesse di quanto sta avvenendo vanno cercate nella strategia di sicurezza nazionale pubblicata a Mosca nel 2021. Uno dei suoi punti-chiave, in un mondo ritenuto «ostile», è la convinzione — continua il trentaduenne studioso francese — che l’Occidente sia «ontologicamente debole», cosa che permette di sperare nella possibilità di «modificare» lo status quo. La politica estera di Vladimir Putin ha così nell’Europa il suo nemico principale. Lo crede anche l’autore di Pensée et culture stratégiques russe, secondo cui Mosca è già in guerra contro il nostro continente usando «mezzi indiretti, militari o no». «Le azioni di sovversione russa si sono intensificate dal 2022.
Non bisogna interpretare la guerra contro l’Ucraina — prosegue — esclusivamente come una guerra imperiale. La Russia auspica l’implosione della Nato e dell’Unione europea e vuole estendere la propria influenza politico-militare in Europa. Pensa di riuscirci trasformando gli Stati occidentali dall’interno». Alcuni spettatori di questa partita, aggiungiamo, hanno una benda davanti agli occhi.
Mosca è già in guerra contro il nostro continente. La Russia vuole conquistare l’Europa inizialmente dall’interno, con la disinformatia. L’obbiettivo successivo è l’invasione militare. L’obbiettivo finale è di imporre l’ideologia russo-ortodossa. A Fatima, dopo aver dato i tre Segreti, la Madonna ha detto che solo il Portogallo conserverà il dogma della fede. Solo il Portogallo resterà cattolico, significa che gli altri Paesi conquistati dalla Russia saranno obbligati ad aderire alla nuova religione russo-ortodossa. È difficile dare una spiegazione a questa affermazione della Madonna. Significa che gli occupanti imporranno la religione ortodossa a tutti e imporranno anche il loro Papa uccidendo quello vero.
Tutto questo avviene nel tempo dei Segreti di Medjugorje quando ci sarà la grande persecuzione ai cattolici che non vogliono aderire alla religione imposta dalla Russia. I Segreti dal quarto al decimo accadranno quando l’occupazione sarà ormai avanzata e dovremo tutti abbracciare la nuova religione del nuovo impero. Vedremo realizzarsi i Segreti di Fatima dove la Chiesa viene sterminata e il Papa ucciso.
Lo scenario dei dieci Segreti di Medjugorje è il tempo dell’occupazione russa dell’Europa ed è in questo tempo che – preannunciando tre giorni prima tutte le malefatte degli occupanti – crollerà il supporto al nuovo aspirante padrone del mondo. Vedremo la Regina della pace in soccorso del Papa e della Chiesa; vedremo il crollo dell’impero russo ortodosso; vedremo la conversione della Russia al cattolicesimo. Prepariamoci per sventare tutto questo, soprattutto con la nostra fede cattolica e con la nostra fede nel Papa vero, eletto dai Cardinali a Roma.
( Padre Livio)
