“Brillare di santità come i fiori di primavera” (25 febbraio 2026)
Nelle realtà spirituali c’è un intimo rapporta fra santità e bellezza e la Madonna ce lo fa comprendere modo particolare nei messaggi di inizio primavera, quando indica nello splendore dei fiori un segno della bellezza che deve avvolgere la nostra anima.
Creando la nostra anima a sua immagine e somiglianza, Dio vi sparge il suo splendore, che purtroppo la macchia oscura del peccato offusca e cancella.
Quando il tarlo del male si impadronisce dell’anima, tutta la persona ne viene compromessa, soprattutto nel volto che perde la sua luce e negli occhi che diventano fessure inquietanti.
Il peccato è la malattia mortale dell’anima, che deturpa l’intera persona, facendone un’immagine del falsario, in tutto ciò che è e in tutto ciò che fa.
Invano ricorri alle arti più raffinate del restauro, per riprodurre una bellezza che non c’è, perché si è andata guastando sotto le tossine corrosive e implacabili dei vizi e delle vanità.
L’unico rimedio alla bruttezza del peccato è la grazia della conversione, che ti lava e purifica nelle profondità di te stesso e ti riveste dello splendore e della santità di Dio.
La Madonna desidera che le nostre anime brillino di santità come i fiori di primavera, che si son fatti largo fra la neve del gelido inverno e hanno aperto i petali al calore generoso del sole.
«Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris» («Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai»). Con queste parole,pronunciate dal sacerdote che impone le ceneri sul capo dei fedeli, il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima nel rito romano.
L’origine di questa formula liturgica risale al primo capitolo della Genesi, quando il Signore, dopo il peccato di Adamo, gli disse: «Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!» (Gen 3, 19).
Tutti i Padri della Chiesa commentano questo passo biblico, ricordando che l’effetto della caduta di Adamo ha reso corrotta e mortale la natura umana, e questa corruzione è stata trasmessa all’umanità proprio perché Adamo, divenuto mortale, ha generato figli mortali. Sant’Agostino dice: «La morte del corpo, che avviene quando l’anima abbandona il corpo, non sarebbe toccata all’uomo se non avesse peccato. Infatti fu detto: Terra sei e alla terra andrai» (De Genesi ad litteram VI, 25, 36).
L’uomo nato dalla terra, a causa della ribellione, ritorna ad essa. Il testo della Genesi contiene un’esortazione all’umiltà, ricordando che l’uomo non è autore di sé stesso, ed esprime un richiamo a non attaccarsi alle cose materiali, perché la parola “polvere” indica la transitorietà di ogni cosa terrena. Sant’Ambrogio da Milano così commenta il versetto della Genesi:«Riconosci, o uomo, la tua natura; non si insuperbisca la tua carne. Dalla terra sei e alla terra ritorni» (De Paradiso, XI, 51). L’umiltà nasce dal riconoscimento della propria origine: l’uomo non si è dato l’essere da sé, dipende in tutto e per tutto da Dio.
Lo stesso richiamo alla verità della condizione umana risuona nei grandi maestri della spiritualità medievale. San Bernardo di Chiaravalle, con la sua forza ascetica, pone all’uomo tre domande che smascherano ogni superbia:«Quid fuisti? Quid es? Quid eris?» («Chi fosti?, chi sei?, Chi sarai?»). La risposta è sempre una sola: pulvis. La polvere non è soltanto il destino biologico del corpo, ma il segno della radicale dipendenza creaturale. L’uomo non è il prodotto di una trasformazione spontanea della materia, ma è stato tratto dal limo della terra per un atto diretto di Dio. E proprio perché creato immediatamente da Dio, il suo ritorno alla polvere è presentato dalla Scrittura come conseguenza della colpa, non come fase naturale di un processo evolutivo. La sentenza «Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris»possiede una densità teologica che va ben oltre il semplice richiamo morale alla caducità della vita. Essa racchiude una visione dell’origine dell’uomo, antitetica a quella evoluzionista.
Nei versetti precedenti, la Sacra Scrittura ha descritto in questi termini la creazione dell’uomo: «Allora il Signore Iddio formò l’uomo con polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e con ciò l’uomo divenne un’anima vivente» (Gen 2, 7). Il testo è estremamente chiaro: l’uomo, fatto di anima e di corpo, non proviene dagli ominidi, dalle scimmie o da altre forme inferiori di animali, ma è stato tratto direttamente da Dio dal limo della terra. A questo testo fa riscontro la condanna dopo il peccato: sei polvere e polvere ritornerai. Il corpo della prima donna fu formato direttamente da Dio, traendolo dalla costola di Adamo (Gen 2, 21-24) e, anche in questo caso non c’è possibilità di adattare le parole della Scrittura alla narrazione evoluzionista.
Il cardinale Ernesto Ruffini, in un suo studio dedicato a La teoria dell’Evoluzione secondo la scienza e la fede (Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 2023), riporta un gran numero di citazioni che confermano il consenso unanime dei Padri su questo punto: da sant’Ireneo a san Cirillo di Gerusalemme, da san Gregorio Nisseno a san Giovanni Crisostomo, da san Girolamo a sant’Agostino. Secondo quest’ultimo, «Adamo è stato formato dal limo in perfetta virilità», ovvero come uomo fatto e non allo stato embrionale (De Genesi ad litteram 6, 18, 29). San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae (I, q. 91), spiega la convenienza teologica della formazione dell’uomo dal limo della terra, sottolineando che tale atto manifesta insieme l’umiltà della materia e la nobiltà della forma spirituale infusa da Dio. E il suo maestro sant’Alberto Magno, propostosi il quesito «se da altri che da Dio potesse essere formato il corpo dell’uomo», risponde: «Si deve dire che il corpo del primo uomo, secondo i detti dei Santi e secondo la Fede cattolica, né conveniva, né poteva essere fatto che da Dio stesso» (Summa Theologiae, II, Tract. XIII, q. 85).
L’unità di questa tradizione patristica e scolastica è espressa dal Magistero costante della Chiesa circa l’origine immediata del corpo del primo uomo. Il decreto della Pontificia Commissione Biblica del 30 giugno 1909 ha ribadito il carattere storico sostanziale dei primi capitoli della Genesi, escludendo che possano essere ridotti a un mito puramente simbolico.
Gli evoluzionisti negano la rivelazione scritturale di Adamo ed Eva come unici progenitori dell’umanità, accettando il poligenismo evoluzionista, che postula la contemporanea apparizione di uomini, in varie parti della terra, come risultato di una lunga trasformazione biologica a partire da specie inferiori. La dottrina della Chiesa insegna invece che il corpo di Adamo non venne al mondo da una forma corporea preesistente, ma fu creato direttamente da Dio a partire da un pugno di terra e che Adamo ed Eva furono la prima e unica coppia, da cui discese tutto il genere umano. Con la negazione della storicità di Adamo ed Eva, ridotti a metafora collettiva, cade il peccato originale, e con questo la necessità dell’Incarnazione di Cristo, Redentore dell’umanità.
La polvere della Genesi non è il residuo di un’evoluzione animale, bensì la materia inerte plasmata direttamente dal Creatore. Per questo, la teoria dell’evoluzione è contraria alla fede cattolica. Ed è per questo che le parole della Quaresima, “Ricordati, uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai”, possono essere considerate un manifesto anti-evoluzionista, che ci invita a meditare sull’origine e il destino dell’uomo.
Messaggio della Regina della pace – 25 febbraio 2026
«Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Con approvazione ecclesiastica)
Quasi sempre, la Madonna, centra i Messaggi di febbraio e di marzo sul cammino quaresimale. Quasi sempre evoca anche l’esempio della natura, dove dalla morte invernale si passa alla vita della primavera e lo ha fatto anche in questo Messaggio. La Madonna ha dato un Messaggio bellissimo e nel medesimo tempo impegnativo. Il mondo in cui viviamo non si è nemmeno reso conto che siamo in Quaresima, nessuno ne parla perché probabilmente è un tema che non desta interesse.
La prima preoccupazione della Regina della pace è che si preparino al cammino quaresimale almeno quelli che hanno risposto alla chiamata della fede, quelli che credono in Gesù Cristo, quelli che hanno letto i brani del Vangelo in cui Gesù passò quaranta giorni e quaranta notti in preghiera nel deserto in lotta contro satana. La Madonna ci indica i passi da fare in questo cammino.
La Regina della pace ci richiama ancora una volta al tempo di grazia che stiamo vivendo. È il tempo della presenza di Maria che è stata inviata da Suo Figlio per rafforzare la Chiesa nel tempo della prova, per preparare l’umanità alla grande battaglia del tempo dei Segreti. In questo tempo di grazia dobbiamo attendere alla nostra conversione personale.
Il primo passo da fare per impostare bene il cammino quaresimale è offrire le nostre vite a Dio, la Madonna lo dice proprio in apertura del Messaggio. Questa affermazione è molto controcorrente rispetto al mondo e riprende un’espressione del Messaggio del mese precedente: «siate diversi dagli altri» proprio perché siamo nel mondo ma non del mondo. Nel mondo nel quale viviamo, dove l’uomo si è messo al posto di Dio e lo ha rimosso, negato, odiato e bestemmiato, la Madonna ci invita a una scelta controcorrente.
La Regina della pace non solo ci invita a orientarci a Dio, ma a deciderci per Dio, a offrire la nostra vita a Dio. Offrire la vita a Dio vuol dire metterla a suo servizio, dire a Gesù, nostro Signore e nostro Dio: Signore, la vita è un dono tuo, io la vivo per te, per il tuo progetto, per il tuo Regno, per la tua opera meravigliosa della Creazione, della Redenzione, della salvezza delle anime. Questa è la prima cosa che la Madonna ci chiede e cioè fare entrare Dio nella nostra vita, fare di Dio il Sole della nostra vita, fare di Dio Colui che è il fine della nostra vita, la gioia della nostra vita, il nostro amore, la ragione stessa del nostro vivere e del nostro operare.
Dobbiamo anche chiederci qual è il posto di Dio nella nostra vita. Quanto ci sta a cuore Dio nella nostra vita, che cosa facciamo per Dio nella nostra vita. Forse ci ricordiamo di Dio solamente quando ci fa comodo, quando dobbiamo chiedere qualcosa. Raramente ci poniamo la possibilità di essere noi quelli che aiutano Dio, quelli che lavorano per Dio come ci ricorda la Parabola dei vignaioli. Decidiamoci per Dio, mettiamolo al centro della nostra vita. Mettiamo la nostra vita al servizio di Dio.
È bellissimo l’invito che la Madonna ci fa di offrire le nostre vite a Dio; anche durante la Santa Messa dovremmo offrirci con Cristo al Padre in sacrificio d’amore per la salvezza del mondo. Così, la grazia dello Spirito Santo che ci illumina, in questo tempo di Quaresima ci guida a vivere il traguardo della Resurrezione morendo al peccato e risorgendo a vita nuova. Nel cammino quaresimale facciamoci accompagnare dalla grazia dello Spirito Santo verso la Pasqua di Resurrezione, attraverso un’accelerazione del nostro cammino di conversione personale che nessuno può fare la posto nostro. Non si può delegare a nessuno la grazia della conversione personale.
La Madonna mette l’aggettivo “personale” vicino alla parola “conversione” proprio perché ciascuno di noi è responsabile della propria anima e può portarla alla beatitudine eterna o trascinarla nella perdizione eterna. È il compito della nostra vita. Questi sono i fondamentali della vita cristiana: Dio al primo posto, orientare la vita verso Dio, tendere a Dio con tutto il cuore, rinnovarci interiormente e dal profondo della nostra miseria, sulle parole del Salmo 130, dal profondo gridare al Signore perché ascolti la nostra voce.
La Regina della pace dice che Dio ci è vicino ed esaudisce le nostre preghiere; questa espressione, a mio parare, la rivolgerei soprattutto a chi è lontano, a chi vive nel peccato, a chi è prigioniero del male, a chi è al guinzaglio di satana; non si scoraggino e anche loro gridino a Dio: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.
La Madonna ci assicura che quando l’invocazione a Dio per poterci convertire e per poter diventare creature nuove, nasce dal profondo del cuore Dio ci è vicino. Dio è vicino agli umili, a coloro che si professano peccatori, a coloro che voglio uscire dal peccato, a coloro che si battono il petto come il pubblicano in fondo alla Sinagoga. Chiamiamo Dio in aiuto sul cammino di conversione ed Egli ci ascolterà, ci prenderà per mano, ci guiderà. Non sarà un cammino fatto da soli ma sarà fatto con Gesù e con Maria.
La Madonna ci invita a pregare per scuoterci dal male e dal peccato e intraprendere il cammino di conversione. È dall’inizio delle apparizioni che la Madonna ci chiama alla conversione e in questo Messaggio dimostra di non essere tanto contenta dei risultati perché dice che siamo addormentati. Appena ho letto questa espressione il mio pensiero è andato subito agli Apostoli nel Getsemani che dormivano. Noi siamo oppressi dal sonno, ci siamo addormentati. Stiamo vivendo la più straordinaria mariofania della Storia della Chiesa, mai era accaduto in duemila anni di Storia della Chiesa che la Madonna apparisse per così tanto tempo e tutti i giorni. Ogni giorno la Madonna scende dal Cielo sulla Terra per invitarci alla conversione, per prepararci ad affrontare il maligno che vuole distruggere l’Opera della Creazione e della Redenzione. Quante volte ci ha esortato! Quante volte ci ha tolto le squame dagli occhi e ci ha mostrato gli abissi verso i quali stiamo correndo!
Il risultato è che, mentre nel mondo sale la rabbia contro Dio, noi in tutto questo tempo abbiamo dimostrato di essere un popolo addormentato che non si sveglia per nessun motivo. Pochi hanno capito il messaggio della Regina della pace, la sua chiamata e hanno risposto con tutto il cuore. Anche noi rischiamo di fare la fine degli Apostoli che, quando si sono svegliati, sono scappati nel vedere Gesù arrestato o come Pietro che, prima ha reagito in maniera mondana tagliando l’orecchio a un soldato e poi ha rinnegato Cristo per tre volte dicendo di non conoscerlo.
Quando si parla dei Segreti di Medjugorje sappiamo che si tratta del tempo della Passione. Noi rischiamo di fare come gli Apostoli che sono fuggiti, hanno avuto paura, hanno tradito Gesù. Questa affermazione della Regina della pace, “ma voi siete addormentati”, è molto pesante. La Madonna poi aggiunge che è stata mandata proprio per svegliarci, magari per darci qualche lavata di capo; di tanto in tanto abbiamo avuto degli scossoni che ci hanno presi di sorpresa, ne arriveranno altri e sarà difficile continuare a dormire.
La Madonna è qui da quarantacinque anni ma quelli che la riconoscono sono un piccolo gregge. La maggioranza anche della Chiesa non la riconosce ancora, nonostante il Nulla Osta si continua a fare come prima. Ma è questo il modo di trattare la Madonna? Mi chiedo se ci siamo addormentati o se siamo già in agonia, incapaci di risollevarci dalla situazione nella quale ci troviamo. La Madonna ci dà ancora la speranza, ci esorta in questa Quaresima e ci dice che dobbiamo puntare alla resurrezione, a brillare come dei santi, così come brillano i fiori a primavera.
La Madonna ci dice che cosa dobbiamo fare in questa Quaresima e cioè risorgere dalla morte, perché quando siamo in peccato mortale siamo morti. Non si parla più dei peccati, si parla di mancanze o di debolezze. Il peccato mortale dà la morte eterna, bisogna preparare la Confessione Pasquale e un lavaggio profondo della nostra anima che spazzi via tutto il marciume che vi si è accumulato. Dobbiamo ritornare creature nuove. Dobbiamo ritornare vivi. Dobbiamo diventare figli di Dio e non dei bulli in questo mondo che è la fiera delle vanità. Noi cristiani siamo diventati mondani.
Prima o poi finirà il tempo di grazia e saremo costretti a schierarci non solo a parole, ma con la vita. Dobbiamo scegliere se stare dalla parte della vita o della morte, della grazia o del peccato, di Dio o di satana. Sono queste le grandi scelte della vita. Optiamo per quello che la Madonna ci dice richiamando il miracolo della vita che ritorna in primavera, è la resurrezione dell’anima che poi diventa uno splendore anche per i nostri corpi dove brilla la luce di Dio, com’è vero che nei corpi malati dal peccato si vedono i lineamenti del maligno.
La Madonna ci invita a uscire fuori da questa realtà di morte, a essere vivi, a essere felici. La felicità è Dio, il suo amore è la nostra felicità. La strada da prendere è dedicarci a Dio, lavorare per lui, amarlo, soffrire per lui, morire per lui. Alla fine del Messaggio la Madonna ci ringrazia per aver risposto alla sua chiamata, cerchiamo di meritarci questo ringraziamento.
”Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (Con approvazione ecclesiastica)
h. 21 Padre Livio legge e commenta in diretta il Messaggio su Radio Maria -blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
🔴LIVE🔴 COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 FEBBRAIO 2026 – a cura di Padre Livio
Di Padre Livio Fanzaga
il 25 Febbraio 2026
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Commento al Messaggio del 25 febbraio 2026
Messaggio della Regina della pace – 25 febbraio 2026
«Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito di nuovo ad offrire le vostre vite a Dio affinché Lui vi guidi verso la risurrezione tramite la vostra conversione personale. Figlioli, Dio vi è vicino ed esaudisce le vostre preghiere ma voi siete addormentati ed è per questo che mi ha inviato a voi per svegliarvi e perché brilliate di santità come il fiore di primavera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Con approvazione ecclesiastica)
Quasi sempre, la Madonna, centra i Messaggi di febbraio e di marzo sul cammino quaresimale. Quasi sempre evoca anche l’esempio della natura, dove dalla morte invernale si passa alla vita della primavera e lo ha fatto anche in questo Messaggio. La Madonna ha dato un Messaggio bellissimo e nel medesimo tempo impegnativo. Il mondo in cui viviamo non si è nemmeno reso conto che siamo in Quaresima, nessuno ne parla perché probabilmente è un tema che non desta interesse.
La prima preoccupazione della Regina della pace è che si preparino al cammino quaresimale almeno quelli che hanno risposto alla chiamata della fede, quelli che credono in Gesù Cristo, quelli che hanno letto i brani del Vangelo in cui Gesù passò quaranta giorni e quaranta notti in preghiera nel deserto in lotta contro satana. La Madonna ci indica i passi da fare in questo cammino.
La Regina della pace ci richiama ancora una volta al tempo di grazia che stiamo vivendo. È il tempo della presenza di Maria che è stata inviata da Suo Figlio per rafforzare la Chiesa nel tempo della prova, per preparare l’umanità alla grande battaglia del tempo dei Segreti. In questo tempo di grazia dobbiamo attendere alla nostra conversione personale.
Il primo passo da fare per impostare bene il cammino quaresimale è offrire le nostre vite a Dio, la Madonna lo dice proprio in apertura del Messaggio. Questa affermazione è molto controcorrente rispetto al mondo e riprende un’espressione del Messaggio del mese precedente: «siate diversi dagli altri» proprio perché siamo nel mondo ma non del mondo. Nel mondo nel quale viviamo, dove l’uomo si è messo al posto di Dio e lo ha rimosso, negato, odiato e bestemmiato, la Madonna ci invita a una scelta controcorrente.
La Regina della pace non solo ci invita a orientarci a Dio, ma a deciderci per Dio, a offrire la nostra vita a Dio. Offrire la vita a Dio vuol dire metterla a suo servizio, dire a Gesù, nostro Signore e nostro Dio: Signore, la vita è un dono tuo, io la vivo per te, per il tuo progetto, per il tuo Regno, per la tua opera meravigliosa della Creazione, della Redenzione, della salvezza delle anime. Questa è la prima cosa che la Madonna ci chiede e cioè fare entrare Dio nella nostra vita, fare di Dio il Sole della nostra vita, fare di Dio Colui che è il fine della nostra vita, la gioia della nostra vita, il nostro amore, la ragione stessa del nostro vivere e del nostro operare.
Dobbiamo anche chiederci qual è il posto di Dio nella nostra vita. Quanto ci sta a cuore Dio nella nostra vita, che cosa facciamo per Dio nella nostra vita. Forse ci ricordiamo di Dio solamente quando ci fa comodo, quando dobbiamo chiedere qualcosa. Raramente ci poniamo la possibilità di essere noi quelli che aiutano Dio, quelli che lavorano per Dio come ci ricorda la Parabola dei vignaioli. Decidiamoci per Dio, mettiamolo al centro della nostra vita. Mettiamo la nostra vita al servizio di Dio.
È bellissimo l’invito che la Madonna ci fa di offrire le nostre vite a Dio; anche durante la Santa Messa dovremmo offrirci con Cristo al Padre in sacrificio d’amore per la salvezza del mondo. Così, la grazia dello Spirito Santo che ci illumina, in questo tempo di Quaresima ci guida a vivere il traguardo della Resurrezione morendo al peccato e risorgendo a vita nuova. Nel cammino quaresimale facciamoci accompagnare dalla grazia dello Spirito Santo verso la Pasqua di Resurrezione, attraverso un’accelerazione del nostro cammino di conversione personale che nessuno può fare la posto nostro. Non si può delegare a nessuno la grazia della conversione personale.
La Madonna mette l’aggettivo “personale” vicino alla parola “conversione” proprio perché ciascuno di noi è responsabile della propria anima e può portarla alla beatitudine eterna o trascinarla nella perdizione eterna. È il compito della nostra vita. Questi sono i fondamentali della vita cristiana: Dio al primo posto, orientare la vita verso Dio, tendere a Dio con tutto il cuore, rinnovarci interiormente e dal profondo della nostra miseria, sulle parole del Salmo 130, dal profondo gridare al Signore perché ascolti la nostra voce.
La Regina della pace dice che Dio ci è vicino ed esaudisce le nostre preghiere; questa espressione, a mio parare, la rivolgerei soprattutto a chi è lontano, a chi vive nel peccato, a chi è prigioniero del male, a chi è al guinzaglio di satana; non si scoraggino e anche loro gridino a Dio: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera.
La Madonna ci assicura che quando l’invocazione a Dio per poterci convertire e per poter diventare creature nuove, nasce dal profondo del cuore Dio ci è vicino. Dio è vicino agli umili, a coloro che si professano peccatori, a coloro che voglio uscire dal peccato, a coloro che si battono il petto come il pubblicano in fondo alla Sinagoga. Chiamiamo Dio in aiuto sul cammino di conversione ed Egli ci ascolterà, ci prenderà per mano, ci guiderà. Non sarà un cammino fatto da soli ma sarà fatto con Gesù e con Maria.
La Madonna ci invita a pregare per scuoterci dal male e dal peccato e intraprendere il cammino di conversione. È dall’inizio delle apparizioni che la Madonna ci chiama alla conversione e in questo Messaggio dimostra di non essere tanto contenta dei risultati perché dice che siamo addormentati. Appena ho letto questa espressione il mio pensiero è andato subito agli Apostoli nel Getsemani che dormivano. Noi siamo oppressi dal sonno, ci siamo addormentati. Stiamo vivendo la più straordinaria mariofania della Storia della Chiesa, mai era accaduto in duemila anni di Storia della Chiesa che la Madonna apparisse per così tanto tempo e tutti i giorni. Ogni giorno la Madonna scende dal Cielo sulla Terra per invitarci alla conversione, per prepararci ad affrontare il maligno che vuole distruggere l’Opera della Creazione e della Redenzione. Quante volte ci ha esortato! Quante volte ci ha tolto le squame dagli occhi e ci ha mostrato gli abissi verso i quali stiamo correndo!
Il risultato è che, mentre nel mondo sale la rabbia contro Dio, noi in tutto questo tempo abbiamo dimostrato di essere un popolo addormentato che non si sveglia per nessun motivo. Pochi hanno capito il messaggio della Regina della pace, la sua chiamata e hanno risposto con tutto il cuore. Anche noi rischiamo di fare la fine degli Apostoli che, quando si sono svegliati, sono scappati nel vedere Gesù arrestato o come Pietro che, prima ha reagito in maniera mondana tagliando l’orecchio a un soldato e poi ha rinnegato Cristo per tre volte dicendo di non conoscerlo.
Quando si parla dei Segreti di Medjugorje sappiamo che si tratta del tempo della Passione. Noi rischiamo di fare come gli Apostoli che sono fuggiti, hanno avuto paura, hanno tradito Gesù. Questa affermazione della Regina della pace, “ma voi siete addormentati”, è molto pesante. La Madonna poi aggiunge che è stata mandata proprio per svegliarci, magari per darci qualche lavata di capo; di tanto in tanto abbiamo avuto degli scossoni che ci hanno presi di sorpresa, ne arriveranno altri e sarà difficile continuare a dormire.
La Madonna è qui da quarantacinque anni ma quelli che la riconoscono sono un piccolo gregge. La maggioranza anche della Chiesa non la riconosce ancora, nonostante il Nulla Osta si continua a fare come prima. Ma è questo il modo di trattare la Madonna? Mi chiedo se ci siamo addormentati o se siamo già in agonia, incapaci di risollevarci dalla situazione nella quale ci troviamo. La Madonna ci dà ancora la speranza, ci esorta in questa Quaresima e ci dice che dobbiamo puntare alla resurrezione, a brillare come dei santi, così come brillano i fiori a primavera.
La Madonna ci dice che cosa dobbiamo fare in questa Quaresima e cioè risorgere dalla morte, perché quando siamo in peccato mortale siamo morti. Non si parla più dei peccati, si parla di mancanze o di debolezze. Il peccato mortale dà la morte eterna, bisogna preparare la Confessione Pasquale e un lavaggio profondo della nostra anima che spazzi via tutto il marciume che vi si è accumulato. Dobbiamo ritornare creature nuove. Dobbiamo ritornare vivi. Dobbiamo diventare figli di Dio e non dei bulli in questo mondo che è la fiera delle vanità. Noi cristiani siamo diventati mondani.
Prima o poi finirà il tempo di grazia e saremo costretti a schierarci non solo a parole, ma con la vita. Dobbiamo scegliere se stare dalla parte della vita o della morte, della grazia o del peccato, di Dio o di satana. Sono queste le grandi scelte della vita. Optiamo per quello che la Madonna ci dice richiamando il miracolo della vita che ritorna in primavera, è la resurrezione dell’anima che poi diventa uno splendore anche per i nostri corpi dove brilla la luce di Dio, com’è vero che nei corpi malati dal peccato si vedono i lineamenti del maligno.
La Madonna ci invita a uscire fuori da questa realtà di morte, a essere vivi, a essere felici. La felicità è Dio, il suo amore è la nostra felicità. La strada da prendere è dedicarci a Dio, lavorare per lui, amarlo, soffrire per lui, morire per lui. Alla fine del Messaggio la Madonna ci ringrazia per aver risposto alla sua chiamata, cerchiamo di meritarci questo ringraziamento.