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12. Il terzo Segreto è un miracolo permanente mai accaduto
Non vi è dubbio che fra tutti i Dieci Segreti di Medjugorje il terzo è il più importante nel piano di Maria ed è anche quello di cui conosciamo qualcosa. Si tratta di un Segno che la Madonna lascerà sulla collina delle apparizioni per testimoniare che Lei è veramente apparsa a Medjugorje in tutti questi anni.
La storia del Segno risale fino ai primi giorni delle apparizioni, quando i veggenti hanno chiesto alla Gospa un segno perché tutti potessero credere alla loro testimonianza. La Madonna rispose che loro stessi dovevano essere un segno.
Tuttavia dopo qualche tempo è la Madonna stessa che riprende il discorso chiedendo ai veggenti perché non facevano più domande riguardo al segno. Già nei primi tempi delle apparizioni il Segno è all’ordine del giorno e la Madonna lo mostra ai sei veggenti che, senza rivelarlo, lo descrivono come bellissimo, indistruttibile, durevole e che vien dal Signore.
Non trapela nulla su che cosa sia un segno del genere ma, il solo fatto che venga descritto come indistruttibile e che duri fino alla fine del mondo, lo porta al di là di ogni nostra immaginazione. In ogni caso il solo fatto che resti sulla collina delle apparizioni per tutto il tempo dei “flagelli”, cioè dei Segreti dal quarto al decimo, è un motivo di grande consolazione per i credenti.
Inoltre il fatto che sia un Segno che viene dal Signore sta indicare che non si tratta di un Segno stravagante, ma di una realtà che ha a che fare con la fede cattolica. Infatti la Madonna rivela che “molti verranno e si inginocchieranno” davanti al Segno.
E’ chiaro che un segno che si manifesta improvvisamente, dopo essere stato rivelato tre giorni prima, e che non ha nessuna spiegazione naturale, susciterà una discussione animata sia nella Chiesa che nel mondo e non vi è dubbio che al riguardo si formeranno degli schieramenti fra chi crede e chi non crede.
Il Segno sarà un richiamo per l’intera umanità che, alla vigilia dei “sette flagelli”, si troverà in una situazione di grande confusione e cecità spirituale, ammaliata dalla seduzione anticristica che già ora avvolge il mondo e minaccia la Chiesa.
La Madonna lascia intendere che il Segno non verrà accolto perché la durezza di cuore è tale che anche chi lo vede di presenza non crederà: “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 Luglio 1981).
Questa profezia della Madonna lascia intendere che Lei darà il Segno soprattutto per la Chiesa perché riconosca le apparizioni prima dello scatenamento dei “sette flagelli”. La parole “Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno” fanno pensare che la Chiesa stessa potrebbe dividersi dinanzi al Segno.
Quelli che hanno creduto alle apparizioni in tutti questi anni crederanno al Segno e si fortificheranno nella loro fede mariana. Al contrario quelli che non hanno creduto fino ad ora, nonostante i segni mirabili che la Madonna ha già dato (messaggi sublimi, conversioni numerose e durevoli, centinaio di miracoli di guarigione) resteranno nel loro rifiuto.
Tutto questo è possibile, come ci spiega il Vangelo nell’episodio della resurrezione di Lazzaro. I nemici di Gesù non solo non hanno creduto, ma hanno toccato il fondo della malvagità decidendo di uccidere sia Gesù che Lazzaro.
Per non cadere in questa forma mortale di possessione diabolica è necessario convertirsi ora, per arrivare al tempo dei Segreti pronti alla grande battaglia, in testimonianza della fede e per il trionfo di Maria.
Il segno, apparso sulla collina prima dei Segreti dal quarto al decimo, sarà un motivo costante di speranza e di fiducia per tutti i credenti, ma anche di orientamento per tutti i cercatori di Dio nel tempo del dilagare del male e della morte.
Zelenskyj si trova oggi schiacciato non soltanto dalle armate e dalle bombe russe, ma soprattutto dagli interessi economici che uniscono nemici e amici, dentro e fuori dal Paese.
Dopo tre anni dall’invasione russa, l’Ucraina si trova oggi sotto attacco da parte dell’imprevisto nemico occidentale, l’America di Donald Trump, che accusa il presidente Volodymyr Zelenskyj di essere un usurpatore da rimuovere, come nel 2022 affermava la Russia di Vladimir Putin. Per giustificare l’operazione speciale militare, i russi mettevano l’accento sulla deriva “nazista” del governo di Kiev, affermando la necessità di difendere la terra madre della Santa Rus’ dalla depravazione occidentale, portatrice del veleno dei “falsi valori” non tradizionali; oggi gli americani sostengono la necessità di difendere l’Occidente dalla deriva europeizzante, portatrice dello sfruttamento economico della Nato, istituzione da sciogliere come autentico nemico della prosperità degli imperi.
Secondo la nuova narrativa trumpiana, lo Stato-aggressore non è la Russia di Putin, ma l’Ucraina di Zelenskyj, che si è intestardita nella guerra quando bastava venire a patti tre anni fa, evitando morti e distruzioni e cedendo i territori senza tante storie. In effetti, le centinaia di migliaia di morti da una parte e dall’altra non hanno spostato i confini delle terre contese, lasciando sotto il controllo di Mosca la Crimea e il Donbass, di fatto già occupati fin dal 2014, e tanto bastava per mettersi d’accordo senza troppe esitazioni. Ora serve soltanto un turno elettorale opportunamente pilotato, che mandi in esilio l’attuale dirigenza di Kiev, il vero scopo dell’assalto dei primi centomila soldati russi nel 2022, sostituendola con “uomini pratici” simili a quelli che occupano oggi i palazzi del potere di Washington, pronti all’accordo con gli amici del Cremlino.
L’Ucraina verrà dunque suddivisa tra Oriente e Occidente, come del resto è nella sua natura fin dai tempi della Rus’ di Kiev: un terzo rimarrà alla Russia, come 101° Repubblica della Federazione eurasiatica del Mondo Russo, e due terzi verranno integrati come 51° Stato degli Stati Uniti, serbatoio di terre rare e avamposto europeo del dominio americano, lasciando i 27 Paesi della Ue e i 31 della Nato alle loro diatribe infinite e alla debolezza delle loro economie, incapaci di organizzarsi da soli una vera difesa dagli assalti delle potenze dominatrici. Nella follia del XXI secolo, dove gli aggressori e i devastatori del genere umano si attribuiscono i gradi di eroi della Patria in nome della religione di Stato, e si accordano per dividersi le terre delle vittime senza dar loro neppure il diritto di partecipare alle trattative di pace, gli orrori del secolo precedente finiscono per impallidire, e appaiono come premesse sbiadite di un ordine mondiale sempre più simile alle profezie apocalittiche degli autori di inizio Novecento, dalla Leggenda dell’Anticristo di Vladimir Solov’ev al Padrone del Mondo di Robert Benson, che vedeva il mondo del Duemila diviso in tre grandi blocchi politici: Oriente, Occidente e Americhe, vale a dire Russia, Usa e Cina. Quello che manca rispetto ai racconti di allora è la potenza carismatica dei dominatori, sostituiti da esseri di assai scarso profilo.
L’inizio delle trattative di Riad ha già messo fine a una delle principali ipocrisie degli anni della guerra russa in Ucraina, quella delle sanzioni dell’Occidente, poco efficaci già nel corso della loro applicazione, e ora dissolte nella “politica di rianimazione dei rapporti”, come ha definito gli incontri sauditi il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. Le ambasciate reciproche di Mosca e Washington vengono ristabilite nella pienezza della loro composizione, perfino con la restituzione delle ville russe a Washington e nel Maryland, requisite nel 2016 da Barack Obama. Il premio Nobel per la pace, assegnato con leggerezza allo stesso Obama nel 2009, finirà per essere assegnato al suo successore attuale, come auspicato da diversi politici anche nella stessa derelitta Europa occidentale, oggi esclusa dai grandi giochi della nuova visione multipolare del “mondo di pace” e dei reciproci interessi economici. Non a caso proprio Trump, attraverso i suoi rappresentanti al Congresso americano, ha bloccato per molti mesi i contributi economici all’Ucraina nel 2023, obbligando gli europei a sostenere Kiev con i propri fondi, e oggi l’ex-presidente ucraino Petro Porošenko sostiene che “i soldi europei sono serviti a poco, solo gli americani sanno offrire aiuti militari adeguati”, inaugurando la prossima campagna elettorale a Kiev. Come Trump, Porošenko è un imprenditore che veniva chiamato il “re del cioccolato” dell’Ucraina, e non avrà problemi a mettersi d’accordo con Mosca e Washington se verrà reinsediato sulla poltrona presidenziale.
Zelenskyj era stato eletto presidente nel maggio del 2019, per cercare di contrastare le caste che controllavano l’Ucraina con le reti della corruzione a tutti i livelli, e anche per questo si è trovato a dover impersonare l’eroe della resistenza alla guerra. Colui che Trump definisce un “mediocre attore comico” si trova oggi schiacciato non soltanto dalle armate e dalle bombe russe, ma soprattutto dagli interessi economici che uniscono nemici e amici, dentro e fuori dal Paese. Al suo posto servono uomini come Porošenko o simili, capaci di garantire gli interessi di tutte le latitudini, perché i soldi delle operazioni militari, moltiplicati in questi anni con grandi profitti da tutte le parti, sono evidentemente agli sgoccioli e bisogna rientrare dalle spese di centinaia di miliardi buttati al vento, motivo principale del successo di Trump alle ultime elezioni, a cui si attende un seguito in Ucraina, visto che in Russia di elezioni è inutile anche parlare, in questo anniversario della morte dell’ultimo oppositore di Putin, il martire politico Aleksej Naval’nyj.
Porošenko è stato il presidente che ha organizzato l’istituzione della Chiesa Ortodossa Autocefala (Pzu), accordandosi con il patriarcato di Costantinopoli, una delle più grandi offese nei confronti dei russi. La Verkhovnaja Rada, il parlamento di Kiev, ha messo fuorilegge la giurisdizione della Chiesa ortodossa tradizionalmente legata al patriarcato di Mosca (Upz), e la questione ecclesiastica sta spaccando l’intera società ucraina, in cui l’orientamento all’una o all’altra Chiesa attraversa in pratica tutte le famiglie. Zelenskyj ha cercato di rimanere il più possibile neutrale sulla questione, salvo poi appoggiare esplicitamente lo scioglimento della Chiesa Upz, un’operazione estremamente difficile che rimanda ai tribunali la definizione di ogni parrocchia e ogni monastero. Anche in questo si fanno avanti gli “uomini pratici” alla Porošenko, che cercano di salvare capra e cavoli insistendo sull’autocefalia da una parte, e proteggendo la dipendenza da Mosca dall’altra: è una delle dimensioni più tipiche dell’Ucraina, che rimane in bilico anche nella sfera spirituale per riaffermare il suo ruolo di ponte tra Oriente e Occidente, un aspetto quasi impossibile da comprendere da parte degli occidentali.
Trump vuole comprare la Groenlandia e bonificare la Striscia di Gaza, e non si fa certo scrupoli a prendersi la gran parte dell’Ucraina, garantendosi i 500 miliardi di dollari di “compensazioni” in terre rare e assicurandosi i porti sul mar Nero, le infrastrutture terminali dalle rotte orientali, il petrolio e il gas, e tutto il potenziale delle risorse naturali e geografiche dell’Ucraina. Il Paese distrutto da Putin va ricostruito, e gli Stati Uniti hanno grande esperienza nelle ricostruzioni in Europa. Il 50% dei guadagni e delle licenze finanziarie dell’Ucraina saranno per anni appannaggio dell’America, e l’Unione europea avrà ben poca voce in capitolo sull’argomento. Si tratta di una relazione economica ben peggiore di tutte le sanzioni emesse contro la Russia, che oggi vengono di fatto annullate: l’Ucraina pagherà il costo della guerra russa, che invece sarà sollevata da ogni obbligo. Parificandosi agli altri 50 Stati americani, l’Ucraina godrà di una certa autonomia, avrà comunque la sua costituzione e il suo parlamento, con la garanzia della sicurezza da parte del padrone di Washington, ma non sarà un Paese libero: tornerà ai tempi del regno di Polonia e Lituania, prima che le bande dei cosacchi la consegnassero allo zar di Mosca.
La Russia sembra accettare questa suddivisione delle influenze, anche perché le ultime vicende stanno producendo un effetto imprevisto, quello di “dimenticare la Cina”, al di là dei proclami di Putin e Xi Jinping, che hanno assicurato la loro presenza alle parate delle vittorie del 9 maggio a Mosca e di fine settembre a Pechino. I russi non ne potevano più di essere affiancati soltanto dai cinesi e dagli asiatici, essendo comunque un popolo di cultura e assonanze europee e occidentali, e lo sdoganamento dei rapporti con gli americani nelle trattative di Riad è stato accolto in Russia con un senso di liberazione, di riappacificazione con i veri amici occidentali, quelli pronti a fare accordi e smettere le guerre. Una delle principali propagandiste putiniane, la conduttrice televisiva Margarita Simonyan, nel 2016 guidò un corteo trionfale per le vie di Mosca, sventolando la bandiera americana in onore della prima vittoria di Trump, e ora potrà tornare a gioire, perché l’America ha invaso l’Ucraina, liberando la Russia dal morso della Cina. Se poi Trump affiancherà Putin e Xi sulla piazza Rossa il prossimo 9 maggio, sulle rampe elevate sopra il mausoleo di Lenin, la pace del mondo sarà finalmente celebrata, concludendo le guerre mondiali degli ultimi due secoli.
Gli eventi correnti superano di gran lunga la più fervida immaginazione
Caro Padre Livio,
volevo sinceramente ringraziarla per la sua risposta alla lettera di Lolita da Taranto.
Con la sua risposta mi ha rassicurato riguardo gli eventi correnti che superano di gran lunga la più fervida immaginazione.
La capitolazione del mondo occidentale e intrinsecamente cristiano avvenuta in 2-3 settimane, per mano di un occidentale inginocchiato davanti ai nuovi dittatori, anelante a imitarne modi e fini quindi legittimandoli in toto ha sinceramente spiazzato e angosciato anche me.
La ringrazio per aver rimesso in luce la verità e che tutto questo deve avvenire perché è nel piano di redenzione del mondo pensato da Dio stesso e attuato per mezzo di Maria.
Penso che sarà necessario tenere vivi questi concetti quasi quotidianamente perché di cose inaudite ne avremo da digerire moltissime da oggi in poi… e perdersi in questi casi è questione di un attimo.
La ringrazio di cuore per tutto quello che fa per il popolo di Dio.
La saluto con affetto
Guido da Roma
Caro Guido,
viviamo giorni nei quali eventi impensabili si accavallano e sconvolgono una dopo l’altra le nostre certezze e previsioni. Tutto sembra crollare e c’è il pericolo che la nostra fragile fede vacilli.
Per evitare questa sciagura dobbiamo mettere a fuoco le certezze fondamentali della fede e i punti di riferimento irrinunciabili a cui guardare
Innanzi tutto dobbiamo essere saldi nella convinzione che la Madonna è presente con le sue apparizioni e che ogni cosa che accade porta alla realizzazione del suo piano di salvezza.
La Madonna ci ha anche ammonito a non aggrapparci alle false salvezze di questo mondo, che ha messo se stesso al posto di Dio perché, come ha ribadito più volte, per questo tipo di mondo non c’è né salvezza né futuro.
La Madonna è qui in soccorso della Chiesa e Lei provvederà perché la barca di Pietro tenga la barra diritta in questi tempi di agitazione e di confusione.
Preghiamo per il Papa e ascoltiamo le sue parole. E’ infatti per questa “Pietra”, su cui Gesù ha costruito la Chiesa, che le porte dell’inferno non prevarranno.
Satana sciolto dalle catene, come ci ha rivelato la Regina della pace, sta vomitando sulla terra il suo veleno infernale, ma noi cerchiamo rifugio nel Cuore Immacolato di Mariae in quello di suo Figlio Gesù.
Vorrei essere più presente in diretta radio, ma per ora devo pensare a rimettere in sesto la voce, che ha alle spalle più di mezzo secolo di militanza. Anche questo fa parte dello disposizioni del Cielo perché nel tempo dei Segreti bisognerà avere la forza di “tuonare”.
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mi unisco anch’io ai tanti che le mandano i saluti e l’ augurio di una veloce ripresa. Abbiamo tanto bisogno di lei, io ho tanto bisogno perché mi manca quell’appuntamento quotidiano con le notizie chiare sulla cronaca e sugli avvenimenti alla luce della dottrina cristiana e della nostra amata Gospa.
Sono tanto confusa di questa strana vicinanza da parte di Trump a Putin, non riesco a classificarla in nessun modo, ma soprattutto mi confonde il fatto che, leggendo anche siti cattolici, la Russia viene vista come quella che ha dovuto subire più ingerenze da parte dell’Ucraina… come se la colpa della durata di questa guerra sia in definitiva colpa dell’Ucraina. Mi spieghi lei come stanno le cose, seguo Radio Maria da decenni e leggo articoli pro -Russia scritti anche da storici che la Domenica sera presentano tavole rotonde da Radio Maria, e la cosa mi inquieta non poco.
Mi perdoni Padre ma ci chiarisca, la prego.
Torni presto tra noi e che Dio la benedica insieme a Maria .
Grazie
Laura dalla Sardegna
Cara Laura,
io non ho cambiato idea e ho già chiarito nella risposta a una lettera pubblicata sul Blog qualche giorno fa. Noi seguiamo la Madonna, la Chiesa e il Papa.
Non lasciamoci impressionare dai tromboni di questo mondo che si comportano come dei padri eterni. Dio li ha già giudicati come ha affermato la Madonna nei suoi messaggi sul mondo senza Dio.
Nel medesimo tempo, non lasciamoci ingannare dagli ipocriti, che usano la fede per i loro affari e cambiano bandiera secondo i loro comodi. Hanno già un piede nella Geenna.
Noi figli della Gospa preghiamo e testimoniamo con coraggio la salvezza cristiana, che viene dalla Croce, in questo mondo di tenebra e di morte.
Ave Maria
Padre Livio
Ecco il chiarimento che ho già dato
I “potentati” umani sono inaffidabili: Noi, cattolici mariani, stiamo con la Regina della pace, la Chiesa e il Papa
Carino Padre Livio spero che stiate in gran ripresa sia per voi ed anche per noi vostri fedeli figli spirituali in attesa delle vostre letture della cronaca e della storia… ma secondo voi Trump se la sta bevendo veramente la propaganda russa? Ma cosa sta succedendo secondo voi?
Mi mancate tanto con la vostra lettura quotidiana facendo luce sull’evoluzione della nostra storia tanto minacciata dal menzognero… tra i putiniani che conosco e che mi fanno una gran suggestione (in quanto persone praticanti mariani e quanto…doc) e ora Trump putiniano non ci capisco più niente… Penso che i segreti siano dietro la porta… mi può dare una sua breve delucidazione illuminata?!…
Grazie Padre… Lolita da Taranto…
Cara Lolita,
aspettavo giusto una lettera come la tua per fare una riflessione su quello che sta accadendo, alla luce della fede e delle rivelazioni mariane.
Che cosa ci dice la profezia mariana da Fatima a Medjugorje? In un modo molto chiaro rivela il ruolo anticristico della Russia svolto in due fasi successive: quella del comunismo sovietico (crollata nel 1991) e quella del messianismo russo- ortodosso, in pieno svolgimento, che vedrà alla fine il trionfo di Maria e la conversione del popolo russo.
Quello che sta accadendo ormai da tempo e che è confermato dalla riabilitazione di Putin da parte di Trump, è il dilatarsi dell’imperialismo russo che ha come mira L’Europa, ma in particolare l’Italia e Roma per sancire, con la conquista del Papato, il primato universale del popolo russo.
Questo per me è chiaro e per i cattolici mariani significa una presa di distanza dai “potentati” (Insieme a Russia e Usa, mettiamoci anche la Cina) che mirano a spartirsi il mondo.
Guardiamoci dal cercare la salvezza in questi personaggi che hanno nessun rispetto per i piccoli, i poveri e i deboli, e che hanno come unico criterio di azione la forza e il profitto, l’ingordigia e la violenza.
Non possiamo escludere, come ho già accennato recentemente, che questi personaggi riescano a stipulare una pace provvisoria, mediante una concordata spartizione del mondo, con la quale inganneranno persino i credenti, che applaudiranno alle nuove “deità”.
Questa infatti sarebbe la profezia rivelata da Gesù Maria Valtorta nel 1943 e riferita proprio al tempo nel quale viviamo, cioè una “Pax anticristica” che finirebbe per sedurre anche una parte della Chiesa cattolica.
Non possiamo escludere che, proprio in questo periodo di euforia anticristica, incomincino i Segreti di Medjugorje fino al terzo, che metterà il mondo, ma soprattutto la Chiesa, dinanzi a una scelta dirimente che riguarda il Segno sulla collina e quindi il riconoscimento fin’ ora non dato alle apparizioni della Regina della pace.
Man mano che andiamo avanti, le cose ci saranno più chiare e la Madonna stessa non mancherà di illuminarci con i suoi messaggi.
Noi cattolici mariani, che abbiamo risposto alla chiamata della Gospa, non lasciamoci sedurre dai miraggi anticristici, con i quali “satana ci svia e ci mette sulla sua via” che porta alla perdizione.
Noi stiamo con la Regina della pace, la Chiesa e il Papa, nella consapevolezza che ci attende la persecuzione, ma anche la vittoria finale con l’Immacolata.
Il Vangelo di questa domenica contiene una delle parole più tipiche e forti della predicazione di Gesù: “Amate i vostri nemici” (Lc 6,27). E’ tratta dal Vangelo di Luca, ma si trova anche in quello di Matteo (5,44), nel contesto del discorso programmatico che si apre con le famose “Beatitudini”.
Gesù lo pronunciò in Galilea, all’inizio della sua vita pubblica: quasi un “manifesto” presentato a tutti, sul quale Egli chiede l’adesione dei suoi discepoli, proponendo loro in termini radicali il suo modello di vita. Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane?
In realtà, la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c’è troppa violenza, troppa ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un di più di amore, un di più di bontà.
Questo “di più” viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può “sbilanciare” il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo “mondo” che è il cuore dell’uomo.
Giustamente questa pagina evangelica viene considerata la magna charta della nonviolenza cristiana, che non consiste nell’arrendersi al male – secondo una falsa interpretazione del “porgere l’altra guancia” (cfr Lc 6,29) – ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia.
Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità.
L’amore del nemico costituisce il nucleo della “rivoluzione cristiana”, una rivoluzione non basata su strategie di potere economico, politico o mediatico. La rivoluzione dell’amore, un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bontà misericordiosa.
Ecco la novità del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l’eroismo dei “piccoli”, che credono nell’amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita.
Vangelo
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,27-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non richiederle indietro. E come volete gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso . Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.