"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Febbraio 2025 Pagina 24 di 25

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Gli eventi dei Segreti si distinguono da tutti gli altri perché sono profezie con le quali il Cielo ci interpella.

Buongiorno caro Padre Livio 

quando leggo le tue considerazioni su quanto e come è stata la risposta alla grazia di quasi 44 anni di presenza e messaggi della nostra Mamma Celeste a Medjugorje non posso che concordare con quello che dici, penso però che nulla sia a caso, nel senso che tutto è previsto nel piano di Dio (come potrebbe non esserlo?) e anche se è difficile penso che dobbiamo avere Speranza e Fede perché la Gospa ci ha assicurato che il trionfo del Suo Cuore Immacolato ci sarà.

 A volte la nostra mente razionale ci porta a fare considerazioni sulla realtà dei fatti attuali, ma la nostra mente ci inganna ed è comunque molto limitata (dobbiamo riconoscere che questo vale per tutti noi) e non mi sorprende che i veggenti siano sempre persone semplici e umili.

Detto questo volevo fare con te una considerazione sui primi Segreti (i primi due in particolare) perché temo che tutti noi dormiamo un po’ sugli allori, tranquilli che tanto i primi due Segreti saranno a Medjugorje… lo dico soprattutto per la nostra natura umana che si “sveglia” solo quando qualcosa di “importante” ci tocca personalmente, da vicino…

Punto primo: la Gospa non ha mai detto che non ci saranno altre prove prima del primo Segreto (il covid, solo per fare un esempio, ha riguardato tutti, in diverso modo)

Punto secondo: sul primo Segreto ultimamente ho letto le dichiarazioni di Mirjana del 25 ottobre 1985: “mi ha mostrato come in un film, la realizzazione del primo segreto: lo stato desolato e desolante del mondo dopo questo primo avvertimento, lo sconvolgimento di una regione del mondo” (tratto da un libro di Saverio Gaeta che cita R. Laurentin)

Io posso solo citare fonti, tu Padre Livio li hai frequentati per anni, vissuto e parlato con loro quindi correggimi se quello che riporto non è corretto.

Se queste parole sono corrette una considerazione sorge naturale, Mirjana parla dello sconvolgimento di una regione del mondo… abbiamo saputo poi negli anni che sarà coinvolta soprattutto Medjugorje e che sarà un evento naturale… ma la Gospa non ha mai detto che riguarderà solo Medjugorje… e anzi le parole di Mirjana sembrano indicare un territorio abbastanza vasto, una “regione del mondo” … 

Dico questo perché non accada che rimaniamo troppo sorpresi, tranquilli e addormentati sulla certezza che prima tanto riguarderà Medjugorje…

Io penso che la nostra Gospa ci sorprenderà comunque…

Alessio – Ave Maria


Caro Alessio

I Dieci segreti di Medjugorje, salvo il primo che viene da Dio, sono presumibilmente opere della natura  o degli uomini.

Sicuramente si tratta di fenomeni sconvolgenti avendo Padre J. Bubalo constatato che i veggenti erano sbiancati  durante l’apparizione in cui la Madonna aveva  mostrato delle immagini di ciò che sarebbe successo.

Tuttavia non si può escludere che nel mondo accadano cose catastrofiche prima o durante il tempo specifico dei dieci Segreti.

Basti pensare alla strage della guerra civile in Ruanda, alle carneficine della guerra nei Balcani, in Ucraina e nel Medio Oriente, per non citare un evento catastrofico mondiale come il Covid.

Andando avanti, col dilagare dell’incredulità e dell’ iniquità, eventi del genere si moltiplicheranno al di là di ogni nostra immaginazione.

Tuttavia gli eventi racchiusi nel Rotolo che la Madonna ha dato a Mirjana si distinguono da tutti gli altri che accadono nel mondo perché sono profezie rivelate tre giorni prima con estrema esattezza, indicando che cosa accade, dove accade, il momento in cui accade e la durata nel tempo.

Questo fatto conferisce all’evento preannunciato un valore straordinario in chiave  soprannaturale, perché dimostra l’esistenza di Dio, la sua signoria sulla Storia e la sua presenza salvifica nella persona di Maria Sua inviata.

Questi eventi si distinguono da altri, che potrebbero accadere nel contempo, perché sono rivelati in anticipo per suscitare la fede, testimoniare la presenza di Maria e  indicare l’unica via di salvezza.

I primi due eventi di Medjugorje saranno due catastrofi locali, non necessariamente più gravi di quelli che avvengono in altre parti del mondo, ma, come dice Mirjana, la gente del posto capirà subito che sono un messaggio divino che richiama la presenza della Gospa.

D’altro parte come potrebbe la Madonna lasciare un segno sulla collina delle prime apparizioni in un contesto dove c’è chi non crede né alle apparizioni né ai Segreti?

Dobbiamo capire che, se non si crede e non si fa penitenza, i conti con Dio non tornano. Questo vale per Medjugorje e per il mondo intero. Noi siamo solo dei sevi inutili.

Nonostante quello che la Madonna ci ha rivelato sui Segreti, alle nostre menti ottenebrate non è facile capire e dobbiamo dedicarci alla preghiera e alla purificazione della mente e del cuore per entrare in profondità nel mondo soprannaturale.

Ave Maria

Padre Livio

I TRE MOSCHETTIERI DELLA GOSPA

Padre Livio – Vicka – Roberta

VISITA DI VICKA NELLA SEDE DI RADIO MARIA IN VIA TURATI, 7 Estate 1992

Le Letture del patriarca di Mosca sugli 80 anni della Vittoria

di Stefano Caprio – Asia News – 1 Febbraio 2025

Le conferenze formative che dalla fine dell’Unione sovietica chiudono la stagione natalizia a Mosca sono la massima rassegna ideologica della nuova Russia ortodossa. Da Kirill l’appello alla mnogočadie, la “multifigliolanza” come stile di vita indispensabile: “Siamo il Paese più grande per la sua superfice geografica, ma siamo troppo pochi per tutto questo spazio”.

Si sono tenute a Mosca dal 26 al 30 gennaio le “Letture natalizie internazionali formative” organizzate dal patriarcato di Mosca, giunte ormai alla XXXIII edizione. Si tratta di un evento pensato subito dopo la fine dell’Unione Sovietica, dopo che il 7 gennaio 1992 si era celebrato per la prima volta il Natale di Cristo in un contesto di liberazione definitiva dall’ideologia ateista che aveva dominato per settant’anni, anche se di fatto già negli anni della perestrojka di Gorbačev si viveva in condizioni di libertà religiosa sempre più evidente e confermata dalle leggi. Per diversi anni le Letture Natalizie sono state un ambito di incontro tra ortodossi, cattolici e protestanti, intellettuali russi e stranieri di diverso orientamento filosofico e culturale, che attiravano moltissime persone in un movimento generale di rinascita religiosa della Russia.

Nell’era putiniana, dopo le celebrazioni giubilari e presidenziali del 2000, le Letture sono diventate di fatto la massima rassegna ideologica della nuova Russia ortodossa, in cui si esprimono le categorie fondamentali del Mondo Russo e dei “valori tradizionali” che la politica deve riuscire a imporre alla popolazione e a tutti coloro che intendono avere relazioni politiche, culturali ed economiche con la Federazione russa. Quest’anno la manifestazione è stata infatti dedicata alla tematica già proposta dallo stesso presidente Vladimir Putin, “80° anniversario della Grande Vittoria: memoria ed esperienza spirituale delle generazioni”, il senso più decisivo e “mistico” della grandezza militare staliniana e sovietica, da cui rinasce oggi la Russia militante e apocalittica nella sua natura più profonda.

A imitazione delle Letture patriarcali, anche la Duma di Mosca ha cominciato dal 2012 a tenere in parallelo gli “Incontri natalizi parlamentari”, a cui si invitano il patriarca o i metropoliti, e varie personalità dal mondo ortodosso. Vista l’importanza del tema bellico-spirituale, il patriarca Kirill è intervenuto alla Duma con un’ampia relazione, confermando la “grande importanza di un dialogo su questi temi tra la Chiesa e i rappresentanti del potere legislativo, in un tempo in cui nei Paesi che si ritengono più progrediti vengono distrutte le fondamenta morali dell’essere, della vita familiare e delle relazioni tra i sessi e le generazioni”. Di fronte a questa crisi mondiale, “la Russia si dirige per una via alternativa e particolare dello sviluppo civilizzatore”.

Il patriarca ammonisce che “quando le norme e le leggi contraddicono i comandamenti divini e distruggono la natura morale, spirituale e perfino fisica della persona umana, questo è un segnale dell’incapacità di esprimere una vera civiltà vivente”, e quindi si impedisce qualunque progresso politico e sociale. Egli assicura che “anche se spesso non veniamo capiti all’esterno, una parte molto significativa dei cittadini dei Paesi dove avvengono questi pericolosi processi è in realtà dalla nostra parte, anche se purtroppo non sempre essi hanno la possibilità di esprimere il proprio parere”. Questo sembra essere in effetti il vero scopo dei proclami e della propaganda di Stato e Chiesa in Russia: non tanto convincere i propri sudditi, che comunque non hanno la possibilità di contraddire i capi politici e religiosi, ma appellarsi alla parte più sensibile alle idee del “sovranismo etico” nel resto del mondo, sottoposta alla censura dei potenti che vogliono “cancellare la natura umana”.

“Quelli come noi sono la maggioranza”, insiste Kirill dal suo trono di patriarca universale, e il compito della Russia è dare voce a questo popolo oppresso. In questo senso sono molto importanti gli sforzi e le iniziative legislative del parlamento russo, che cercano in tutti i modi di “rafforzare le basi tradizionali, morali e spirituali della vita della società”, come il divieto di adottare bambini per chi proviene dai Paesi “degenerati”, le limitazioni dei contenuti diffusi sulla rete internet, tanto importanti per le generazioni più giovani, e il sostegno a un ideale di massima fertilità generativa. “Noi siamo il Paese più grande per la sua superfice geografica, ma siamo troppo pochi per tutto questo spazio, solo una normale vita di famiglia con tanti figli può garantire la sopravvivenza della nostra civiltà e lo sviluppo della nostra Patria”, insiste il patriarca usando un neologismo derivato da espressioni slavo-ecclesiastiche, mnogočadie, la “multifigliolanza” come stile di vita indispensabile.

La Chiesa russa appoggia convintamente anche le tante leggi approvate per il controllo della sfera migratoria, e la nuova strategia illustrata a fine anno dal presidente Putin per “la contrapposizione all’estremismo in tutti gli ambiti, compreso quello della migrazione”, indicando nella migrazione illegale la causa della crescita della criminalità in Russia. Si sorvola sulle violenze dei soldati di ritorno dal fronte, che del resto spesso sono delinquenti efferati e seriali, che grazie all’esercito hanno ottenuto sconti di pena e riabilitazione sociale. Ringraziando i deputati anche per le tante misure a protezione delle proprietà ecclesiastiche, per le esenzioni fiscali e la speciale attenzione alla presenza della Chiesa nel settore sanitario, il patriarca si è quindi dedicato all’esaltazione della mistica della Vittoria.

Kirill sottolinea che “la Vittoria nella Grande Guerra patriottica non è stata soltanto il più grande successo militare di tutto il Paese, ma anche la grande impresa morale del nostro popolo”, utilizzando il termine podvig, che esprime la vetta dell’esercizio ascetico e del sacrificio monastico. Per questo oggi “il nostro sacro dovere consiste nel conservare nel nostro cuore la verità sulle guerre del passato e su questi avvenimenti storici, contrapponendoci attivamente ai tentativi cinici e continuativi di sminuire il ruolo del popolo sovietico nella sconfitta del nazismo”. La grande Vittoria è il risultato di un “grandioso servizio di dono di sé stessi, nell’unità delle persone e del popolo russo”, da esaltare in quanto “di fronte alle sfide contemporanee queste qualità assumono un valore ancora più importante”.

Come spiega il patriarca, “l’unità del popolo non è soltanto una dimensione politica o sociale, ma una realtà spirituale che si fonda sui valori comuni, sulla presa di coscienza degli obiettivi da raggiungere, sulla responsabilità comune per il destino del Paese”. Di fronte alla minaccia della globalizzazione e delle guerre informative, che tentano di imporre “ideologie estranee”, bisogna stringere le fila e non dare spazio agli “agenti stranieri” che si infiltrano nelle vene del corpo sano per avvelenarlo. L’attenzione ai valori tradizionali, soprattutto a quelli della famiglia, sono stati proposti con insistenza e al massimo livello negli ultimi anni, come nel 2023 declamato “Anno della Famiglia”; ma Kirill si chiede “quanto questi valori sono diventati parte della vita reale dei nostri concittadini, quanto riflettono davvero la mentalità dei russi?”, esprimendo un fondo di scetticismo inevitabile, vista anche la sempre più scarsa frequenza alle liturgie ortodosse, che a Natale non sono riuscite a radunare più di due milioni di fedeli in tutta la Russia.

“Spesso i nostri fratelli non capiscono bene che cosa siano i valori tradizionali”, ammette il patriarca, sulla base anche dell’esperienza dei sacerdoti che sono preoccupati in quanto “nella coscienza delle persone rimane una notevole tolleranza verso l’aborto, i tradimenti e le rotture familiari, la convivenza immorale e molti altri vizi e comportamenti sbagliati”, ereditati da una società che per decenni ha cercato di cancellare le tradizioni, difficili da far rinascere solo con proclami e imposizioni dall’alto.

Gli ammonimenti del patriarca sono stati sostenuti dai tanti interventi alle Letture natalizie, a cominciare da quello del rappresentante del Sinodo ortodosso per i rapporti con le Forze Armate, il protoierej Dimitrij Vasilenkov, secondo il quale “la guerra è una prova di eccezionale importanza per gli esseri umani, e vince l’esercito che mostra la maggiore forza spirituale… i nostri avversari sono guidati da un’ideologia neo-pagana e conoscono solo l’istinto di uccidere, come le fiere, mentre noi dobbiamo essere la luce che vince le tenebre. L’uomo credente non teme la morte, perché essa è già stata sconfitta, ed egli combatte per amore”.

Agli appelli per il “combattimento spirituale” si associano i relatori intervenuti sulle “Antiche tradizioni monastiche nelle condizioni del mondo contemporaneo”, come il giovane vescovo bielorusso Porfirij (Prednjuk) che ha esaltato il grande significato degli ottant’anni dalla Vittoria per l’unione dei popoli di Russia e Bielorussia, in cui si realizza il vero ideale del monachesimo, mirnoe i bezmolvnoe žitje, la “vita pacifica e silenziosa”. Con questa invocazione presa dalla liturgia ortodossa, il vescovo voleva forse accennare alla devota sottomissione del popolo bielorusso al suo grande batka (padrino), il presidente Aleksandr Lukašenko appena riconfermato dopo oltre trent’anni di dominio, quanto da queste parti si ritiene più simile all’autentica paternità spirituale.

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE AL TEMPIO

Inno
O sole di giustizia,
Verbo del Dio vivente,
irradia sulla Chiesa
la tua luce immortale.

Per te veniamo al Padre,
fonte del primo amore,
Padre d’immensa grazia
e di perenne gloria.

Lieto trascorra il giorno
in umiltà e fervore;
la luce della fede
non conosca tramonto.

Sia Cristo il nostro cibo,
sia Cristo l’acqua viva:
in lui gustiamo sobri
l’ebbrezza dello Spirito. Amen

Simeone, fedele e giusto,
aspettava la redenzione d’Israele,
e lo Spirito Santo era in lui

Egli prese il bambino sulle braccia,
rese grazie e benedisse il Signore.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 234 – CRISTO HA OFFERTO SE’ STESSO

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FOTO INEDITE DEI “BEI TEMPI” DI MEDJUGORJE

GIA’ A PARTIRE DAL 1986 MI SONO RECATO A MEDJUGORJE CON UN PICCOLO REGISTRATORE (VEDI FOTO) COL QUALE HO REGISTATO GLI INCONTRI CON I PELLEGRINI DI VICKA, MARIJA E IVAN CON LA MIA TRADUZIONE DAL CROATO IN ITALIANO. QUESTI FILE SI TROVANO A DISPOSIONE NEL SITO YOUTUBE DI RADIO MARIA E COSTITUISCONO UN MATERIALE DI GRANDE VALORE STORICO SULLA TESTIMONIANZA COERENTE E UNIVOCA DEI VEGGENTI RIGUARDO ALLE APPARIZIONI DELLA GOSPA SENZA MAI CONTRADDIRSI.

BUONA DOMENICA

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

Benedetto XVI

Omelia del 2 febbraio 2011 – Festa della Presentazione del Signore

 GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA

Cari fratelli e sorelle!

Nella Festa odierna contempliamo il Signore Gesù che Maria e Giuseppe presentano al tempio “per offrirlo al Signore”. In questa scena evangelica si rivela il mistero del Figlio della Vergine, il consacrato del Padre, venuto nel mondo per compiere fedelmente la sua volontà.

Simeone lo addita come “luce per illuminare le genti” e annuncia con parola profetica la sua offerta suprema a Dio e la sua vittoria finale. È l’incontro dei due Testamenti, Antico e Nuovo. Gesù entra nell’antico tempio, Lui che è il nuovo Tempio di Dio: viene a visitare il suo popolo, portando a compimento l’obbedienza alla Legge ed inaugurando i tempi ultimi della salvezza.

E’ interessante osservare da vicino questo ingresso del Bambino Gesù nella solennità del tempio, in un grande “via vai” di tante persone, prese dai loro impegni: i sacerdoti e i leviti con i loro turni di servizio, i numerosi devoti e pellegrini, desiderosi di incontrarsi con il Dio santo di Israele. Nessuno di questi però si accorge di nulla. Gesù è un bambino come gli altri, figlio primogenito di due genitori molto semplici. Anche i sacerdoti risultano incapaci di cogliere i segni della nuova e particolare presenza del Messia e Salvatore.

Solo due anziani, Simeone ed Anna, scoprono la grande novità. Condotti dallo Spirito Santo, essi trovano in quel Bambino il compimento della loro lunga attesa e vigilanza. Entrambi contemplano la luce di Dio, che viene ad illuminare il mondo, ed il loro sguardo profetico si apre al futuro, come annuncio del Messia: “Lumen ad revelationem gentium!”.
Nell’atteggiamento profetico dei due vegliardi è tutta l’Antica Alleanza che esprime la gioia dell’incontro con il Redentore. Alla vista del Bambino, Simeone e Anna intuiscono che è proprio Lui l’Atteso.
La Presentazione di Gesù al tempio costituisce un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, “i tratti caratteristici di Gesù – vergine, povero ed obbediente”. Perciò la Festa odierna è stata scelta dal Venerabile Giovanni Paolo II per celebrare l’annuale Giornata della Vita Consacrata.
Vorrei proporre tre brevi pensieri per la riflessione in questa Festa.
Il primo: l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. I Padri della Chiesa hanno collegato questa irradiazione al cammino spirituale.

La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come “filocalia”, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio. Sul volto di Cristo risplende la luce di tale bellezza. “La Chiesa contempla il volto trasfigurato di Cristo, per confermarsi nella fede e non rischiare lo smarrimento davanti al suo volto sfigurato sulla Croce … essa è la Sposa davanti allo Sposo, partecipe del suo mistero, avvolta dalla sua luce, [dalla quale] sono raggiunti tutti i suoi figli …

Ma un’esperienza singolare della luce che promana dal Verbo incarnato fanno certamente i chiamati alla vita consacrata. La professione dei consigli evangelici, infatti, li pone quale segno e profezia per la comunità dei fratelli e per il mondo”.
In secondo luogo, l’icona evangelica manifesta la profezia, dono dello Spirito Santo. Simeone ed Anna, contemplando il Bambino Gesù, intravvedono il suo destino di morte e di risurrezione per la salvezza di tutte le genti e annunciano tale mistero come salvezza universale. La vita consacrata è chiamata a tale testimonianza profetica, legata alla sua duplice attitudine contemplativa e attiva. Ai consacrati e alle consacrate è dato infatti di manifestare il primato di Dio, la passione per il Vangelo praticato come forma di vita e annunciato ai poveri e agli ultimi della terra. “In forza di tale primato nulla può essere anteposto all’amore personale per Cristo e per i poveri in cui Egli vive. .

La vera profezia nasce da Dio, dall’amicizia con Lui, dall’ascolto attento della sua Parola nelle diverse circostanze della storia”. In questo modo la vita consacrata, nel suo vissuto quotidiano sulle strade dell’umanità, manifesta il Vangelo e il Regno già presente e operante.
In terzo luogo, l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio manifesta la sapienza di Simeone ed Anna, la sapienza di una vita dedicata totalmente alla ricerca del volto di Dio, dei suoi segni, della sua volontà; una vita dedicata all’ascolto e all’annuncio della sua Parola. “«Faciem tuam, Domine, requiram»: il tuo volto, Signore, io cerco…

La vita consacrata è nel mondo e nella Chiesa segno visibile di questa ricerca del volto del Signore e delle vie che conducono a Lui… La persona consacrata testimonia dunque l’impegno, gioioso e insieme laborioso, della ricerca assidua e sapiente della volontà divina”.
Cari fratelli e sorelle, siate ascoltatori assidui della Parola, perché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore! Siate scrutatori della Parola, attraverso la lectio divina, poiché la vita consacrata “nasce dall’ascolto della Parola di Dio ed accoglie il Vangelo come sua norma di vita. Vivere nella sequela di Cristo casto, povero ed obbediente è in tal modo una «esegesi» vivente della Parola di Dio.

Lo Spirito Santo, in forza del quale è stata scritta la Bibbia, è il medesimo che illumina di luce nuova la Parola di Dio ai fondatori e alle fondatrici. Da essa è sgorgato ogni carisma e di essa ogni regola vuole essere espressione, dando origine ad itinerari di vita cristiana segnati dalla radicalità evangelica”.
Viviamo oggi, soprattutto nelle società più sviluppate, una condizione segnata spesso da una radicale pluralità, da una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali. Ciò esige che la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e coerente e che il nostro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso.

La vostra azione apostolica, in particolare, cari fratelli e sorelle, diventi impegno di vita, che accede, con perseverante passione, alla Sapienza come verità e come bellezza, “splendore della verità”. Sappiate orientare con la sapienza della vostra vita, e con la fiducia nelle possibilità inesauste della vera educazione, l’intelligenza e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo verso la “vita buona del Vangelo”.

In questo momento, il mio pensiero va con speciale affetto a tutti i consacrati e le consacrate, in ogni parte della terra, e li affido alla Beata Vergine Maria:

O Maria, Madre della Chiesa, affido a te tutta la vita consacrata,
affinché tu le ottenga la pienezza della luce divina:
viva nell’ascolto della Parola di Dio,
nell’umiltà della sequela di Gesù tuo Figlio e nostro Signore,
nell’accoglienza della visita dello Spirito Santo,
nella gioia quotidiana del magnificat,
perché la Chiesa sia edificata dalla santità di vita
di questi tuoi figli e figlie, nel comandamento dell’amore. Amen.

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Vangelo

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,22-40


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo 
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴 “Figlioli, vi abbraccio con tenerezza” – Editoriale di P.LIVIO

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