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2. MARIA MADRE DIVINA
Maria è divenuta Madre dell’intera umanità perché ha concepito e generato un bambino che è il Figlio di Dio. La maternità di Maria è di una grandezza tutta divina. Nessuna maternità umana potrebbe esserle paragonata. Ogni uomo nato da donna è una creatura mortale. Il Figlio di Maria è Colui che ha affermato di essere il Figlio di Dio e il Salvatore del genere umano. Egli è il Risorto e il Signore del mondo. La grandezza divina del Figlio illumina quella della Madre. E’ impossibile oscurare lo splendore divino della Madre senza compromettere quello del Figlio. Professare che Maria è “Madre di Dio” significa collocarsi nel cuore della fede cristiana.
Maria è Madre divina per elezione. Dio Santissima Trinità l’ha scelta fino dalla fondazione del mondo. “Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16). L’incarnazione del Verbo è il fine dell’opera divina. La creazione dell’uomo, modellato “capace di Dio”, è orientata alla venuta del Figlio di Dio sulla terra, rivestito di carne umana. Fin dall’eternità Maria è presente nel pensiero divino come Madre del Verbo. Per mezzo di Lei si realizza il progetto dell’Amore misericordioso di rendere l’uomo “partecipe della natura divina” (2 Pt 1,4). Dio ha concepito questa mirabile creatura fin dall’eternità e in essa ha profuso i doni della sua sapienza, della sua onnipotenza e del suo amore. Preparando Maria ad essere la Madre del Verbo, l’Altissimo ha realizzato la sua opera più grande.
Maria è Madre divina per decisione. La maternità è una decisione che richiede generosità e coraggio. Quando genera un figlio, una donna è sua madre per sempre. La sua vita è inevitabilmente condizionata da quella del bambino che ha generato. La decisione di Maria di accogliere l’invito di Dio a divenire la Madre del Redentore è l’espressione di una grandezza d’animo che supera ogni limite umano. La giovane donna di Nazareth si è presa sulle spalle il peso immane dell’opera della redenzione, facendo proprio il destino del Figlio. Maria ha voluto essere Madre divina, facendo proprio fino in fondo il progetto di Dio sulla sua vita.
Divenendo la Madre del Figlio di Dio, Maria è di conseguenza divenuta la Madre dell’intera umanità. Infatti il Verbo, assumendo la natura umana, si è misteriosamente unito a sé ogni uomo. La Madre di Dio è anche la Madre dei figli di Dio, “quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati” (Gv 1, 13). Maria non ha mai cessato di generare. La sua fecondità è inesauribile. Ha generato il Verbo per opera dello Spirito Santo e per mezzo del medesimo Spirito genera innumerevoli figli alla Chiesa. Ogni cristiano nel giorno del suo battesimo è stato concepito nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo. Ogni figlio di Dio è anche figlio di Maria. Colei che ha concepito il Capo concepisce anche tutte le membra del Corpo mistico.
La divina maternità della Piena di grazia è un mistero di fecondità inesauribile. Divenendo la Madre del Redentore, Maria è divenuta madre di tutti i redenti. La sua divina maternità è in atto, fino alla fine del mondo. Essa è la “Nuova Eva”, la madre dell’umanità salvata e liberata dal male. Essendo la Madre del Figlio Dio tutti gli uomini sono potenzialmente suoi figli.
Dobbiamo forse meravigliarci se la Madonna si preoccupa per noi e si rende presente nei passaggi più difficili della nostra storia? Come è stata presente nei momenti più drammatici della vita del Figlio, così è presente e attiva nelle vicende del nostro tempo, quando gli uomini, dimentichi di Dio, sono in balia del potere delle tenebre. La presenza della Madre divina rasserena e ci rassicura che Dio è fedele e non abbandona le sue creature.

26. «La vera pace viene attraverso la preghiera»
(25 settembre 2024)
La parola pace oggi rischia di essere sciupata, sprecata, proprio perché è sulla bocca di tutti, anche dei violenti. È per questo motivo che la Madonna dice “vera” pace.
La vera pace viene da Dio proprio perché Dio è la nostra pace. Nel secondo giorno delle apparizioni a Medjugorje, comparendo a Marija, la Madonna ha detto: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi» (26 giugno 1981). Mentre parlava la Madonna piangeva, le lacrime le scorrevano dal viso, sulla veste e fino ai piedi. La Gospa ha indicato che la pace viene da Dio.
La prima pace da ottenere è quella con Dio. Bisogna fare pace con Dio perché in generale l’umanità lo ha rifiutato: «l’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023); è chiaro che l’umanità è ostile nei confronti di Dio, lo esclude, lo rifiuta categoricamente. Nello stesso Messaggio la Madonna ha aggiunto: «Perciò l’umanità va verso la perdizione»; è la conseguenza del rifiuto di Dio. Quando la Madonna parla di pace intende quella interiore che si rivolge al Cielo: è il rapporto con Dio.
La pace con Dio presuppone le conversione personale. Per essere in pace bisogna cambiare vita, ritornare a Dio, rinforzare la fede, osservare i Comandamenti, camminare bella luce di Dio. Questa è la pace che Dio dona a chi si apre a lui e si converte. La conversione è quel cambiamento di vita che avviene mediante la preghiera e cioè l’apertura dell’anima a Dio. Aprendo l’anima a Dio riceviamo la sua pace e il nostro cuore è contento, felice, sereno.
Questo concetto lo si può capire se ne abbiamo fatta l’esperienza. Una coscienza che sia la limpida trasmissione della voce di Dio esorta innanzitutto a fare il bene e a osservare i Comandamenti di Dio. Quando si obbedisce la coscienza, ne sentiamo l’approvazione interiore e si è contenti. “Ho la coscienza a posto” è un modo di dire per intendere che è stata ascoltata la coscienza che è la voce di Dio in noi. Questa è la vera pace.
Al contrario, se non si ascolta la voce interiore di Dio e si decide di fare diversamente, si sente la coscienza rimordere, non ci si sente a posto e il cuore è inquieto, tribolato. Se non si ascolta la coscienza il cuore non è in pace. Accade, infatti, che la voce della coscienza venga volutamente tacitata, zittita, silenziata. Il risultato è la falsa pace dei cuori induriti. Oggi molte persone hanno rimosso Dio e vivono reprimendo la voce della coscienza.
La pace, la conversione e la preghiera sono il messaggio più importante della Regina della pace. La preghiera è necessaria per mantenere la pace di Dio nel cuore, è un supporto quotidiano per non perdere la grazia ottenuta. Per questo motivo è molto importante rivolgere continuamente l’occhio del cuore a Dio, tenere lo sguardo fisso in lui, attingere alla sua pace, alla sua luce, alla sua santa volontà. In questo modo ci si rafforza spiritualmente e si diventa resistenti agli assalti del nemico e come dice Gesù: «Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito”; e quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrati vi prendono dimora, e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione» (Mt 12,43-45).
La preghiera è lo strumento attraverso il quale inizia la conversione. Nella conversione si ha la pace di Dio che si conserva nella preghiera. È con la preghiera costante che il cuore si mantiene in pace.
Tutto questo è sperimentabile con l’impegno di cercare la pace della coscienza, la pace del cuore, il rapporto di amicizia con Dio facendo la sua volontà. La pace della coscienza è quello stato di felicità che si conserva anche nel momento delle intemperie, delle sofferenze, delle prove più dure, perché unisce fortemente a Cristo e fa sperimentare un pezzo di Paradiso qui sulla Terra. In questo modo si è fortificati e capaci di fronteggiare gli assalti di satana di cui è pieno il cammino della vita. È una forza interiore che fa diventare quell’anima una fortezza inespugnabile, satana non la può scalfire proprio perché è fortificata in Cristo.
Noi dobbiamo essere fortezze inespugnabili, allora nel tempo dei Segreti saremo gli Apostoli dell’amore di Maria, punti di riferimento per gli altri.
«Cari figli! Per amore verso di voi, Dio mi ha inviato in mezzo a voi per amarvi ed esortarvi alla preghiera e alla conversione, per la pace in voi, nelle vostre famiglie e nel mondo. Figlioli, non dimenticate che la vera pace viene soltanto, attraverso la preghiera, da Dio che è la vostra pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» 25 settembre 2024 (con approvazione ecclesiastica).

Nome: San Leone Magno
Titolo: Papa e dottore della Chiesa
Nascita: 390 circa, Toscana
Ricorrenza: 10 novembre
San Leone visse nella prima metà del fortunoso secolo V, che vide il dissolvimento e lo sfacelo finale dell’Impero dei Cesari, e gli effetti meravigliosi del Pontificato cattolico, che trasformò ed avviò l’Europa in quei secoli di ferro verso la civiltà cristiana.
Nato in Toscana, ma educato nella Città Eterna, rivelò fin da principio un ingegno non comune, applicato con tutto il vigore della sua verginale giovinezza alla scienza sacra.
Per l’alta dottrina che ben presto raggiunse e per il suo zelo, fu caro al Papa San Celestino I, che lo creò arcidiacono. Fu stimato dal popolo e dai dotti, tanto che il celebre Cassiano gli dedicò i suoi libri sull’Incarnazione, chiamandolo «decoro e splendore della Chiesa Romana e del sacro ministero».
Ma Dio lo riservava a cose più grandi. Nell’anno 440, trovandosi Leone in Francia, ove s’era recato per dirimere una contesa, morì San Sisto III ed il clero, concorde, lo elesse Papa. Reduce dalle Gallie, umile e fidente in Dio, abbracciò la sublime e ardua missione, che esercitò in modo sì mirabile da meritarsi il titolo di «Grande».
Esplicò la sua attività in tutti i campi dello zelo: attese instancabilmente all’istruzione del popolo e alla santificazione del clero, che formarono le sue maggiori preoccupazioni. Nel frattempo, con il concorso di persone ricche e pie, costruì molte chiese.
Fu il martello degli eretici: combatté i Manichei, ma soprattutto smascherò l’eresia di Eutiche, il quale, adulterando il mistero adorabile dell’Incarnazione del Verbo, scuoteva i fondamenti della religione cristiana. E nel Concilio di Calcedonia, dove per ordine suo si erano radunati ben 630 vescovi, l’eresia di Eutiche e quella di Nestorio furono confutate e condannate, principalmente grazie all’esposizione della lettera che egli aveva inviato a San Flaviano, capolavoro e monumento dell’antichità cristiana sul dogma dell’Incarnazione.
Leone si prese cura anche delle necessità materiali dell’Italia e di Roma, e quando l’imperatore e l’esercito, impotenti a frenare le orde devastanti del Flagello di Dio, Attila, fuggivano impauriti, il Santo Pontefice, fidente nell’aiuto di Dio, si recò sulle rive del Mincio e fece retrocedere il fiero conquistatore. Poco dopo, risparmiò pure Roma dalla totale distruzione minacciata dal vandalo Genserico.
Questa forza morale per cui Leone s’imponeva perfino agli imperatori più crudeli era l’effetto della sua umiltà, della sua carità e della sua dolcezza, che lo facevano amare e rispettare non solo dal popolo, ma anche dai principi, dagli imperatori, dai barbari e persino dagli stessi eretici.
Dopo un pontificato glorioso di ben 21 anni, nel 461 andò a ricevere il premio da quel Dio che aveva tanto amato e glorificato. Fu scrittore profondo, tanto che la Chiesa lo dichiarò Dottore. Anzi, San Leone deve una gran parte della gloria che sempre godé nella Chiesa alle sue 69 omelie e 173 lettere, monumenti autentici della sua pietà e del suo ingegno.
Secondo alcuni storici, Leone Magno fu il primo Papa a essere sepolto all’interno della Basilica Vaticana. Ancora oggi, le sue reliquie sono custodite in San Pietro, nella Cappella della “Madonna della Colonna”.

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“ La vera pace viene attraverso la preghiera” (25 Settembre 2024)
+La vera pace viene da Dio
+La pace con Dio presuppone le Conversione personale
+Per questo la Conversione è il messaggio più importante della Regina della pace
+E’ con la preghiera costante che il Cuore si mantiene in pace
+Costruire la pace in se stessi e nelle famiglie e nel mondo è l’impegno del cristiano
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