"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2024 Pagina 17 di 21

L’anima americana è in vendita?

7 Agosto 2024 – di Judie Brown – Corrispondenza Romana

Il cosiddetto “atteggiamento pro-vita” che ammette di permettere l’aborto di un bambino innocente nel grembo materno fino alla quindicesima settimana di vita è a dir poco demoniaco. Non solo proposte sbagliate come quelle abbracciate dall’ex presidente americano Donald J. Trump vanificano l’obiettivo della protezione totale di ogni essere umano vulnerabile, ma trasmettono il messaggio che ormai non esiste più un vero sostenitore della vita. Se avete qualche dubbio su questo, forse l’esempio che segue illuminerà la conversazione.

Consideriamo il caso della bambina di due anni che ha sviluppato dei problemi e il suo comportamento è diventato così difficile da gestire per i genitori che decidono di non volerla più tenere in casa. Dopo averla abbandonata in un vicolo lì vicino, attendono semplicemente la notizia che è stata sbranata da cani selvatici o che è morta di fame. 

Alcuni vicini, inorriditi, denunciano l’accaduto alla polizia locale che, grazie al DNA, riesce a identificare i resti e ad accusare i genitori di omicidio colposo. “Che crimine orribile”, si potrebbe dire, ma la domanda è: “Quando un crimine come questo è considerato accettabile in una società rispettabile?”. La risposta è: “In qualsiasi momento precedente alla nascita di un bambino”. In America, un atto del genere è considerato una semplice scelta dei genitori e non c’è bisogno di fare altro. Questo è il massimo del relativismo morale, naturalmente, ma cosa dobbiamo aspettarci nell’atmosfera odierna di vuota retorica e inganno organizzato?

Se tutto ciò vi sembra scandaloso, allora dovete ammettere che figure politiche come Trump e il suo vice-presidente Vance sono colpevoli di approvare l’uccisione di bambini finché non hanno ancora raggiunto le quindici settimane di età gestazionale. In America chiamano questa posizione “pragmatica”, osservando che Trump è “politicamente realistico” dal momento che ha suggerito che ciascuno dei 50 Stati Uniti prenda in considerazione la questione piuttosto che proporre una legge nazionale. 

Esaltando questo atteggiamento moderato nei confronti dell’aborto, la piattaforma repubblicana afferma quanto segue in merito alla depenalizzazione dell’aborto: «Dopo 51 anni, grazie a noi, questo potere è stato dato agli Stati e al voto del popolo. Ci opporremo all’aborto tardivo…».

In altre parole, il messaggio politico è che i bambini nel grembo materno continueranno a morire per mano degli abortisti e attraverso l’uso di sostanze chimiche, e nessuno si preoccupa di questa carneficina. Così la verità scientifica che un bambino nel grembo materno è un essere umano è stata cancellata dal panorama politico. La spiegazione è che se il popolo americano non appoggia una posizione totalmente a favore della vita, i politici seguiranno la corrente se vorranno essere eletti.

Tutto questo suona vagamente familiare a coloro che, come noi, sono stati in trincea a favore della vita per molti anni, e capiamo le ragioni per cui la nostra richiesta di chiamare l’aborto con il suo vero nome – e cioè omicidio – è un anatema per i politici. Essi hanno una miriade di ragioni per ignorare la verità, tra cui argomenti quali: “Voglio vincere!”, “Voglio ottenere la maggioranza!”, “Non voglio sostenere posizioni estreme con i miei sostenitori!”, “Dobbiamo raccogliere più soldi e quindi dobbiamo sembrare ragionevoli!”.

A prescindere dalle argomentazioni, il punto è che definire il nascituro come persona non è nelle corde… o almeno così vorrebbero farci credere gli indovini. Ma ho una notizia per loro: la verità non può essere modificata per adattarsi a un’agenda, indipendentemente da ciò che dice la gente.

Trump dovrebbe vergognarsi di se stesso, ma ancor più del suo compagno di corsa cattolico, J. D. Vance. Da quando in qua stiamo buttando alle ortiche Cristo e i suoi figli per accattivarci i favori degli arroganti e degli ignoranti?

È ora di dire la verità, indipendentemente dalle conseguenze. Non siamo chiamati a essere popolari, a vincere le elezioni o a fare i conti con la pubblicità. Siamo chiamati a essere fedeli e a non smettere mai di difendere la verità.

I bambini contano su di noi e, a un livello più fondamentale, non possiamo permetterci di vendere la nostra anima ai compromessi e ai pragmatismi, a meno che, ovviamente, non stiamo facendo l’autostop per l’inferno.

(Judie Brown, Presidente dell’American Life League, in Voice of the Family)

IN DIRETTA DAI NOSTRI STUDI P. LIVIO CON SUA EMINENZA IL CARDINALE ERNEST SIMONI

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SGUARDO SULL’ETERNITÀ – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 7

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🌾MEDITAZIONE QUOTIDIANA DI P.LIVIO 🟢LIVE🟢 DALLA NOSTRA CAPPELLA🌾ANNUNCIAMO IN MODO SEMPLICE LA PAROLA VIVA DEL VANGELO🌾

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

Meditazione quotidiana di Padre Livio dalla nostra Cappella: Annunciamo in un modo semplice la Parola viva del Vangelo

Giovedì, 8 Agosto 2024 –

 h. 9 dalla Cappella di Radio Maria: Commento del Vangelo del giorno

In diretta Radio – blogdipadelivio.it – Facebook – YouTube (In differita)

Segue Catechesi: Sguardo sull’eternità

Temi trattati:

  • Il dramma della morte

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Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-23


In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore

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INTERVISTE A VICKA (5,3)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste, che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Quinta Intervista – Dicembre 2006)

Testimonianza di Vicka sul Purgatorio e l’inferno

PADRE LIVIO – Poi la Madonna vi ha anche portati col vostro corpo a vedere il Purgatorio. Dal Paradiso al Purgatorio siete passati camminando?

VICKA – No, non abbiamo camminato, ci ha portato lei stessa. Il Purgatorio è un grande spazio, non si vedono persone ma si vede solo una grande nebbia, si sente che ci sono delle persone che soffrono. La Madonna ha detto che le persone che sono in Purgatorio aspettano le nostre preghiere.

PADRE LIVIO – Quindi si tratta di un invito a pregare per le anime del Purgatorio, specialmente per le più abbandonate. E la nebbia presente nel Purgatorio che cosa può significare? Forse può significare l’attesa per una speranza di luce perché le anime non possono ancora arriverà a vedere Dio?

VICKA – Sì, non c’era luce, ho visto come un grigio-fumo.

PADRE LIVIO – Quindi il Purgatorio è una preparazione per il Paradiso. Poi hai visto anche l’Inferno?

VICKA – Sì, all’inizio ho visto un grande fuoco.

PADRE LIVIO – Eravate vicino al fuoco? Sentivi caldo?

VICKA – Sì, era proprio vicino e si sentiva il calore delle fiamme come un fuoco vero. Poi ho visto che le persone normali, dopo che entrano nel fuoco, si trasformano assumendo le sembianze di animali, si sentono tantissime bestemmie. La Madonna ha detto che le persone che sono nell’Inferno sono lì per loro propria volontà, e che anche le persone che vivono qui sulla Terra e si comportano contro Dio vivono già un loro inferno, che poi è destinato a continuare anche nell’aldilà.

PADRE LIVIO – Avete visto il diavolo all’Inferno?

VICKA – No, ma le persone che escono dal fuoco si trasformano ad immagine di satana.

LA GRAZIA DEL MOMENTO PRESENTE

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana 1859 – / Agosto 2024

Ho voluto dedicare la conclusione dell’Università d’Estate della Fondazione Lepanto, che si è tenuta a Subiaco dal 25 al 28 luglio 2024, alla teologia della storia cristiana, con queste parole:

«I secoli passano, le circostanze sono diverse, ma Dio non muta, la Chiesa cattolica è la medesima e la lotta continua ad essere quella tra le due città che si oppongono nella storia come due eserciti.

 La teologia della storia cristiana ci assicura che la Città di Dio è sempre vincitrice; l’apparizione della Madonna a Fatima ci assicura che il trionfo storico del Cuore Immacolato è vicino; l’analisi storica e logica del dinamismo rivoluzionario, ci assicura della irreversibilità del movimento contro-rivoluzionario.

Tuttavia, a chi è immerso nella lotta sfugge il grande orizzonte del campo di battaglia, che sembra talvolta avvolto dalla nebbia o dalle ombre della notte. Esiste il rischio di perdere la strada, ma soprattutto di perdere di vista l’obiettivo ultimo delle nostre battaglie e del nostro cammino. Perché il cammino è lungo e non è lineare. Si avanza per sentieri tortuosi, con ampie curve, talvolta il terreno è ripido e impervio, talvolta pianeggiante, discende poi risale improvvisamente.

Nell’insieme, il movimento certo è ascendente, ma non rettilineo. Si sale verso la cima, ma superando picchi, costeggiando abissi e dirupi, attraverso un percorso diseguale. E i nemici che ci assalgono sono di ogni genere. Così è la storia dell’umanità, così è la nostra vita. E quando cala la notte della confusione, il buio del caos, la paura ci assale.

Uno scrittore francese degli anni Trenta del Novecento, Louis-Ferdinand Céline ha scritto un romanzo che si intitola: Voyage au bout de la nuit (Viaggio al termine della notte). In questo romanzo Céline attribuisce a un ufficiale delle Guardie Svizzere, che si immolarono alle Tuileries nel 1793 per difendere Luigi XVI, una canzone che dice «Notre vie est un voyage / Dans l’Hiver et dans la Nuit / Nous cherchons notre passage / Dans le Ciel où rien ne luit » (La nostra vita è un viaggio / in Inverno e nella Notte / noi cerchiamo il nostro passaggio / in un Cielo senza luce»).

Questo pessimismo romantico non corrisponde alla realtà. È vero che spesso avanziamo nelle tenebre della notte. Ma alla notte segue sempre l’alba luminosa del giorno. E di giorno e di notte la luce soprannaturale che guida il nostro cammino non viene mai meno. 

Quando avanziamo nella notte, il nostro cammino è illuminato da una fiaccola, che illumina i nostri passi, anche se non ci permette di vedere lontano, né davanti né dietro. Questa fiaccola è la grazia del momento presente che attraverso il suo pur limitato fascio di luce, ci permette di non inciampare, di non perdere il sentiero, di mantenere la giusta direzione.  

È a questa grazia del momento presente che si riferisce Nostro Signore quando dice: «Sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 18-20). Tutti i giorni, nessuno escluso, ma anche tutti i momenti, perché non c’è un attimo della storia o della nostra vita che sia sottratto alla sua grazia.

Il momento presente è quello che più ci avvicina all’eternità, perché il momento presente “è”. Il passato non è più, il futuro non è ancora, ma è nell’essere del momento presente, che noi incontriamo Dio, che può essere definito come un eterno presente, perché Dio è l’Essere per essenza. Noi saremo giudicati da Dio nel momento presente, che sarà quello della nostra morte. La nostra vita conosce ombre e luci, alti e bassi o quanto meno la possibilità di alti e di bassi, di picchi diversi, perché nessuno è in pericolo di cadere più di quanto non lo sia chi aspira ad essere perfetto, ma il momento della verità sarà quello della nostra morte.

Talvolta pensiamo che allora Dio farà il bilancio della nostra vita e ci giudicherà secondo una media aritmetica. Non è così. L’immagine della bilancia inganna. La nostra vita non sarà giudicata nel suo insieme, ma in un solo momento, quella che potremmo definire l’istantanea della morte. 

Se dovessimo concepire il giudizio come una bilancia in cui si soppesano le quantità di male o di bene che abbiamo commesso, potremmo fare sciocchi calcoli per cui il peccato di oggi potrebbe essere bilanciato dall’atto di virtù di domani. Non è così. Certo ogni mancanza conta, come conta ogni corrispondenza alla grazia, perché ogni atto ha delle conseguenze, ma non nel senso di una media aritmetica.

 Ciò che veramente conta è l’ultimo istante della nostra vita, il flash al traguardo, e nessuno sa quale sarà l’immagine che in quel lampo di tempo sarà consegnata all’eternità. Nessuno sa qual è l’ultima grazia che riceveremo e se a quell’ultima grazia corrisponderemo. E nessuno conosce il momento della propria morte.  Per questo dobbiamo vivere nel momento presente. La nostra vita non è un film, a lieto fine, ma una successione di istantanee fotografiche del momento presente.

Vivere nel momento presente significa non scoraggiarsi mai, ma vivere abbandonati di momento in momento alla Divina Provvidenza, che di quell’attimo fuggitivo conosce il profondo significato. Vivendo nel momento presente, esercitiamo la virtù di cui più abbiamo bisogno, soprattutto in questi giorni: la speranza, la fiducia nel trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.

SGUARDO SULL’ETERNITÀ – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntate 4-5-6

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