"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 21 di 367

Pensieri sui Vangeli Festivi: III Domenica di Avvento – di Padre Livio

Vangelo

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,2-11
 
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Parola del Signore

Poche lacrime per Zelensky

diPaolo Mieli| 13 dicembre 2025- Corriere della Sera –

Trump si è allineato con Putin e troppi intellettuali non muovono un dito per contrastare l’autocrate russo

Ha un bel dire Vladimir Putin quando, pressoché ogni giorno, annuncia al mondo che le sue truppe in Ucraina hanno travolto i nemici e conquistato questa o quella città. Poi accade, come l’altro ieri, che Volodymir Zelensky si presenti alla periferia di Kupyansk data per «presa» da tempo immemorabile e sia in grado di mostrare filmati dei suoi che percorrono strade ben riconoscibili della città E che nello stesso momento i servizi segreti inglesi sostengano con prove fotografiche che né la celeberrima Pokrovsk né Siversk possano essere considerate cadute nelle mani dei russi.

Vogliamo lasciar intendere che gli ucraini siano in grado di riconquistare quel 20% del loro Paese ormai usurpato dalle truppe putiniane? No. Assolutamente no. Ma è un fatto che la tenacia della resistenza ucraina abbia dell’incredibile. Senza più energia elettrica, apertamente boicottati dagli Stati Uniti, mentre l’Europa fatica a trovare risorse da destinare alla loro causa, gli ucraini danno una prova di tenacia che ha pochi precedenti nella storia. Altro che cavia. Gran parte delle opinioni pubbliche occidentali li hanno abbandonati al loro destino e così anche molti che fanno parte delle classi dirigenti.

I tifosi di Putin e di Donald Trump trovano il coraggio di uscire allo scoperto. Si chiede agli ucraini l’impossibile come lasciare al nemico territori che — come s’è detto — i russi non sono riusciti a conquistare. Oppure, cosa che quasi non ha precedenti, di tenere elezioni in tempo di guerra. E loro rispondono di sì. Anzi qualcuno, come l’ex ministro degli esteri Dmytro Kuleba dimissionato sedici mesi fa, risponde che resterà a combattere e lascerà il Paese definitivamente solo quando i russi occuperanno Kiev. Un altro dimissionato illustre Andriy Yermak va a rischiare la vita al fronte.

E persino il più rancoroso rivale di Zelensky, l’ex comandante in capo delle forze armate ucraine Valerii Zaluzhnyi, o il capo dell’intelligence Kyrylo Budanov che avrebbe buone chances di competere con Zelensky, restano al loro posto. Lo scandalo della corruzione non li ha fiaccati più di tanto. Tutti sono consapevoli del fatto che quella è una triste eredità, quasi inestirpabile, dei regimi che furono comunisti.

È il resto del mondo che appare confuso, disorientato. Colpisce, ad esempio, l’insensibilità nei confronti dell’aggressione russa ai membri della Corte penale internazionale. Indifferenza da parte di coloro che non molto tempo addietro osannavano alla sacralità di quell’organismo. Ci riferiamo all’epoca del caso Almasri, il criminale libico che undici mesi fa, a dispetto di un mandato di cattura della Cpi, fu lasciato libero dalle autorità italiane e restituito al suo Paese con un volo di Stato. All’epoca sì, che si si levarono attestati di solidarietà alla corte dell’Aia.

 Adesso un tribunale ordinario moscovita, presieduto da Andrey Suvorov, il magistrato che a suo tempo spedì Alexey Navalny nella prigione in cui trovò la morte, ha condannato a quindici anni di carcere (fortunatamente in contumacia) il giudice italiano Rosario Aitala. La colpa di Aitala è quella d’aver firmato, quale membro della Cpi, il mandato di cattura per Putin accusato d’aver fatto rapire non si sa quanti bambini ucraini. Quei bambini che una delicatissima missione guidata dal cardinale Matteo Zuppi sta cercando di riportare a casa. Uno per uno. E con qualche successo. Tant’è che, a dar risalto all’iniziativa, una delegazione di quei piccoli è stata ricevuta da papa Leone XIV.

Giudichi il lettore se il caso Aitala ha ricevuto un’accoglienza mediatica paragonabile a quella di Almasri. Eppure, si tratta in entrambe le situazioni di torti fatti a togati della medesima corte. Quello russo, semmai, più gravido di minacce.

I casi di doppio standard non sono una novità. In Italia il livello di indignazione per le malefatte di Putin è al minimo. Stesso discorso vale per Trump da quando il Presidente statunitense si è totalmente allineato all’autocrate russo. Persino quegli intellettuali, che furono per decenni campioni di sfrenato antiamericanismo, adesso cercano bersagli altrove. Trump può oltraggiare quotidianamente Zelensky (strano modo, sia detto per inciso, di condurre una trattativa di pace) ma qui da noi la mobilitazione di scrittori e artisti vari è distratta da altri impegni. È considerata una miglior causa la battaglia contro la presenza della casa editrice «Passaggio al bosco» in una fiera libraria. 

Né i morti civili provocati dai bombardamenti russi sull’Ucraina provocano — eccezion fatta per la Chiesa di papa Leone e per il capo dello Stato — alcuna manifestazione di indignazione. Né di pietà. Cosa che non ci stupisce da parte di coloro che si presentano come asettici osservatori geopolitici (anche se è bizzarro che da quasi quattro anni le loro «analisi» coincidano, alla lettera, con quelle di Dmitry Peskov e Marija Zacharova). Una qualche dose di cinismo fa parte del loro mestiere. Colpisce invece non vedere neanche una lacrima negli occhi di quelli che si autodefiniscono pacifisti e cristiani. Ci sembra strano che nel tragitto tra Perugia e Assisi non ci sia qualcuno che, in aggiunta alle tradizionali invocazioni alla pace, dedichi una sosta di meditazione per le vittime innocenti provocate dalle bombe di Putin. Che, da quando ventisei anni fa si è preso tutti i poteri, sono davvero tante. Troppe

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 2

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: LE TROMBE DELL’APOCALISSE – Puntata 6🙏

Loading the player...

PENSIERO QUOTIDIANO

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE IL DIARIO DI PADRE LIVIO

53. Maria è una Madre che guida la Chiesa

La Regina della pace nei suoi messaggi, in tutto questo lungo arco di tempo, si propone come la nostra guida e non si stanca di invitaci a seguirla.

Non vuole sostituire i Pastori nel loro compito di pascolare il gregge, ma insegna loro col suo esempio che cosa sia la “sequela Christi”.

Nella sequela di Gesù il cristiano non potrebbe avere una guida più sicura di Maria. Lei è innanzi tutto la Madre che ha preparato il Figlio alla sua missione e poi l’ha seguito, con determinazione e coraggio, portando la croce, la più pesante dopo quella del Redentore.

 Maria ha perseverato fino alla fine, seguendo il Figlio fino alla cima del Calvario. La sua fede incrollabile è stata l’unica luce che è rimasta accesa nelle tenebre, intorno alla quale la piccola comunità dei discepoli si è raccolta.

Quando l’oscurità avvolge il mondo e la falsa luce acceca gli occhi, è difficile anche per i migliori andare avanti nella giusta direzione. Se non si cammina accanto alla Madre, lasciandoci dolcemente orientare dal suo sguardo luminoso, rischiamo di perderci nel buio impenetrabile delle notti infernali.

La Madonna è la guida più sicura nella sequela di Gesù perché è tutta orientata a Lui. Fin dal momento dell’annunciazione, quando il Verbo si è fatto carne nel suo grembo, gli occhi della Madre sono costantemente rivolti verso il Figlio.

Ogni battito del suo cuore è un sussulto di amore per Lui. L’intera sua vita è al servizio della missione del Figlio. Anche ora in cielo, nella gloria della Santissima Trinità, continua ad essere l’Ancella del Signore, cooperando con Gesù nell’opera della salvezza del mondo.

Per quanto la Madonna sia madre più di qualsiasi altra, tuttavia si distingue per il fatto che non trattiene mai i suoi figli per sé. Lei sa che di averli ricevuti in consegna dal Figlio morente sulla croce.

Lei conserva nel suo cuore quelle parole che mai passeranno: “Donna ecco tuo figlio” (Gv 19, 26). I figli di Maria sono un dono di Gesù. Suo compito materno, fino alla fine dei tempi, è quello di condurli a Lui.

“Ad Jesum per Mariam”, a Gesù per mezzo di Maria, è l’insegnamento costante della Chiesa. Il piano della divina Sapienza incanta per la sua mirabile semplicità.

Il Padre ci ha donato il Figlio per mezzo di Maria e il Figlio a sua volta vuole che sia Maria a condurci a Lui.

Nella pericolosa traversata attraverso l’oceano della vita, solo coloro che guardano alla stella che brilla nell’oscurità sono sicuri di arrivare sani e salvi al golfo di luce dell’eternità.

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 8 – DECALOGO E LEGGE MORALE

Loading the player...

Leone XIV, Maria, aiutaci a non macchiare con il nostro peccato e la nostra miseria la santità della Chiesa

Papa Leone XIV prega la Madonna di Guadalupe, nel giorno della sua festa, nella omelia della Messa celebrata in san Pietro

Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano, venerdì 12 dicembre 2025, 16:34 (ACI Stampa).

Una lunga preghiera a Maria Madre dell’umanità. Papa Leone XIV prega la Madonna di Guadalupe nel giorno della sua festa nella omelia della messa celebrata in san Pietro.

La gioia che Maria riceve all’annuncio dell’ Angelo diventa la dinamica di chi lascia che la Parola di Dio entri nella sua vita e la trasformi. E così anche davanti alle domande di Juan Diego “in mezzo a conflitti senza fine, ingiustizie e sofferenze in cerca di sollievo, la Madonna di Guadalupe proclama il nucleo del suo messaggio: “Non sono forse qui io, che sono tua madre?” .

È la voce che risuona con la promessa della fedeltà divina, la presenza che sostiene quando la vita diventa insopportabile”. E così “Per tutta la sua vita, Maria porta questa gioia là dove la gioia umana è insufficiente” e risponde ai suoi figli.

“E come tuo figlio, ti chiedo: Madre, insegna alle nazioni che desiderano essere tuoi figli a non dividere il mondo in fazioni inconciliabili” e “istruisci i loro leader nel loro dovere di salvaguardare la dignità di ogni persona in ogni fase della vita” 

E poi il Papa chiede di sostenere i giovani “mostra loro che tuo Figlio cammina al loro fianco” e cerca “coloro che si sono allontanati dalla santa Chiesa” e “rafforza le famiglie: affinché, seguendo il tuo esempio, i genitori educhino i figli con tenerezza e fermezza, affinché ogni casa sia una scuola di fede” e “sostieni il clero e la vita consacrata nella loro fedeltà quotidiana e rinnova il loro primo amore”.

E per tutti il Papa chiede di imparare a custodire “il Vangelo nel cuore. Aiutaci a comprendere che, pur essendo destinatari, non siamo padroni di questo messaggio, ma, come San Juan Diego, ne siamo semplici servitori”, e “aiutaci a non macchiare con il nostro peccato e la nostra miseria la santità della Chiesa che, come te, è madre”.

 Infine il Papa chiede: “vieni in aiuto del Successore di Pietro, affinché confermi nell’unica via che conduce al Frutto benedetto del tuo grembo, tutti coloro che mi sono stati affidati. Ricordati di questo tuo figlio, «al quale Cristo ha affidato le chiavi del Regno dei cieli per il bene di tutti», affinché queste chiavi servano «a legare e sciogliere e a redimere ogni miseria umana» “.

La messa si è celebrata con i canti mariani dedicati alla Madonna di Guadalupe e in spagnolo.

Il Papa Oggi a Roma

A Città del Messico oggi

🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Natale 1988 – Seconda parte

Loading the player...

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 18

Pagina 21 di 367

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy