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NELLA CAPPELLA DI RADIO MARIA







I Segreti di Medjugorje sono un tempo di liberazione
I Segreti di Medjugorje sono dieci come le dieci piaghe d’Egitto. Questo accostamento ci offre la chiave di interpretazione di eventi che, nel piano di Dio, hanno una finalità di salvezza.
Infatti, con le piaghe d’Egitto Dio ha liberato il suo popolo dalla schiavitù del Faraone e, attraverso un lungo cammino di purificazione nel deserto, l’ha condotto fino alla terra promessa, dove scorrono latte miele.
Allo stesso modo, attraverso gli eventi dei dieci Segreti, la Madonna libera il suo popolo dalla schiavitù del mondo “senza Dio” e lo guida verso il tempo della pace su tutta la terra.
Non sarà un cammino facile perché la lotta non è solo contro i malvagi, ma anche contro chi li ispira e li istiga, il principe di questo mondo sciolto dalle catene.
Tuttavia, in questo cammino verso la liberazione sarà presente Maria, con le sue apparizioni i suoi messaggi e, con la sua protezione e sotto la sua guida, entreremo nella pace promessa.
Ogni uomo dovrà decidersi da che parte stare e chi seguire, se il serpente antico col suo veleno e i suoi inganni, o l’Ancella del Signore che rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili.
Si tratta di una scelta dirimente e determinante, con la quale ognuno decide del suo destino eterno nel tempo e nell’eternità. A un mondo che si inabissa Maria tende una mano. Chi l’afferra si salva.
L’umiltà, la fede e il coraggio apriranno la strada del futuro. La presunzione, l’incredulità e l’indifferenza spalancheranno il vuoto tenebroso, dove c’è pianto e stridore di denti.

17. Senza Dio non avete né futuro né vita eterna
(25 marzo 2025)
I Messaggi della Regina della pace sono una catechesi materna, saldamente radicata sulla Sacra Scrittura e ovviamente sull’insegnamento della Chiesa. La stessa Chiesa, con il Nulla Osta ha deciso di apporre la dicitura “con approvazione ecclesiastica” al termine della trascrizione dei Messaggi da quel momento in poi (settembre 2024) e ha dato un giudizio positivo sull’insieme dei Messaggi del passato.
Il 25 marzo 2025 la Regina della pace ha dato un Messaggio che contiene un’espressione che ritorna molte volte dall’inizio del millennio, cioè che senza Dio non c’è né futuro né vita eterna. A Medjugorje la Regina della pace non parla mai di anticristo, che invece è una tematica molto presente nel Vangelo e che ha alimentato la riflessione della bimillenaria Storia della Chiesa; nei tempi moderni questa tematica è stata trattata da alcuni grandi autori (Soloviev e Benson, ad esempio); questa espressione è presente anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica che parla dell’impostura anticristica (n. 675: la massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne).
Di fatto, il mondo moderno si è emancipato dalla fede cristiana e cerca la salvezza dopo aver abbandonato il Cristianesimo. Possiamo allora ben dire che siamo entrati nel tempo della grande impostura anticristica. Indubbiamente negli ultimi trent’anni c’è stata un’accelerazione in questo senso, si è passati da una consapevolezza dell’abbandono del Cristianesimo all’affermazione della nuova religione dell’uomo al posto di Dio. La Madonna ci ha svelato questo fenomeno ma non ha mai parlato di impostura anticristica, ha parlato del mondo nuovo senza Dio. È un’espressione fortissima e indica che mai, nel corso della Storia, Dio era stato negato come avviene oggi. Nella cultura globale, che è quella dominante oggi nel mondo, l’uomo si è messo al posto di Dio.
In tutti questi anni la Madonna ha ripetuto che per il mondo nuovo senza Dio non c’è né futuro né vita eterna; vuole metterci in guardia da questa tentazione satanica che ripropone quella della Genesi e cioè la tentazione primaria, la madre di tutte le tentazioni.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male» (Gen, 3 1-5).
La tentazione primordiale torna oggi, si ripropone ai giorni nostri. Il mondo moderno ha messo se stesso al posto di Dio, ha dato ascolto al sibilo del serpente; c’è una spinta generale ad abbandonare, a rifiutare, a rinnegare il Dio che ci ha creato e dal quale dipendiamo come creature. Allo stesso tempo l’umanità, dopo aver rinnegato Dio, si erige lei stessa al suo posto come se da sola potesse attribuirsi la salvezza, la creazione, la vita. Satana è così astuto da illudere l’uomo, che è una creatura misera, di essere Dio. C’è questa deriva generalizzata e Dio viene accantonato; Dio Creatore, Salvatore, Giudice, sarebbe una costruzione mentale dalla quale l’umanità deve risvegliarsi e prendere le distanze, con la consapevolezza che l’uomo è Dio.
Questa è stata la madre di tutte le tentazioni con cui satana si è impossessato del genere umano. In un Messaggio la Regina della pace ha detto: «Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di satana su questa terra, che è ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che è bello e buono nell’anima di ognuno di voi. Per questo, figlioli, armatevi con la preghiera e il digiuno affinché siate consapevoli di quanto Dio vi ama e fate la volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 ottobre 2008).
Questa tentazione altro non è che una trappola, non è la liberazione dal Cristianesimo o un’elevazione dell’uomo; Eva e Adamo, cedendo al sibilo del serpente antico, non sono statu liberati ma sono stati sottomessi dal demonio che da quel momento ha incatenato la Creazione inducendola al male. Infatti, i primi capitoli della Genesi dalla caduta del peccato originale al diluvio universale, sintetizzano la storia dell’umanità tratteggiandola con abiezioni, cadute, proliferazione della violenza e del male; è il regno di satana che si afferma nel mondo esattamente nel momento in cui l’uomo nega Dio. Nel mondo moderno si è ripresentata nuovamente la situazione della Genesi: l’umanità ha rifiutato il Dio dell’amore e della pace, che si è fatto uomo in Gesù Cristo, e al suo posto ha messo gli idoli, i potenti e tutti quelli che sono al servizio dell’impostura anticristica.
La cultura del mondo moderno, a tutti i livelli, è al servizio dell’eresia anticristica. In effetti, nella comunicazione di oggi, non si nomina mai Dio se non per negarne l’esistenza; è considerato il relitto di una cultura decaduta ormai per sempre perché l’umanità ha deciso di seguire satana in una sorta di risveglio che declassa Dio a un’invenzione della mente umana. Vediamo, però, che i cosiddetti risvegliati sono dei gusci vuoti, dei tralci secchi buoni per essere bruciati. Preghiamo affinché rinverdiscano!
Il mondo moderno è entrato nella fase anticristica, Dio viene completamente negato oppure viene usato per giustificare le guerre, il potere, per sopprimere gli altri, non certamente come il Dio della pace e dell’amore che si è rivelato in Gesù Cristo. Questa è la realtà del mondo attuale che riproduce la caduta delle origini; la differenza è sostanzialmente che originariamente era stato rifiutato il Dio Creatore; invece, l’uomo moderno ha rinnegato il Dio che si è fatto uomo, che ci resi partecipi della sua divinità. Il peccato è ancora più grave oggi.
Il peccato dell’uomo moderno è più grave rispetto a quello di Adamo ed Eva; abbiamo rifiutato Dio Redentore, come ha detto la Madonna, abbiamo rifiutato la fede e la Croce. Per questo mondo senza Dio non c’è né futuro né vita eterna. È come una bolla di sapone che scoppierà e si dissolverà insieme a tutti quelli che vi abitano, se non si convertono! Il mondo senza Dio è il regno dell’anticristo e nel tempo dei Segreti la Madonna lo farà crollare con la sua profezia tre giorni prima che gli eventi accadano, indicando con precisione l’evento, il luogo esatto, il momento preciso e la durata di ogni Segreto.
Nel tempo dei Segreti la Madonna farà risvegliare quelli che satana ha ipnotizzato. Quelli che si proclamano risvegliati in realtà sono stati ipnotizzati dal demonio. La serpe ha attirato a sé molte anime e le ha inghiottite una dopo l’altra, come fossero i ranocchi di uno stagno. Del mondo attuale, la Madonna ha detto che satana miete le anime. A coloro che, forti del sentirsi risvegliati, si sentono invincibili è bene ricordare che la Madonna ha detto che senza Dio non c’è né futuro né vita eterna. Nel tempo dei Segreti la gente si sveglierà veramente quando gli eventi preannunciati dalla Madonna attraverso al veggente Mirjana, accadranno davvero. Quelli che non vorranno aprire gli occhi dormiranno eternamente nel fuoco eterno! La Regina della pace dice che per coloro che non vorranno aprirsi all’amore di Dio non c’è né futuro né vita eterna. La Madonna ha detto anche che l’uomo moderno non vuole Dio e perciò va verso la perdizione. Queste sono le parole del Vangelo rese attuali, comprensibili alla nostra generazione in modo che possa decifrare il suo destino: «senza Dio non avete né futuro né vita eterna». Già adesso chi vive senza Dio è nella disperazione, nelle tenebre e nell’ombra della morte; è vita questa?
La Misericordia di Dio è infinita ma ci vuole il pentimento, il cambiamento di vita, l’apertura del cuore, bisogna piegare le ginocchia davanti alla Croce, abbassare la superbia, diventare umili. Ma quanti ascoltano? Sempre meno. Non scoraggiamoci, preghiamo per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Tutto ciò che satana fa è destinato a crollare. Tutti quelli che sono nel mondo senza Dio e lo propagandano sappiano che non hanno né futuro né vita eterna.
«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui siete chiamati alla conversione, vi esorto, figlioli, offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori che sono lontani dal cuore di mio Figlio Gesù. Pregate con me, figlioli, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite Sì a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» 25 marzo 2025 (Con approvazione ecclesiastica)

Programma di Padre Livio – Mercoledì 22 ottobre 2025
h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA
+Salta il vertice fra Tump e Putin a Budapest
+Dilexi te: la prima esortazione di Leone XIV (Roberto de Mattei)
h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Fede (25)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
17. “Senza Dio non avete né futuro né vita eterna” (25 Marzo 25)
+La grande impostura anticristica del terzo millennio
+Il rifiuto del Cristianesimo
+La religione dell’uomo al posto di Dio
+La guerra per la supremazia nel mondo
+La profezia mariana nel tempo dei segreti
+Il collo del mondo senza Dio
+Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Il pensiero quotidiano: Tutti possono vedere la Madonna con gli occhi del cuore
h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO (9)
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di Samuele Finetti – 22 Ottobre 2025
Lo stop degli Usa dopo una telefonata tra Rubio e Lavrov. Mosca resta contraria a un cessate il fuoco immediato. Dieci Paesi Ue: «Fermarsi alla linea del fronte attuale»
«Quindici giorni. Molto rapidamente, in ogni caso». L’orizzonte temporale entro il quale si sarebbe dovuto tenere il vertice di Budapest con Vladimir Putin l’aveva indicato Donald Trump in persona, poco dopo la sua telefonata con il Cremlino del 16 ottobre. Ne sono trascorsi sei, poi Washington ha fatto marcia indietro: «Non ci sarà nessun incontro tra i due leader nel prossimo futuro».
È stato un nuovo colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri, Marco Rubio e Sergei Lavrov, a imporre la brusca frenata: «Hanno avuto una conversazione produttiva — ha dichiarato la Casa Bianca — pertanto un ulteriore incontro di persona tra i due non è necessario e non ci sono piani per un summit a breve tra il presidente Trump e il presidente Putin». Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, a chi gli domandava se l’appuntamento fosse solo rimandato, ha risposto lapidario: «Non si può rinviare ciò che non è mai stato fissato».
Secondo quanto annunciato da Trump meno di una settimana fa, il faccia a faccia tra Rubio e Lavrov avrebbe dovuto «preparare» il vertice in Ungheria. Ma il colloquio di ieri ha fatto emergere ancora una volta una distanza tra le posizioni di Washington e Mosca che pare incolmabile: il Cremlino non è disposto ad accettare il «cessate il fuoco immediato» chiesto dagli Stati Uniti come condizione di partenza per successivi negoziati sul futuro dell’Ucraina.
Putin e i suoi fedelissimi, del resto, lo ripetono da tempo: vanno affrontate e risolte le «radici del conflitto», perché questo possa finire. Tradotto, il dittatore russo pretende che gli sia consegnato tutto il Donbass, nonostante in questi tre anni e più di guerra non sia riuscito a conquistarlo con le armi. Lo ha ribadito anche a Trump, nella loro telefonata: Kiev deve cedere quel che ancora resta ucraino del Lugansk (di cui l’Armata controlla il 99 per cento) e del Donetsk (di cui controlla il 78 per cento).
Come hanno riferito a Reuters due fonti diplomatiche europee di alto livello, «i russi vogliono troppo, ed è apparso evidente agli statunitensi che, a Budapest, Trump non sarebbe riuscito a strappare a Putin alcun accordo». Da qui il timore che il summit magiaro avrebbe solamente offerto all’uomo del Cremlino un’altra passerella col tappeto rosso, dopo quella in Alaska di Ferragosto. Questa volta, per di più, nel cuore dell’Europa.
Europa che, comunque, continua a lavorare per favorire il congelamento del conflitto. Ieri dieci Paesi — Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Polonia, Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca — insieme con Ucraina e Unione europea hanno firmato una dichiarazione per chiedere che «l’attuale linea del fronte sia utilizzata come base per colloqui di pace». I firmatari stanno poi lavorando a «misure per utilizzare i beni sovrani immobilizzati della Russia, affinché l’Ucraina abbia le risorse di cui ha bisogno».
A questo si aggiunge la stesura di un «piano in 12 punti» che i Paesi Ue e Kiev starebbero elaborando. La bozza, rivela Bloomberg, prevede il ritorno a casa delle migliaia di bimbi ucraini rapiti e uno scambio di prigionieri. Kiev riceverebbe garanzie di sicurezza, fondi per la ricostruzione — cui dovrebbe contribuire anche Mosca, «premiata» con la rimozione graduale delle sanzioni — e un percorso per un rapido ingresso nell’Unione. I due Paesi in guerra dovrebbero infine avviare negoziati sull’amministrazione dei territori occupati, con la premessa che né Europa né Kiev riconoscerebbero la sovranità di Mosca su quelle terre. Dove, nel frattempo, continuano a piovere droni kamikaze e bombe russi. Ieri, altri quattro ucraini morti