"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Febbraio 2025 Pagina 21 di 25

🔴LIVE🔴LA PRESENZA DI MARIA SCACCIA LA PAURA – Pensiero spirituale di Padre Livio

🔴LIVE🔴I SEGRETI DI MEDJUGORJE SCONVOLGERANNO IL MONDO – Editoriale di Padre Livio

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SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA


Giovedì 6 Febbraio  2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube  (in differita)


h. 9 – LA PRESENZA DI MARIA SCACCIA LA PAURA (PENSIERO SPIRITUALE 15 M.)

H. 9, 15 –  I SEGRETI DI MEDJUGORJE SCONVOLGERANNO IL MONDO

Editoriale di Padre Livio (55  minuti)

BLOG:

La conversione non finisce mai


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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 238 – CONCLUSIONI – L’AVVENIMENTO STORICO E TRASCENDENTE

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La conversione non finisce mai

per esperienza personale posso dire che veramente la conversione dura tutta una vita. Sono nata e cresciuta cristiana, grazie alla mia mamma, con tanta fede e sempre confortata dai Sacramenti e morirò da cristiana.

Le dico questo dopo aver fatto un bilancio della mia vita, fatto di tanti fallimenti, sconforti, delusioni, cadute e solo qualche breve spiraglio di gioia e di luce, ma proprio in questi momenti di vera e propria battaglia spirituale, con ogni tipo di tentazione, da ultimo il senso di abbandono da parte di Dio, mi trovavo ad aprire a caso la Bibbia e mi trovavo sempre le pagine relative alla Passione di Gesù secondo i diversi vangeli, quando anch’egli si sentiva abbandonato dal Padre.

 Una notte trascorsa praticamente in preghiera, ho capito che da sola non ne sarei mai uscita e quindi ho messo nelle mani sicure di Gesù tutta la mia vita, non trattenendo nulla per me, né pensieri, né parole, né opere…  abbandono totale in Lui, sperando, credendo, amando e confidando solo in Lui… che ci pensasse Lui solo a placare la tempesta implacabile della mia vita, facendo io un passo indietro per far passare davanti Lui e pregandolo di aiutarmi a fare la Sua Volontà e quindi governare Lui la barca della mia vita. Fatta questa supplica, stava sopraggiungendo l’alba, dal mio cuore è uscita l’espressione di S. Paolo “non sono più io che vivo per Cristo, ma è Cristo che vive in me” e ancora “Benedici Signore l’anima mia”. L’abbandono totale a Dio l’ho fatto per mezzo della Madonna naturalmente, perché come Mamma nostra ha potuto presentare la mia vita più pulita, purificata, abbellita e profumata come solo un cuore di mamma riesce a fare e per mezzo di S. Giuseppe, che come mia mamma tanto amo e prego, che con il sudore della sua fronte, responsabilità, umiltà ed impegno si è preso cura della Sacra Famiglia, ha potuto presentare la mia vita con solo i miei 5 pani e 2 pesci.

Concludo dicendo che ho chiaramente capito che con le nostre sole forze non possiamo far nulla, solo agitarci, confonderci, sconvolgerci e disperarci… solo abbandonandoci completamente a Dio, possiamo dare respiro alla nostra anima e alla nostra vita. E’ una dura battaglia è vero, ma senza l’appoggio di Dio, rischiamo di perderla già in partenza.

Un abbraccio grande, come sempre, a lei e a tutta la radio, nell’attesa di risentirla presto.

Antonella


Cara Antonella

Ho letto con piacere la tua testimonianza sul combattimento spirituale che hai dovuto fare per trovare la pace in Dio. Infatti la lotta da sostenere va molto oltre le nostre forze e i nemici da fronteggiare sono formidabili: la nostra natura umana indebolita dal peccato, il mondo con le sue seduzioni e il demonio con le sue tentazioni.

Finché siamo su questa terra dobbiamo  vegliare, pregare e combattere perché il nemico tenterà di sviarci fino all’ultimo istante della vita.

 La vita dei santi è per noi una straordinaria testimonianza di quanto sia impegnativo e lungo il cammino di santità a cui siamo chiamati. Il demonio tenta in ogni modo di farci desistere, puntando sullo scoraggiamento e approfittando delle nostre debolezze, leggerezze e presunzioni con le quali ci attira nelle sue trappole.

Per questo è necessaria una preghiera quotidiana costante, che ci unisca sempre più intimamente a Gesù e a Maria, in modo  tale che  la loro amicizia ci sia più cara di qualsiasi altra cosa sulla terra.

Infatti se la rinuncia al mondo e alle sue vanità è costosa e a volte provoca sudore di sangue, non vi è dubbio che la gioia di essere con Gesù e Maria sulla via del Cielo riempie il cuore di una pace e una felicità che non si possono trovare qui sulla terra.

In particolare in questi momenti in cui tutte le vanità che il mondo offre potrebbero diventare un pugno di cenere, dobbiamo puntare a ciò che è veramente essenziale, cioè a Dio e al suo amore, il Bene  sommo che il cuore umano desidera.

Questo passaggio è doloroso, ma è l’unica strada attraverso la quale realizziamo il fine della nostra vita, che è l’unione con Dio.

Ave Maria

 Padre Livio

ALBUM DI FOTO STORICHE DEI “BEI TEMPI” DI MEDJUGORJE

LA VICENDA STUPEFACENTE DELLE APPARIZIONI DELLA MADONNA A MEDJUGORJE E’ UN’EPOPEA MARIANA CHE RIMARRA’ NELLA STORIA DELLA CHIESA COME UNO DEI SUOI MOMENTI PIU’ LUMINOSI.

INFATTI LA MADONNA HA RIVELATO CHE QUESTE SONO LE SUE ULTIME APPARIZIONI SULLA TERRA. BEATI COLORO CHE HANNO RISPOSTO ALLA CHIAMATA E SONO ENTRATI IN QUESTO PIANO STRAORDINARIO DI SALVEZZA PER LA CHIESA E IL MONDO INTERO, IN UN MOMENTO IN CUI LE POTENZE DEL MALE SI ILLUDONO DI PREVALERE.

TUTTO E’ INCOMINCIATO NEL 1981, MA QUANDO FINIRA? IN ATTESA DEL TEMPO DEI SEGRETI NON LASCIAMOCI PRENDERE DALLA PIGRIZIA E DALL’IGNAVIA, MA PREPARIAMOCI ALLA BATTAGLIA RINVERDENDO LE ORIGINI CON QUESTE BELLE FOTO CHE TESTIMONIANO LA GIOIA E L’ENTUSIAMO CHE LA PRESENZA DI MARIA CI PORTA IN DONO.

San Biagio vescovo e martire

5 Febbraio 2025 ore 12:06 – Corripondenza Romana 1884

di Roberto de Mattei

La prima festa che la Chiesa celebra, dopo la Purificazione della Beata Vergine e la presentazione al Tempio di Gesù, è quella del vescovo e martire san Biagio. Il suo nome è ricordato dalla liturgia il 3 febbraio, giorno in cui è tradizione benedire la gola dei fedeli con due candele incrociate

San Biagio è stato un vescovo armeno vissuto tra il III e il IV secolo d.C. Originario di Sebaste, (attuale Sivas, Turchia), studiò la filosofia e la medicina. Nell’esercizio di quest’ultima disciplina dimostrò una grande competenza e amore del prossimo, per cui alla morte del vescovo di Sebaste, fu chiamato a succedergli a voce di popolo, divenendo così medico delle anime e dei corpi. Dopo la firma dell’editto di Milano del 313, che concedeva la libertà di culto ai cristiani, l’imperatore Costantino assegnò a suo cognato Licinio, autorità sulle regioni orientali dell’impero.  

Licinio però, riaccese la persecuzione contro i cristiani, nominando come governatore della Cappadocia e della Piccola Armenia Agricolao, a cui affidò l’esecuzione dei suoi ordini. Il vescovo Biagio si rifugiò in una grotta sul monte Argeo, da dove continuava a dirigere i suoi fedeli.  Miracolosamente gli uccelli ed altri animali gli portavano il cibo per sfamarsi e ogni sera si radunavano davanti alla caverna aspettando la sua benedizione. A volte capitava che qualche bestia ferita o malata si recasse alla grotta perché Biagio la guarisse col segno della croce.

 L’anno seguente cominciarono a Sebaste i preparativi per festeggiare il quinto anno di regno dell’imperatore Licinio. Era la fine di gennaio del 315: poiché occorrevano fiere per le feste negli anfiteatri, s’inviarono cacciatori al monte Argeo con funi, gabbie e altri arnesi per catturarle. Un gruppo di soldati capitò per caso davanti alla grotta assistendo a uno spettacolo inconsueto: invece di azzannarsi, quelle bestie stavano pacificamente ad aspettare che il vescovo Biagio le benedicesse. I soldati corsero a riferirlo al prefetto Agricolao, il quale ordinò di catturare immediatamente il vescovo. Quando il giorno seguente i pretoriani giunsero alla grotta, Biagio comprese che era giunta l’ora del martirio e li accolse con le parole: «Benvenuti figli: vedo che Iddio non si è dimenticato di me».

Mentre il santo era portato a Sebaste, una donna gli si avvicinò con il figlioletto, che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata in gola: la sua benedizione lo guarì miracolosamente. Proseguendo il viaggio, san Biagio incontrò una donna disperata perché un lupo feroce le aveva sottratto l’unico maialino. «Donna, non ti affliggere, lo riavrai presto», rispose il santo alla sua richiesta e subito arrivò il lupo restituendo docilmente il maiale.  

 Il governatore Agricolao fece condurre Biagio in catene fino al suo palazzo e, siccome il vescovo si rifiutava di sacrificare agli dèi, ordinò di torturarlo con la fustigazione a una colonna. Anche il secondo interrogatorio non servì a nulla nonostante l’orrenda tortura: i carnefici lo adagiarono sull’ecùleo (una sorta di cavalletto sul quale la vittima veniva tirata in opposte direzioni) slogandogli braccia e gambe. Il suo corpo fu poi straziato con pettini di ferro. Secondo gli Atti, dei Martiri, Biagio venne quindi rinchiuso in una corazza rovente e poi rigettato in carcere. Fra la gente che assisteva alla tortura vi erano anche sette pie donne che avevano inzuppato fazzoletti nel suo sangue rimasto sul patibolo, considerandolo un sangue santo. Le stesse donne seguirono il corteo che riconduceva Biagio in carcere, cercando di lenire le sue ferite con panni imbevuti di balsami. I pretoriani se ne accorsero e le condussero dal prefetto con l’accusa di essere cristiane. Vennero decapitate alla presenza di due giovinetti che erano stati battezzati e cresimati precedentemente da san Biagio. Dopo un terzo interrogatorio, Agricolao ordinò che Biagio fosse gettato in un lago con un sasso legato al collo. Il sasso affondò nell’acqua mentre il santo risalì alla superficie e camminò sulle acque fino alla riva. Finalmente il giorno seguente, fu decapitato insieme ai due giovinetti che aveva battezzato. I corpi di san Biagio e dei due fanciulli furono sepolti dalla pietà dei fedeli nello stesso luogo del martirio.  

  Prima di morire san Biagio pregò il Signore che fosse concessa la salute a chiunque lo invocasse per una malattia della gola o per qualsiasi altra infermità. Una voce dal Cielo gli disse che il suo desiderio era stato esaudito. Dopo la morte fu seppellito nella cattedrale di Sebaste, ma nel 723, durante le persecuzioni iconoclaste dell’imperatore bizantino Leone III Isaurico, una parte dei suoi resti venne traslata a Roma. Durante il viaggio un’improvvisa tempesta fece però fermare le reliquie a Maratea, sulla costa della Lucania, terra che ancora oggi riserva a san Biagio una grande devozione.

 Da allora, san Biagio è venerato come patrono della città di Maratea. La Basilica di San Biagio, situata sulla sommità del Monte che da lui prende nome, è il principale luogo di culto dedicato al santo ed è meta di pellegrinaggi e celebrazioni religiose.  

A Roma, esisteva la chiesa di San Biagio in Mercatello, situata in Piazza Aracoeli. Costruita nell’XI secolo, fu ricostruita nel XVII secolo e successivamente demolita nel 1928 durante i lavori di riorganizzazione urbana. Invece esiste ancora la chiesa di San Biagio degli Armeni o della Pagnotta, situata in via Giulia, che funge da chiesa nazionale per la comunità armena della città. Il nome “della Pagnotta” deriva dall’usanza di benedire e distribuire piccoli pani ai poveri nel giorno della festa del Santo.

Chi il giorno della festa di san Biagio riceve in sua memoria la benedizione della gola, con questo atto di devozione riconosce la potenza di Gesù Cristo, capace di guarire, attraverso la intercessione dei santi, tutti i mali, fisici e spirituali da cui siamo piagati. Chiediamo a san Biagio di essere guariti dai mali e di prevenirli, ma soprattutto di sanare le piaghe che affliggono la Chiesa e la società in cui viviamo

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴SEDUZIONE E INGANNI: È L’ORA DI SATANA – Editoriale di Padre Livio

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