"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2025 Pagina 5 di 29

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

– 40 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]
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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 288 – ORIGINE, FONDAZIONE E MISSIONE DELLA CHIESA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Se satana è potente, Dio è onnipotente

Buon giorno carissimo padre Livio, sono felice di risentirla di nuovo alla radio, una grazia grande per tutti noi che la seguiamo assiduamente. Un grazie dal profondo del cuore per la sua missione a beneficio di tutti gli uomini e le donne che desiderano la salvezza.

Personalmente, come già detto altre volte, credo ai veggenti di Medjugorje e seguo con attenzione i messaggi della Madonna attraverso Radio Maria.

Nell’ultimo messaggio del 18 marzo a Miriana, ho tremato alle parole della madonna in oggetto: “Senza Dio non avete né futuro né vita eterna”…

Mi sono sentita inerme, ho pensato non tanto a me che umilmente faccio quanto mi è possibile per essere unita alla Madonna e a Gesù, con la conversione ogni giorno, con la preghiera e i Sacramenti…

Ho pensato ai grandi del mondo che non ci fanno dormire la notte perché tutto ci parla degli armamenti e della guerra, sono un po’ scoraggiata e molto preoccupata per la situazione attuale nel mondo.

Cosa vuole dirci la Madonna senza Dio non avete né futuro né vita eterna? Corriamo il rischio di un disastro nucleare? Molti periranno?

Tutte domande che mi chiedo, la mia non è certo curiosità di conoscere il futuro ma come mamma di quattro figli giovani, confesso che sono preoccupata, non certo mi manca fiducia in Dio ma sento che troppe persone induriscono il cuore anche con l’arrivo dei segreti, proprio come il faraone d’Egitto.

Padre Livio carissimo un abbraccio e  grazie da Anna della provincia di Avellino


Cara Anna,

la sua famiglia ha la grazia di avere Lei che crede e che prega e che potrà essere un punto di riferimento prezioso nel momento delle prove.

La preoccupazione della Madonna è proprio quella che ci siano delle luci che risplendano nelle tenebre e che testimonino la sua presenza.

Più ce ne saranno e più anime si salveranno. Noi, che abbiano risposto alla chiamata, dobbiamo essere le mani tese di Maria verso tutti quelli che amiamo, che conosciamo e che ci chiedono aiuto.

A tutti quelli che credono e pregano, la Madonna darà tutte le grazie necessarie per affrontare i momenti più difficili, infondendo forza e coraggio nei cuori per superare ogni difficoltà.

Non dimentichiamo che, se satana è potente, Dio è onnipotente e il male non può toccare quelli che Dio vuole proteggere e salvare.

Ave Maria

Padre Livio

DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”

39. La rivelazione dei Segreti tre giorni prima pone l’umanità di fronte a una scelta

Nella storia della Salvezza testimoniata nella Sacra Scrittura e nella storia bimillenaria della Chiesa non si trova nulla che possa essere paragonate ai Dieci Segreti di Medjugorje quanto alla dinamica del loro accadimento.

Si tratta infatti di una profezia che si realizza tre giorni dopo per lasciare il tempo, in particolare alle persone interessate dagli eventi, di fare delle scelte.

Nella sostanza si tratta della decisione di credere o di non credere alla profezia che viene rivelata per incarico di Maria in nome di suo Figlio Gesù.

Quelli che credono, in questo breve tempo loro concesso, possono prendere le risoluzione necessarie per la loro salvezza, quella spirituale come quella temporale.

Quelli che non credono si renderanno conto di quale grazia hanno perso per la loro incredulità e durezza di cuore. Potremmo dire che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

In questa prospettiva i Segreti di Medjugorje non sono dei castighi che vengono dal Cielo a causa dei peccati degli uomini, ma piuttosto un ammonimento a non restare induriti nel proprio accecamento.

La rivelazione dei tre giorni prima che accadano è indubbiamente un dono della Divina Misericordia, che non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva.

Quelli che periranno, nel tempo e nell’eternità, lo devono alla loro incredulità o, peggio ancora, all’odio contro Dio che li ha fatti diventare ciechi e sordi ai richiami della grazia.

La Madonna da quasi mezzo secolo è presente con apparizioni quotidiane per chiamare alla conversione, ma in definitiva quanti hanno risposto a una chiamata che ha raggiunto un numero enorme di persone?

Ciò nonostante il Cielo dà un’ultima possibilità a un mondo che ha messo se stesso al posto di Dio, lasciandosi  trascinare dalla seduzione dell’angelo ribelle.

Dinanzi a Cristo e all’avversario ognuno farà la sua scelta decisiva, con la quale determina il suo destino eterno di tenebre o di luce, di morte o di vita, di felicità in Dio o di disperazione senza Dio.

Proprio perché si tratta di ciò che è più importante e decisivo per la vita la Madonna vuole che ci prepariamo per tempo al suo seguito, perché domani potrebbe essere troppo tardi.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul trionfo del Cuore Immacolato di Maria

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria non avverrà per mano di potentati umani che in maniera vistosa difenderanno la fede e la Chiesa Cattolica. Non ci saranno e non ce ne sarà bisogno. Già il solo fatto che la Madonna parli dei dieci Segreti è un accostamento con le dieci piaghe d’Egitto. C’è un’analogia fra quello che è accaduto in Egitto e quello che accadrà. Dio ha liberato il popolo di Israele con le dieci piaghe, senza ricorrere a potenze umane. Così come le dieci piaghe d’Egitto sono servite a liberare il popolo di Israele, allo stesso modo gli eventi dei Segreti cambieranno il mondo.
Dio vinse in Egitto senza ricorre agli eserciti e lo stesso accadrà con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Dio non avrà bisogno di potentati umani, basterà la sua Onnipotenza. La potenza di Dio libererà l’umanità dal mondo nuovo senza Dio, così come liberò il popolo di Israele in Egitto per mezzo del bastone di Mosè.

Questa riflessione ci spinge anzitutto a cercare la salvezza in chi veramente può darcela; sappiamo che Dio ha inviato Maria come condottiera a guidare la Chiesa maternamente verso la vittoria della Croce, verso il tempo della pace divina. Non ci sono condottieri umani armati con bombe atomiche, c’è solamente la Madonna con la Corona del Rosario!

Ci sarà indubbiamente bisogno di mezzi umani, di apostoli dell’amore di Maria che testimonieranno la fede, sono coloro che hanno risposto alla chiamata, le sue mani tese verso coloro che sono lontani da Dio, sono coloro che con la testimonianza di vita e il fervore della fede illumineranno il cammino a chi brancola nel buio delle tenebre maligne. La Madonna ha bisogno di un esercito, di una schiera, che con le armi spirituali può arginare il male che il diavolo semina nei cuori e nel mondo. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per preparare il suo esercito armato di Croce, Rosario, digiuni e rinunce. Il nemico vero è Lucifero, è il regno del diavolo, sono gli uomini che si sono consacrati a lui, sono le anime dannate.

Con i dieci Segreti la Madonna cambierà il mondo, accadranno cose mai viste. Il terzo Segreto, che è l’unico di cui conosciamo più dettagli, è bellissimo, indistruttibile, viene dal Signore, durerà fino alla fine del mondo. Il segno sulla montagna sarà qualcosa di strepitoso. La veggente Mirjana ha detto che del primo Segreto si parlerà a lungo, si tratta di un evento funesto; il terzo sarà ancora più eclatante, metterà in subbuglio il mondo, non avrà una spiegazione umana, scientifica. Solamente Dio conosce il futuro, e il fatto che la Madonna lo svelerà tre giorni prima che accada, sarà un sigillo inconfutabile della presenza di Dio e della Regina della pace. Questo segno resterà sulla montagna per tutto il tempo dei Segreti e fino alla fine del mondo; sarà un colpo tremendo a tutti i potentati umani che sono autoreferenziali, si auto conferiscono il potere supremo. Solo Dio è l’unico padrone del mondo, Lui ne è il creatore, il redentore, il padrone.

Il segno del terzo Segreto scuoterà il mondo senza Dio, alla gente cadranno le squame dagli occhi, i popoli rimarranno stupiti, anche chi non è cattolico si farà delle domande e troverà le risposte nella profezia di Maria, che per ben dieci volte annuncerà tre giorni prima quello che accadrà, dove, l’istante preciso e la durata dell’evento. Lo sguardo di chi prima non credeva si aprirà e scorgerà la presenza e la potenza di Dio, che ha inviato Maria per salvare le anime.

Esiste un segno analogo nella Storia della Chiesa ed è quello di Fatima, quando il Sole ha iniziato a girare vorticosamente dopo una forte pioggia, alla presenza di decine di migliaia di persone. La gente si spaventò, molti si convertirono. Il terzo Segreto di Medjugorje sarà ancora più sconvolgente, sarà permanente. Le coscienze si risveglieranno, l’impero delle tenebre crollerà come un castello di carta.

La progressione degli eventi dei Segreti sarà spaventosa per chi non crede ma entusiasmante per chi crede. Gli eventi dei Segreti riguarderanno la Chiesa, la guerra, la natura e saranno tali da sparigliare tutte le carte, da sconvolgere gli schemi, da far saltare ogni calcolo, da mettere in crisi ogni potere. La Regina della pace ha ribadito tante volte che per il mondo nuovo senza Dio non c’è né futuro, né salvezza eterna.

Alla luce di tutte queste premesse, è indubbio che stiamo andando incontro all’Apocalisse nella sua grandiosità, nella sua maestosità; davanti agli occhi di questo mondo incredulo si manifesterà il divino, una luce abbagliante dissiperà le tenebre. Dobbiamo prepararci a questi eventi, tanto più se Dio ci farà la grazia di essere protagonisti nel tempo dei Segreti illuminando le menti, facendoci mani tese per guidare le anime lontane sulla strada della salvezza. Quando Dio si manifesta con la sua potenza è terribile. Già col primo Segreto rimarremo stupiti dall’efficacia di questa profezia che non può che essere divina proprio perché solamente Dio conosce il futuro. La nostra fede verrà rafforzata, la schiera di Maria aumenterà sempre di più.

Il male perde sempre. Chi si oppone a Dio finisce inevitabilmente all’inferno se non si pente e non si converte. Man mano che gli eventi dei Segreti si manifesteranno crollerà il mondo senza Dio, crollerà il paganesimo e crolleranno quelle forme di cristianesimo che si sono consapevolmente allontanate dalla pienezza cattolica. Nel medesimo tempo, crolleranno tutti potentati umani e finiranno nel buio dell’inferno, dove c’è pianto e stridore di denti.

La battaglia sarà di carattere spirituale, si fronteggeranno i sostenitori di satana e i seguaci di Cristo. Si manifesterà la gloria di Dio. Il mondo, inevitabilmente, cambierà e alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà. La Divina Misericordia toccherà i cuori e molti si convertiranno anche grazie alle nostre testimonianze, alle nostre preghiere.
Accadranno cose mai viste, si apriranno scenari nuovi, il mondo ne uscirà rinnovato e per l’umanità ci sarà un tempo di pace.

Da Yalta a Mosca, 1945-2025

 26 Marzo 2025 ore 15:19

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana – 1891

Lo spettro della conferenza di Yalta aleggia sull’Europa mentre gli osservatori internazionali si interrogano sulla possibilità della fine della guerra tra Russia e Ucraina e sui contenuti di una possibile tregua.

E’ ancora prematuro entrare nel merito delle trattative in corso tra Stati Uniti e Russia, tuttavia l’analogia con gli accordi di Yalta del 1945, più che l’aspetto geopolitico, sembra riguardare il rapporto psicologico tra gli interlocutori. Un vecchio saggio dello storico francese Arthur Conte, Yalta ou le partage du monde11 février 1945 (Robert Laffont, 1964, tr. it, Gherardo Casini, 1967) ci aiuta a comprendere una certa similitudine tra i negoziati attuali e quelli che ottant’anni fa si svolsero sul Mar Nero.

Josif Stalin, il vecchio compagno di lotta di Lenin, divenuto padrone di tutte le Russie, fu il protagonista incontrastato dell’incontro che si svolse in Crimea, tra l’11 e il 14 febbraio 1945, tra i leader delle tre potenze vittoriose: Stati Uniti, Inghilterra e Russia. Stalin era un uomo che aveva passato tutta la vita nei complotti, a ordirli o a sventarli. «Banale e pericoloso come un pugnale del Caucaso», disse di lui lo scrittore rivoluzionario Victor Serge. Il dittatore russo giudicava l’Occidente un mondo malato, avviato al declino e alla morte, secondo le teorie di Marx sull’evoluzione della società. Malgrado la sua malattia, il nemico capitalista era però capace di convulsioni finali e per difendersi Stalin era convinto della necessità di creare intorno alle frontiere del suo paese una catena di Stati-cuscinetto. Il dogma dell’accerchiamento lo ossessionava. Da qui l’obiettivo di ottenere, sui confini dell’URSS, la maggiore quantità possibile di zone di protezione, controllando in un modo o nell’altro la maggior parte dell’Europa centrale e orientale. 

Stalin temeva Churchill e aveva il suo interlocutore privilegiato nel presidente americano Franklin Delano Roosevelt, giunto malato e indebolito a Yalta. Roosevelt era infermo, da quando, giovanissimo, era stato colpito da poliomielite. Proveniente da una famiglia ricca, era un narcisista che non aveva mai avuto preoccupazioni di denaro e nella sua ricerca del potere non aveva mai affrontato con profondità i problemi importanti del suo tempo. Era giunto a Yalta dominato da due idee: terminare la guerra al più presto possibile ed organizzare una pace duratura. Al di sopra di ogni cosa, nutriva il sogno di essere l’“Uomo della pace” e perciò il più grande uomo di tutti i tempi. Era convinto che il solo modo per arrivare alla pace fosse l’istituzione di una Organizzazione delle Nazioni Unite alla quale la presenza dell’URSS e degli USA avrebbe conferito l’autorità che era mancata, negli anni Trenta, alla disgraziata Società delle Nazioni. Pur di ottenere l’adesione di Stalin al suo progetto, Roosevelt era pronto a pagare qualunque prezzo. La sua opinione superficiale sull’autocrate del Cremlino risulta dalla risposta impaziente che diede all’ambasciatore William Christian Bullitt, che cercava di metterlo in guardia: «Bill, non contesto la logica del tuo ragionamento. Ho solo l’impressione che Stalin non sia quel tipo di uomo. Harry [Hopkins] dice che non lo è e che non vuole altro che sicurezza per il suo paese, e penso che se gli concedo tutto ciò che mi è possibile dargli e non gli domando nulla in cambio, noblesse oblige, lui non cercherà annessioni e collaborerà con me per un mondo di democrazia e pace» (https://time.com/archive/6824640/historical-notes-we-believed-in-our-hearts/). Harry Hopkins, alto dignitario della massoneria, era il principale collaboratore di Roosevelt e sosteneva: «Non c’è dubbio che i Russi amino il popolo americano. Amano gli Stati Uniti. Hanno fiducia negli Stati Uniti più che in qualsiasi altra potenza al mondo». 

Roosevelt tornò da Yalta convinto di essere riuscito ad addomesticare Stalin. Eppure le intenzioni di Stalin erano chiare: i paesi baltici facevano già parte integrante dell’Impero sovietico, egli nascondeva a mala pena di voler sovietizzare la Finlandia e la Jugoslavia, teneva in pugno la Bulgaria e un colpo di Stato stava avvenendo in Romania. A Yalta il comunismo internazionale si rese conto dell’ingenuità dell’Occidente. La sovietizzazione dell’Europa orientale, la vittoria di Mao Tse Tung in Cina, la caduta della Corea e dell’Indocina, il muro di Berlino, la conquista di Cuba, derivarono tutti, secondo Arthur Conte, dalla vittoria di Stalin a Yalta. E negli accordi di Yalta si deve anche ricercare la causa e l’ispirazione delle grandi campagne russe del dopoguerra in favore del pacifismo.

Il carattere di Trump e il suo progetto politico sono certamente diversi da quelli di Roosevelt. Cosa pensare però dell’immobiliarista Steve Witkoff, al quale il presidente americano ha affidato l’avvio del delicato negoziato tra Russia e Ucraina? Witkoff è stato intervistato da Tucker Carlson il 21 marzo 2025, per discutere del suo incontro con il presidente russo, avvenuto a Mosca la settimana precedente. Nel corso dell’intervista Witkoff, di fronte a un Carlson quasi commosso, ha riferito che Putin ha commissionato un bellissimo ritratto di Trump al miglior artista russo, e glielo ha dato perché lo portasse al presidente, che ne è stato toccato. Putin gli ha detto inoltre di essere andato in chiesa per pregare per Trump dopo l’attentato in Pennsylvania del 14 luglio scorso. Per l’inviato di Trump, Putin «non è una cattiva persona», e «non vuole conquistare tutto il Vecchio Continente», anzi, ha detto, è un “grande” leader che cerca di porre fineal conflitto in corso da tre anni tra Mosca e Kiev. «Mi è piaciuto. Ho pensato che fosse sincerocon me», ha ribadito Witkoff (https://www.youtube.com/watch?v=acvu2LBumGo). 

Ascoltando l’intervista, colpisce l’ottimismo e l’inesperienza dell’inviato di Trump di fronte a una vecchia volpe del KGB quale è Vladimir Putin. Ciò non significa che il presidente americano condivida le impressioni del suo collaboratore. E’ molto difficile entrare nella mente di Trump, per quanto sia più loquace ed estroverso di Putin. La strategia del capo del Cremlino ha però il vantaggio di essere chiara, perché è stata ripetutamente espressa negli ultimi quindici anni. In un’intervista allo stesso Tucker Carlson del 9 febbraio 2024, dopo una lunga lezione di storia, Putin ha sostenuto che fin dalle sue origini l’Ucraina è parte storica della “Grande Russia” e tornerà ad esserlo. In altre occasioni ha indicato come suo modello Stalin, da lui considerato come il patriota che nella Seconda guerra mondiale ha vinto «la grande guerra patriottica» e ha restaurato l’unità della Russia, restituendogli il ruolo di grande potenza. Per raggiungere questo obiettivo, per Stalin era necessario dissipare i timori che gli anglosassoni potessero nutrire circa le sue intenzioni rivoluzionarie. Tra le altre cose, decise perciò che l’Internazionale non sarebbe più stato l’Inno nazionale. Il nuovo inno, musicato da Aleksandr Aleksandrov su parole di Sergej Michalkov e Gabriel El-Registan e trasmesso per la prima volta alla radio russa il 1° gennaio 1944, scandiva il ritornello: «Gloria a te nostra patria libera – baluardo sicuro dell’amicizia dei popoli – voli di vittoria in vittoria la bandiera sovietica, la bandiera nazionale!». Abolita quando il regime sovietico crollò nel 1991, la melodia è stata riadottata da Putin nel 2000 come Inno nazionale della Federazione russa e ne esprime la volontà di potenza. 

Come ha spiegato in un’intervista al “Corriere della Sera” del 25 marzo, l’ex capo del KGB di Mosca, il generale Evgeny Savostyanov, ora in esilio: «Putin accetterà una tregua completa solo quando sarà sicuro di poter raggiungere i suoi grandi obiettivi. Egli vuole assolutamente entrare nella storia come “Il Grande raccoglitore delle terre russe”, colui che ha invertito la disgregazione dell’Impero avviata nel 1867 con la vendita dell’Alaska agli Stati Uniti. Non è solo per sé stesso. L’inclusione in uno Stato unico di Ucraina e Bielorussia gli consentirebbe di aumentare la “sua” popolazione fino a circa 188 milioni, con un ampliamento delle risorse di mobilitazione, del mercato interno di consumo e dei quadri lavorativi. Era una teoria cara al vecchio KGB: più è piccola la Russia, più diventa ingovernabile: Il suo principale obiettivo ha un fondamento sia pratico che ideologico». «L’Europa deve svegliarsi», conclude Savostyanov. Ma il monito vale anche per gli americani.

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