"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2025 Pagina 16 di 32

Ucraina – Russia, le notizie sul conflitto in diretta | Putin: «100 mila soldati nelle esercitazioni russe-bielorusse». Zelensky: «Contro Mosca servono risposte tangibili». Trump: «Il presidente ucraino raggiunga un accordo»

di Redazione Online – Corriere della Sera – 16 Settembre 2025

Le notizie di martedì 16 settembre sul conflitto tra Ucraina e Russia, in diretta. Kiev è in attesa di una decisione degli Usa sulla fornitura di sistemi di difesa aerea Patriot

Reuters: Mosca e Minsk simulano il lancio di armi nucleari dispiegate in Bielorussia, dice Lukashenko

Secondo quanto riportato da Reuters, Russia e Bielorussia stanno simulando il lancio di armi nucleari tattiche russe come parte di esercitazioni militari congiunte, ha dichiarato martedì il leader bielorusso Alexander Lukashenko. I media statali hanno citato il capo di stato maggiore bielorusso, secondo il quale le esercitazioni hanno incluso anche il missile ipersonico russo Oreshnik, che Mosca aveva testato lo scorso anno durante la guerra in Ucraina. Russia e Bielorussia stanno concludendo cinque giorni di esercitazioni militari denominate Zapad (“Ovest”), una dimostrazione di forza che – dicono – serve a testare la prontezza al combattimento, ma che ha preoccupato diversi Paesi vicini. Vestito in uniforme militare, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato martedì alti funzionari militari nella regione russa di Nizhny Novgorod, dove si sono svolte alcune delle esercitazioni. Circa 100.000 militari hanno partecipato alle manovre, che hanno coinvolto circa 10.000 pezzi di equipaggiamento militare, ha detto il Cremlino in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato.

Le esercitazioni servono a garantire la «protezione incondizionata della sovranità e dell’integrità territoriale dello Stato dell’Unione», ha dichiarato Putin, riferendosi all’alleanza tra Russia e Bielorussia. Secondo gli analisti militari occidentali citati da Reuters, queste esercitazioni – concepite per intimidire l’Europa – arrivano a pochi giorni dall’annuncio di Polonia e Nato di aver abbattuto droni russi che avevano violato lo spazio aereo polacco. La Bielorussia, alleata di Mosca e confinante con Ucraina, Russia e con i Paesi Nato Polonia, Lituania e Lettonia, ospita armi nucleari tattiche russe sotto il comando e controllo di Mosca. Lukashenko, citato dall’agenzia di stampa statale Belta, ha affermato che era naturale che le armi nucleari tattiche russe facessero parte delle esercitazioni Zapad. «Stiamo esercitandoci su tutto. Anche loro (l’Occidente) lo sanno, non lo nascondiamo. Dal fuoco con armi convenzionali leggere fino alle testate nucleari. Dobbiamo essere in grado di fare tutto questo. Altrimenti, perché dovrebbero trovarsi in territorio bielorusso?» è stato citato. «Ma non abbiamo assolutamente intenzione di minacciare nessuno con esse».

Il Ministero della Difesa bielorusso ha confermato in un comunicato che è stato simulato l’uso di armi nucleari tattiche, insieme al dispiegamento del missile balistico a raggio intermedio Oreshnik, che Mosca aveva utilizzato per la prima volta contro l’Ucraina il 21 novembre dello scorso anno. Putin ha dichiarato alla fine dello scorso anno che la Russia potrebbe schierare gli Oreshnik – che sostiene siano impossibili da intercettare – sul territorio bielorusso nella seconda metà del 2025. Lukashenko, che mantiene colloqui regolari con Putin, ha permesso a Mosca di utilizzare il territorio bielorusso per entrare in Ucraina nel febbraio 2022, ma non ha impegnato direttamente le proprie truppe nei combattimenti. Il presidente statunitense Donald Trump ha iniziato a coltivare rapporti più stretti con Lukashenko, a lungo considerato un paria dall’Occidente, e la scorsa settimana ha allentato alcune sanzioni contro la Bielorussia in cambio della liberazione di 52 prigionieri, tra cui oppositori politici. Ufficiali militari statunitensi hanno osservato parte dell’esercitazione Zapad in Bielorussia lunedì. 

Che cosa comprendono le esercitazioni Zapad? Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato martedì che i bombardieri strategici russi Tu-160, capaci di trasportare armi nucleari, hanno simulato il lancio di missili da crociera sul Mare di Barents, a nord dei Paesi nordici. I bombardieri hanno sorvolato per circa quattro ore le acque neutrali del Mare di Barents, scortati da caccia MiG-31, ha precisato il ministero. Separatamente, ha riferito che i marines della Flotta del Nord russa hanno simulato la difesa di una penisola nella regione di Murmansk da uno sbarco anfibio nemico. Un video mostrava le truppe – supportate da elicotteri d’attacco e caccia – usare veicoli blindati, droni, lanciarazzi portatili e armi automatiche per respingere un nemico immaginario. Navi della Flotta del Baltico russa – supportate da caccia – hanno lanciato missili da crociera contro navi nemiche simulate, così come i lanciatori mobili di missili terrestri della flotta. Nell’enclave russa di Kaliningrad, le truppe hanno utilizzato un complesso di ricognizione radio Torn-MDM per individuare le posizioni delle forze nemiche e trasmettere le coordinate alle unità di droni e artiglieria.

PS:

La preghiera, in particolare quella del Rosario è infinitamente più forte dei missili atomici. Non lasciamoci impressionare. “Affrontate e vincete Satana col Rosario in mano”, ci ha esortato la Regina della pace.

Al termine dei Segreti vedremo che fine hanno fatto questi personaggi che hanno messo la loro vita in mano a Belzebù e che si credono i padroni del mondo.

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio – Puntata 27 – Il discernimento dell’eucarestia

Loading the player...

Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 1998 – 1 parte

Loading the player...

Charlie Kirk, Tyler Robinson non confessa: rinvenuto il suo Dna sulla scena. Il presunto assassino: «Ho l’opportunità di eliminarlo»

di Viviana Mazza – Corriere della Sera – 16 Settembre 2024

Il direttore dell’Fbi: «Il Dna di Robinson sull’asciugamano in cui era avvolto il fucile e su un cacciavite sul tetto del campus. Aveva scritto “ho l’opportunità di uccidere Kirk e la coglierò”». Il vicepresidente Vance condurrà il podcast dell’attivista

WASHINGTON – Le autorità prevedono di incriminare oggi Tyler Robinson per l’omicidio di Charlie Kirk. Per una coincidenza è la stessa data di una udienza prevista oggi per Luigi Mangione a New York. Robinson non ha confessato l’omicidio alle autorità e non sta cooperando. Ma le persone intorno a lui stanno parlando, incluso il fidanzato che sta facendo la transizione di genere da uomo a donna. 

Non solo: il 22enne Tyler Robinson avrebbe confessato di essere il responsabile dell’omicidio in una chat online, poco prima di costituirsi alle autorità. Lo scrive il Washington Post, che ha ottenuto gli screenshot dei messaggi inviati dal giovane in una chat su Discord. «Ragazzi, ho una brutta notizia: sono stato io ieri, mi dispiace per tutto questo», si legge in un messaggio inviato dal profilo di Robinson il giorno dopo l’assassinio di Kirk. Il messaggio è stato inviato giovedì notte, due ore prima del fermo. Una persona all’interno della chat ha condiviso gli screenshot con il quotidiano, confermando che i messaggi sono arrivati dal profilo del 22enne. 

Robinson è in carcere in Utah ed è monitorato attentamente, secondo fonti di Fox News, dato anche il fatto che quando il padre lo ha spinto a consegnarsi avrebbe detto che preferiva morire. Continua intanto la ricostruzione della vita e delle abitudini del presunto killer. 

Un ex compagno delle superiori lo definisce «un Reddit kid», un ragazzo immerso profondamente nelle comunità online e nei meme. Ieri il capo dell’Fbi Kash Patel ha dichiarato su Fox News che Tyler Robinson «aveva avuto uno scambio di messaggi con un altro individuo nel quale diceva che aveva l’opportunità di eliminare Charlie Kirk e che lo avrebbe fatto perché odiava quello che Charlie rappresentava». Il presunto killer avrebbe indicato le stesse intenzioni in un messaggio scritto, secondo Patel. 

Il capo dell’Fbi afferma che è stato scritto prima dell’omicidio per essere trovato nella casa che Robinson condivideva con il fidanzato. «Da allora la nota è stata distrutta… ma abbiamo confermato che cosa diceva». 

Il governatore dello Utah Spencer Cox ha affermato che l’ideologia di Robinson era «di sinistra» e che è stato «radicalizzato». È stato poi trovato il dna di Robinson sia sull’asciugamani usato per avvolgere il fucile nascosto tra i cespugli che su un cacciavite ritrovato sul tetto da cui il killer avrebbe sparato. 

Un nuovo video mostra che Robinson perlustrò una strada residenziale vicino alla Utah Valley University poche ore prima dell’omicidio di mercoledì. Alle 8.23 del mattino lo si vede girare in auto (la stessa Dodge Challenger identificata dalla polizia con cui arrivò nel campus). Poco più di un’ora e mezza dopo Robinson cammina davanti alla stessa casa indossando una T-shirt e pantaloncini grigi. L’abbigliamento è diverso da quello con cui ha compiuto l’omicidio. Un aspetto delle indagini in corso riguarda se qualcuno — individui o organizzazioni — sapessero del piano.

Medjugorje: Le mie parole vengono dal Cielo – di P. Livio – 1. “Le mie parole vi siano preziose” (25-06-2002)

🔴LIVE🔴LE TROMBE DELL’APOCALISSE – Di Padre Livio – puntata 7

Loading the player...

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 16/09/2025

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 10

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Martedì 16 Settembre 2025

h. 9.00 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50 – 9.20 ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

Gaza: è partita l’invasione


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO (Nuova Serie – Ogni giorno una frase speciale della Gospa)

1 – “Le mie parole vi siano preziose” (25-6-2002)

+Mai la Madonna ha parlato così a lungo come a Medjugorje

+I principali  filoni dei messaggi:

+I Messaggi dei primi tre anni: 1981-1984

+I Messaggi alla parrocchia attraverso Marija ( dal 1984 a tutt’oggi…)

+I Messaggi per i non credenti attraverso Mirjana ( 2000 – 2020)

+I Messaggi per il gruppo di Ivan incominciati nel 1982 a tutt’oggi

+Messaggi riferiti da Vicka nelle sue silloge ai pellegrini

+I messaggi occasionali ai Veggenti

+Attraverso i Messaggi la Madonna si propone di guidare i fedeli sulla via della santità

+I messaggi sono evangelici, materni, di elevata spiritualità

+La Chiesa non ha mai rilevato errori nei messaggi

+Imparare a memoria le parole più significative dei Messaggi

10.05  TELEFONATA A PADRE LIVIO


h. 10.o5 LE TROMBE DELL’APOCALISSE (5)


BLOG: blogdipadrelivio.it


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

Gaza, parte l’invasione: l’attacco finale sulla città

(dal nostro inviato a Tel Aviv, Francesco Battistini) – Corriere della Sera – 16 Settembre 2025

Aerei, colpi d’artiglieria, droni, elicotteri Apache. «Anche i tank». Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, stringe la mano a un sorridente Bibi Netanyahu e si prepara a ripartire da Israele. Qualche ora, e la mezzanotte di Gaza City si riempie d’esplosioni e di lampi: è partito l’attacco. Una ventina di raid in meno di 40 minuti, uno ogni cento secondi. 

«L’operazione in corso è solo l’inizio — spiegano i vertici militari — c’è un’intera serie d’obbiettivi da raggiungere». Entrano i corpi speciali israeliani ad Al Jalaa, in pieno centro città, dove si pensa siano nascosti molti degli ostaggi, ma si sentono colpi a ripetizione anche a Sheikh Radwan, ad Al Karama e sulla costa di Tel Al Hawa. Pure a Nuseirat, il campo profughi che si trova nella zona centrale della Striscia. «L’Idf è pronto a entrare», titolava ieri mattina un giornale, Ma’ariv, e la «settimana decisiva» annunciata domenica dal capo di stato maggiore, Eyal Zamir, è cominciata subito. La spallata finale ai palestinesi che non vogliono — e nella maggior parte dei casi non possono — andarsene dal capoluogo. 

Trecentomila sono già scappati, altri 650 mila no. «Cercare sicurezza a Gaza in questo momento è impossibile — aveva commentato una portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric, appena prima dell’attacco —, la maggior parte delle persone non è in grado di fuggire, anche per i costi. O sceglie di non farlo, perché è stata sfollata già troppe volte». Le bombe sono più forti anche delle minacce di Hamas, che spingeva i gazawi a restare: nella notte, il fiume dell’esodo è ripreso abbondante verso est e verso sud, con le strade intasate. Giungono parole che sono pianti: «Mentre i leader arabi s’incontrano nel lusso a Doha — dice Fatma, una donna ascoltata da Ynet —, l’occupante continua a bombardare Gaza senza sosta. Ignorano i vertici e le condanne. Gaza sanguina, soffre, è esausta: volete schierarvi con noi nei fatti, non solo nelle parole?». E Anas, un altro sfollato: «È una notte infernale: ogni genere di bombardamento, ogni genere d’arma da fuoco».

È una vera invasione di terra. La più imponente, pesante di questi due anni di guerra. I palestinesi raccontano di rimbombi mai sentiti prima: le «bombe robot», dicono, capaci di cercarsi l’obbiettivo. Una fonte dell’Israel Defense Force spiega che «la prima preoccupazione è per i 22 ostaggi ancora vivi», che secondo voci uscite lunedì mattina sono gestiti dal cosiddetto «Comitato per le imboscate e la guerriglia» dell’ala militare e sarebbero stati piazzati da Hamas in punti di superficie, come scudi umani. Il presidente americano Donald Trump legge la minaccia e avverte: «Spero che si rendano conto di che cos’accadrà, se decidono di fare una cosa del genere: un’atrocità mai vista prima, non permettete che accada, altrimenti tutto sarà possibile». Un ostaggio, il soldato Matan Angrest, secondo la madre sarebbe già stato colpito dal fuoco amico dell’Idf. Al Forum delle famiglie non resta che marciare nella notte sulla residenza del premier, a Gerusalemme. Azza Street viene chiusa, dalla strada s’alza una voce: «Bibi è fuggito in pochi minuti, per paura delle nostre proteste!».

Ci sono voluti quattro giorni, a schierare tutte le truppe alle porte della Striscia. Il piano d’attacco prevedeva d’entrare a Gaza City da ovest, e secondo le prime testimonianze sarebbe stato rispettato. «Un’invasione graduale», ha detto il generale Zamir al gabinetto di sicurezza. L’idea di base era che la maggior parte dei civili avrebbe accettato di lasciare la città solo all’ultimo momento, il che ha obbligato l’Idf a pianificare attentamente il dispiegamento delle truppe sul terreno. Una scelta molto criticata dagli strateghi militari: «È giunto il momento di una svolta — commentava ieri il quotidiano Yedioth Ahronot —. Hamas non vuole la conquista di Gaza City. Israele non vuole la conquista di Gaza City. Chiunque stia fantasticando che questa sia la strada per la vittoria su Hamas, dovrebbe analizzare i fatti. Israele vuole che la gente lasci Gaza City senza filtro, anche in auto. Se Hamas vuole andarsene, potrà farlo senza problemi. Ma dopo Gaza City, inizieremo a sentire parlare della necessità di conquistare i campi profughi nella Striscia di Gaza centrale, poi la zona umanitaria di Mawasi, e poi di nuovo Gaza City, dove Hamas sarà tornato… E così via».

Tante incertezze, non si sono avvertite nel premier e nei ministri: «Voglio che questa operazione inizi entro i tempi concordati», aveva detto Netanyahu domenica sera, senza che s’ipotizzassero le 24 ore successive. Sulle mappe d’attacco, comunque, non è mancato qualche momento di tensione: fino all’ultimo, «il premier non ci ha detto quale sarebbe stata la fase successiva — protestava ancora ieri mattina Zamir —. Non abbiamo saputo a che cosa prepararci. Se vogliono un governo militare, allora dovrebbero dire governo militare». 

Uso a obbedire, ma non tacendo, il generale ha voluto fosse messo a verbale un altro punto: «Siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi della guerra così come sono stati definiti dal gabinetto di sicurezza. Ma non ci s’illuda: Hamas non sarà sconfitta militarmente, o in termini di capacità di governo, nemmeno dopo quest’operazione per conquistare Gaza City». Zamir aveva anche criticato il piano d’espandere il numero dei centri di distribuzione degli aiuti, un’operazione che s’è rivelata un «fallimento»: «Non capisco perché si stiano spendendo soldi per questo e perché il numero di centri venga aumentato, se quel piano era già fallito». Zamir ha fatto mettere nero su bianco un’altra condizione: che arrivino comunque gli aiuti umanitari anche dentro Gaza City, nonostante l’esodo. Almeno finché ci sarà una popolazione civile. L’ultimo scrupolo. Chissà se gli daranno retta.

Pagina 16 di 32

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy